Riflessioni sulla Giornata mondiale della filosofia

Nel mese di novembre si svolgeranno numerose iniziative per celebrare la Giornata mondiale della filosofia.

Essa è stata istituita dall’Unesco, per il 21 novembre, con l’intento di sottolineare il valore della filosofia.

Ancona e Recanati saranno le sedi di una serie di incontri e di esperienze filosofiche organizzati dalla Società Filosofica italiana.

Ad Ancona vi sarà una riflessione su grandi temi della vita sociale: la fiducia, la conoscenza, la coscienza del limite. Sarà l’occasione per ragionare insieme, con l’aiuto di alcuni grandi autori.

Ci si interrogherà sulla possibilità di credere e sperare nei tempi di crisi, a partire dal testo di Hannah Arendt: “L’umanità in tempi bui”.

Altri incontri saranno effettuati per approfondire l’opera di Steven Slogan e di Philip Fernbach “l’illusione della conoscenza”, e con Marco Orsetti sul “sapere di non sapere”.

Un incontro si rivolgerà anche al tema della vecchiaia, di Enzo Bianchi; in tale occasione Paolo Coppari effettuerà una riflessione sull’esperienza del limite.

A Recanati, in collaborazione con l’Università di Istruzione Permanente Don Giovanni Simonetti, saranno effettuati due incontri di Pratica Filosofica. Saranno condotti da Bianca Maria Ventura, Presidente della SFI di Ancona. Saranno affrontati temi legati al nostro vivere di ogni giorno:

a) cosa significa “vivere bene”?

b) perché chi è “diverso” ci spaventa?

Il titolo degli incontri “Pensieri in dialogo”, mette in evidenza la radice dialogica, di ispirazione socratica, del pensiero e del suo bisogno di verità.

Siamo convinti che nelle scuole e nella società debba essere attivata una attività di ricerca e di sperimentazione, al fine di poter valutare il valore che la pratica filosofica può incidere nella comunità, e a tutti dare la possibilità di apprendimento attraverso un’educazione che porti ad una reale partecipazione: partecipazione che sia il più possibile di qualità, equa ed inclusiva.

Il pensiero che rivolgiamo a queste tematiche non può ignorare gli avvenimenti accaduti nella seconda metà del ‘900; avvenimenti che hanno segnato drammaticamente la storia di tutti noi, delle nostre coscienze, delle nostre emozioni.

Attraverso l’analisi pratica della filosofia, il pensiero deve poter formare un nuovo livello di cultura, aspirare ad un nuovo mondo dove, realmente, ci sia solidarietà e sostegno reciproco.

Con il pensiero dobbiamo combattere quello che oggi nel mondo predomina, ovvero il forte che predomina sul debole, che porta l’essere ad un grado di disumanizzazione di cui, appunto, nella seconda metà del ‘900, siamo stati spettatori.

Occorre, pertanto, che tra gli esseri umani ci sia una reale tolleranza, nel senso di avere la capacità di accettare idee e atteggiamenti altrui. Si può e si deve tornare a vivere in una società dove i rapporti umani siano contraddistinti da una reale concordia di pace e di amore universale.

Un nuovo umanesimo è possibile, attraverso un costante dialogo culturale, politico e sociale; attraverso un rafforzamento della società democratica che veda i cittadini uniti e gioiosi  di vivere, in armonia, nel villaggio globale.

Solo in questi termini, i danni prodotti dalla globalizzazione, possono essere attenuati.