Intervista all’Avv. Francesco Luongo

L’Ospite di questo mese è Francesco Luongo, il Presidente dell’associazione per i consumatori “Movimento Difesa del Cittadino”. 
Gli chiediamo uno strumento in più per analizzare la situazione attuale: Il dibattito pubblico negli ultimi anni si è focalizzato molto sui diritti dei cittadini a livello di consumo di beni e servizi, con una lotta – a livello retorico – contro la burocrazia. Nell’immaginario comune la “burocrazia” è fatta da scaffali riempiti di faldoni impolverati, ma in realtà le nuove tecnologie ci hanno portato nuove forme di inefficienza, nuove burocrazie, nuove sfide e anche nuove insidie e nuove possibilità. 
Tutto è diventato più veloce, più globale e proprio per questo c’è bisogno di un momento di riflessione, di una lucida analisi perché anche gli errori sanno essere veloci e le conseguenze possono essere inesorabili.

1) Il Movimento per la Difesa del Cittadino è stato costituito nel 1987 per lottare contro “inefficienza, prepotenza e iniquità burocratica”. Quanto sono cambiate le cose in questi 30 anni abbondanti?

Siamo da oltre 30 anni al fianco dei cittadini contro una Pubblica Amministrazione oggi come allora troppo spesso lontana dal cittadino ed autoreferenziale. Purtroppo tranne per qualche eccellenza ed una spruzzatina di informatizzazione siamo ancora lontani da un servizio in grado di soddisfare il Cittadino del 2019 bisognoso di risposte concrete ed in tempi certi ed adeguati.


2) Tu Francesco sei presidente di MDC da quasi 3 anni, e alle inefficienze burocratiche hai aggiunto anche le inefficienze di tipo digitale. A che punto siamo?

In Italia solo 24 comuni capoluogo hanno un buon grado di maturità digitale, 44 sono nella fascia intermedia e 39 in rilevante ritardo. Ancora più avvilenti i dati del nuovo rapporto AGI-Censis L’Italia è agli ultimi posti in Europa per “interazione digitale” tra cittadini e PA: nel 2018 solo il 24% degli italiani dichiara aver interagito con la PA per via telematica, contro il 92% dei danesi, il 71% dei francesi, il 57% degli spagnoli. Il valore medio nell’Unione Europea è del 52%. Peggio di noi solo Bulgaria e Romania.

La reale digitalizzazione della P.A. si scontra con  un Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) conosciuto da pochissimi e la feroce resistenza di intere sacche di uffici periferici dell’ amministrazione locale, senza contare l’insensibilità storica della Magistratura italiana verso i soprusi compiuti dalle P.A. nei confronti dei cittadini.

La Pec ad esempio da strumento di dialogo con la burocrazia sembra essere diventata solo un comodo canale a senso unico per notificare multe o sanzioni amministrative al pari del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), conosciuto soltanto dal 41,8% degli italiani o il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) (32,2%).


3) Una delle battaglie che sta conducendo MDC negli ultimi mesi c’è quella sul Modem Libero e sulle bollette telefoniche a 28 giorni, mi sembrano emblematiche del fatto che quando mancano i regolamenti o a volte i controlli sui regolamenti esistenti, lo Stato si trova in difficoltà nei confronti di condizioni sfavorevoli nei confronti degli utenti

La politica è lontana da questi temi preferendo più fare da intermediaria tra grandi corporation, quali le compagnie telefoniche e il cittadino, lasciando il compito di watch dogs sugli abusi all’Autorità Antitrust ed alle Associazioni dei consumatori lasciate da anni senza risorse. La norma contro la fatturazione a 28 giorni rappresenta una eccezione ma non ha risolto nulla visto che i consumatori sono ancora in attesa dei rimborsi impantanatisi nel solito ricorso al Tar ed al Consiglio di Stato. Con la campagna Modem Libero abbiamo invece preteso semplicemente il rispetto di quanto stabilito dal regolamento dell’Unione Europea n. 2120/15 in materia di Net Neutrality e libero accesso ad internet che le TELCO osteggiavano letteralmente obbligando gli utenti ad acquistare modem spesso pessimi a costi esorbitanti. In collaborazione con le altre organizzazioni della Free Modem Alliance siamo riusciti a convincere l’AGCOM ad emanare una Delibera in linea con la norma comunitaria ed a fermare questi abusi ai danni dei cittadini.


4) Altre sfide “moderne” sono quelle per la difesa della privacy delle persone, i recenti casi di intervento degli organi di controllo sia a livello europeo che statunitense pongono l’accento su una fragilità che prima apparteneva solo ai libri di fantascienza: viviamo in un nuovo mondo del Grande Fratello?

La deriva Orwelliana in atto è una realtà che ci sta spingendo da anni ad interrogarci su come i diritti civili possa essere contemperati con il concetto di sicurezza Gli assistenti virtuali sono ormai  una realtà il 39,3% di chi è nato dopo il 2000 usa per lo più la voce ed interagire con i tablet e smartphone.

Google Home, Amazon Echo, SIRI, Cortana di Micorsoft in molte case così come anche la registrazione indiscriminata delle conversazioni domestiche ed il loro legittimo utilizzo da parte delle autorità inquirenti come in 3 provvedimenti di acquisizione delle conversazioni raccolte su Alexa assunti negli USA nel dicembre 2015, Agosto 2016 e Dicembre 2017.

Un fiume di dati viene raccolto costantemente perché maggiore ne è la quantità e qualità tanto maggiore sarà la precisione delle risposte ma soprattutto la ricchezza che le major del settore potranno ricavarne dalle tasche dei consumatori direttamente o vendendoli a terzi anche per finalità di orientamento politico come dimostrato da casi di Cambridge Analytica.Chi ci garantisce nell’attuale contesto sulla effettiva anonimizzazione delle nostre conversazioni quando parliamo ad un assistente virtuale su un telefono uno smartphone o uno smarthome device? C’è solo un computer dall’altro capo del mondo o anche chi può accedere a questi dati ascoltandoli, prendendo note ed informazioni?


5) Spesso i media riportano un allarme legato alla presenza delle forze populiste sul piano politico, in Italia come anche nel resto del mondo occidentale, a tuo avviso esiste davvero questo rischio? Tu che presiedi un movimento proprio per i cittadini, come interpreti il Populismo?

Il tema del “Populismo” è di grande attualità e credo che in troppi dimentichino che il primo vero governo “Populista” sia stato quello presieduto da Berlusconi nel 1994.

Allora come oggi come si cerca di illudere i cittadini con slogan che inneggiano a soluzioni semplici per problemi complessi, salvo poi a far pagare alle famiglie italiane l’incapacità di risolvere le cose.

L’Italia è un paese che non cresce, bloccato da 30 anni di politiche di centrodestra e centrosinistra il cui unico risultato è stato il massacro della classe media ed una disoccupazione giovanile tra le più alte d’Europa con una questione meridionale che si è cercato di ignorare e che invece è una bomba sociale pronta ad esplodere come già dimostrato in termini di voto di protesta.

La consapevolezza dell’ipocrisia del teatrino politico, l’effettiva conoscenza dei problemi dei cittadini consumatori e la pervicace volontà di non assecondare il marketing delle multinazionali, le narrazioni giornalistiche e le tante fake news veicolate su siti web e social, rendono le associazioni dei consumatori italiane scomode un ‘epoca in cui si preferiscono gli slogan ai fatti concreti.

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