05/09/1981: 35 anni di Civiltà
19 settembre, 2016   |  

Sono esattamente 30 anni che l’Italia ha abrogato due delle leggi più vergognosamente medievali fino ad allora esistenti: quelle che prevedevano il “Delitto d’Onore” e il “Matrimonio Riparatore“.
Tanto per capirci la prima legge per la “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio“, cioè il Divorzio è del 1° Dicembre 1970, il referendum che avrebbe voluto cancellarla e invece l’ha confermata è del 12 maggio 1974, la legge che introduce il concetto di “Interruzione Volontaria della Gravidanza” è del 22 maggio 1978, la famosa legge 194, dopo un dibattito durato quasi tutto il decennio.
Ma l’onda riformatrice degli anni ’70 passa sopra al Delitto d’Onore e al Matrimonio Riparatore. Anche se in effetti se ne parlava da molto. E proprio della “causa scatenante” di questo dibattito vorrei raccontare. Ne sono venuto a conoscenza per puro caso, ma parliamo di una di quelle storie di Eroi Civili e per questo deve essere raccontata: la storia della battaglia legale di Franca Viola.
Franca Viola ha 17 anni quando viene rapita assieme al fratellino Mariano (di 8 anni) da Filippo Melodia e da 12 suoi complici. Franca e Filippo erano stati fidanzati ufficialmente da quando Franca aveva 15 anni, ma da diversi mesi il fidanzamento era stato rotto: Filippo apparteneva ad una famiglia mafiosa e questo era noto, ma era stato l’arresto per furto che indussero Franca ed il padre a rompere quel fidanzamento.
La ragazza venne rapita e segregata in un casolare fuori dalla loro Alcamo (TR) dove fu violentata da Filippo. Il giorno di Capodanno il padre di Franca, Bernardo, venne contattato dai parenti di Filippo che lo misero al corrente dei fatti e chiedevano una “paciata”, di fare pace suggellando l’accordo con un “Matrimonio Riparatore”.
Ma Franca fu liberata dalla polizia e Filippo fu messo agli arresti. In totale 8 giorni di sequestro.
La Legge all’epoca recitava:
Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali“.
In pratica con il Matrimonio Riparatore veniva cancellato il reato di Violenza Carnale, anche se perpetrato ai danni di minorenne, per il violentatore-sposo. Questo perché la Violenza Carnale era un reato “contro la morale” e non “contro la persona”.
Franca e Bernardo affrontano un processo dove i legali di Melodia provano a gettare fango sulla ragazza sostenendo che fosse prima non-illibata e dopo consenziente al rapimento, raccontandolo come una “tipica fuitina” tra innamorati.
Ma Franca è determinata e Filippo viene condannato per Violenza Sessuale e rapimento a 10 anni di carcere e 2 anni di soggiorno obbligato a Modena.
Ma mentre il parlamento si perde in dibattiti prima di giungere a modificare le leggi (16 anni per abolire il Delitto d’Onore e 31 per riconoscere la Violenza Sessuale un delitto “contro la persona”!), la storia ha un happy-end anche se ha come scenario l’ingrata Italia perché a Franca è vicina un amico d’infanzia, Giuseppe, che vuole sposarla nonostante la morale dell’epoca. Ma Franca si oppone perché ha paura che Filippo, come aveva minacciato, sarebbe tornato per ucciderla. Giuseppe a quel rifiuto rispose “Meglio vivere dieci anni con te che tutta la vita con un’altra“. La coppia si sposò poco dopo con Franca vestita di bianco.
Giuseppe Saragat, Presidente della Repubblica, inviò alla coppia un dono di nozze e il Ministro dei Trasporti, Oscar Luigi Scalfaro (che poi divenne presidente della Repubblica nel 1992), regalò un biglietto ferroviario di un mese per la loro luna di miele. I coniugi furono poi ricevuti da Papa Paolo VI in udienza privata.
Filippo Melodia non fece più ritorno da Modena dove fu ucciso con un colpo di lupara.
L’8 marzo 2014, in occasione della Festa della Donna, Franca Viola – ora nonna nella sua Alcamo – è stata insignita al Quirinale dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitanocon la motivazione: “Per il coraggioso gesto di rifiuto del matrimonio riparatore che ha segnato, una tappa fondamentale nella storia dell’emancipazione delle donne nel nostro Paese“.

Una tappa fondamentale che vale la pena raccontare.




 
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