Incontro con Paolo Bizzarri

Paolo Bizzarri è il Presidente della società GE.SER.T. E C. srl che gestisce il teatro Nino Manfredi ad Ostia, insieme a Felice Della Corte (Direttore Artistico) e da Luciano Colantoni (Amministratore).

Siamo andati a trovarlo proprio lì, nel “suo” teatro.

La vostra non è sicuramente una attività imprenditoriale semplice da intraprendere, Cosa vi ha spinto ad aprire il Teatro Manfredi?

Cosa ci ha spinto? Due grandi passioni: quella per il nostro territorio e quella per il Teatro. Le due cose, insieme, hanno costituito il Teatro Nino Manfredi. Ricordo ancora quando leggemmo insieme la prima stagione: nomi altisonanti, veri e propri guru del teatro italiano, avrebbero accettato la sfida di rendere il Manfredi un grande polo culturale e di fornire alla cittadinanza la possibilità di vedere, dal vivo, spettacoli che sembravano distanti anni luce. Sfida che continua ancora, ma che, da un primo bilancio di queste quindici stagioni, è sulla strada della vittoria.

Perchè avete chiamato così il Teatro? Perché intitolarlo a NINO MANFREDI?

La prima cosa che pensammo di fare, anche per avvicinare la popolazione alla nostra attività, fu quella di indire un sondaggio: quale nome dareste al vostro Teatro? Ecco, ora farò un breve inciso. Sì, perché ci piace pensare che per noi è stato e sarà sempre così: il Teatro di tutti, ma, soprattutto, di chi, durante le rappresentazioni, lo riempie con applausi, risate e qualche critica. Chiusa parentesi, scegliemmo il nome di Nino Manfredi, uno dei “colonnelli” della commedia all’italiana, da poco scomparso, perché fu quello che risultò più menzionato. Ci rivolgemmo alla famiglia e, in particolar modo, alla signora Erminia Manfredi, la quale, con gioia, accettò che intitolassimo la nostra struttura al marito. Non finiremo mai di ringraziarla.

Un luogo di contatto con la popolazione, quindi, con il territorio. Quali sono le attività che si svolgono al Teatro Manfredi?

Negli anni, il Teatro Manfredi è stata una vera e propria fucina di idee. Tanto per cominciare, dieci spettacoli in abbonamento, dal martedì alla domenica, per due settimane. Poi, quattro o cinque spettacoli in mini abbonamento, per tre giorni di repliche; stagione dedicata alle famiglie, ogni fine settimana; stagione dedicata agli istituti scolastici, con rappresentazioni mattutine. Inoltre, attività parallele come la Scuola di Teatro per piccoli e grandi, e iniziative di carattere sociale svolte dall’Associazione Perché no?, che fa un lavoro encomiabile portando avanti un laboratorio teatrale per ragazzi disabili da più di 10 anni. Sul nostro palcoscenico – grazie nuovamente al pubblico che ci segue – sono passati personaggi del calibro di Arnoldo Foà, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Nando Gazzolo, Valeria Valeri, Paolo Ferrari fino a tantissime nuove leve, ora cresciute e diventate realtà virtuose del panorama teatrale. Possiamo dirlo: il Teatro Manfredi porta bene!

Grandissimi esponenti del Teatro italiano, della cultura italiana, ma anche scommesse del futuro del Teatro. Quali sono invece le scommesse del suo Teatro? Quali i prossimi obiettivi?

Oggi il Teatro Nino Manfredi può contare su circa 40.000 presenze l’anno e, fino a quando i dati erano disponibili, risultava essere, per al categoria fino a 300 posti, il più frequentato d’Italia. Il mio sogno è che per una volta quando si parla di Ostia, oltre alle cose negative, ci si ricordasse di questa realtà che, senza aiuti esterni, soldi pubblici o altro, ha contribuito in maniera importante a combattere il degrado. Non so se questo sarà possibile per sempre, ma è indubbio che il nostro impegno non verrà mai meno, perché lo dobbiamo ai nostri collaboratori, a tutto l’indotto che lo spettacolo dal vivo crea (con la cultura si mangia, eccome!), alla comunità del nostro territorio e anche un poco a noi stessi. Dicevamo degli obiettivi futuri, al momento siamo a 1700 abbonati ma vogliamo arrivare a 2000. Ce la possiamo fare. Anzi, ce la dobbiamo fare! Un pubblico che affolla una sala teatrale fa bene a tutti. Dove c’è tanto Teatro c’è poca criminalità, c’è più benessere, più cultura, più intraprendenza. Frequentate il Teatro, qualunque esso sia. Certo, se è il Manfredi, è meglio!

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