DireAgire

Mi presento: sono una persona. Il termine “persona“deriva dal latino personare ( suonare attraverso) e risale al tempo in cui gli attori comunicavano stati di collera, gioia o tristezza, indossando maschere la cui mimica veniva rafforzata dall’effetto della parola che risuonava dall’interno.

Tutte le persone hanno diritto di esprimersi e comunicare qualsivoglia emozione o pensiero. Gli attori, i cantanti, gli artisti in genere, lo fanno per attitudine o per guadagnarsi la vita o entrambe le cose, o semplicemente perchè non ne possono fare a meno, è il motivo del loro esistere. Per cui succede che abbiano l’incarico di eseguire, diventare strumenti della creazione altrui (l’attore nelle mani di un regista, l’interprete di una canzone scritta da un autore, l’esecutore di una partitura composta da un altro musicista etc.etc,) come anche succede che gli artisti siano al contempo creatori ed esecutori. Questi ultimi convogliano la loro creazione, cantano testi propri carichi di significato, improvvisano una danza e creano stili nuovi, danno vita ad una scultura o altro tipo di opera. Anche un attore che sia fedele al testo e che venga diretto in modo poco “flessibile”, si esprimerà sempre in modo in parte personale, darà sempre qualcosa di sé. Per cui, in tutti i casi, si è strumenti di comunicazione, di visioni di vita, idee e messaggi al prossimo (anche se alcuni sono finiti a parlare da soli o al vento).

Trovo assurdo e miope disapprovare che una persona dello spettacolo  esprima pubblicamente il suo punto di vista, che si debba auto censurare, su qualsivoglia argomento, politica inclusa,. Fatta questa premessa,  posso ora finire di presentarmi con animo più leggero, dopo aver sputato questo rospo che premeva, soprattutto viste le polemiche riguardo le dichiarazioni del direttore artistico del Festival da poco concluso. Di buono c’è che, a seguire,  abbiamo anche visto attivarsi, finalmente, contro la deriva antidemocratica in atto, un iniziativa trainata dagli artisti, a difesa dei diritti dei profughi:”Non siamo pesci“, che vede persone come Sandro Veronesi e centinaia di personalità dello spettacolo, prendere una posizione e reagire. Ma visto che il direttore di questa testata a cui sono felice di poter dare un piccolo contributo, mi offre una finestra a cui potermi affacciare in osservazione e ponderazione dei vari avvenimenti che ci scorrono intorno, ecco che mi preme salutarvi ed aprire un dialogo, oltre che in qualità di donna di spettacolo, soprattutto di “persona“.

Un appuntamento basato sul comunicare, denunciare, proporre in analisi, e quindi il “dire” seguito da un “agire“. 

Sempre col cuore, però!

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