Riflessioni sulla “Giornata della Memoria”

Il 27 Gennaio 2020 si svolgerà, nel nostro Paese e in Europa, la “ giornata della memoria”, al fine di non dimenticare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), e commemorare le vittime del nazifascismo e dell’olocausto.

Ciò che è successo nei campi di sterminio è una pagina nera della storia dell’umanità. Ebrei, oppositori politici, zingari, omosessuali, contrari al regime nazista sono stati barbaramente eliminati. Ne sono testimonianza l’inferno delle camere a gas e i forni crematori.

In qualsiasi momento della nostra esistenza dobbiamo ricordare quei tragici avvenimenti. Il ricordo è essenziale, per far si che ciò che è stato non abbia più a ripetersi in nessuna altra parte del mondo.

La drammaticità di tali eventi, ovvero crimini contro l’umanità, deve porre all’uomo una serie di domande e riflessioni. Perché è potuto succedere tutto questo? Perché si è voluto togliere alle persone la propria dignità, violando il principio della dignità umana?

A tale scopo è fondamentale far menzione  di quanto enunciato da Kant sul “principio della dignità umana”, quale seconda formula dell’imperativo categorico: “Agisci in modo da trattare l’umanità, tanto nella tua persona come nella persona di ogni altro, sempre anche come un fine e mai unicamente come un mezzo”. Kant stabilisce, così, ogni uomo, ogni essere dotato di ragione, come fine in se stesso, possiede un valore non relativo (com’è, per esempio, un prezzo) ma intrinseco, cioè la dignità  (N. Abbagnano – Dizionario di filosofia).

Ciò che il regime nazista ha determinato è stata la perdita di dignità di ogni persona vittima di persecuzione e/o di sterminio. Nei campi di sterminio di Auschwitz, Belzec, Birkenau e Dachau si è reso, sistematicamente, l’assassinio di massa. Conosciuti anche come “campi della morte”, i sopra citati campi di sterminio sono stati vere e proprie “fabbriche di morte della persona”.

Con lo sterminio si è infranta la sacralità della vita e della morte. Di fronte a tali mostruosità, perpetrate da uomini (se così si possono chiamare), ci si pone l’interrogativo se si possono perdonare gli artefici di tale carneficina. Chi, semmai, può perdonarli? Solo le persone che sono state vittime di tali atrocità, potrebbero perdonare i loro carnefici. Per i superstiti, per i parenti delle vittime, per gli storici, per le autorità religiose non vi potrà mai essere alcuna forma di perdono.

La giornata della memoria ci obbliga tutti ad una profonda riflessione. Quella di mantenere sempre alta l’attenzione sulla difesa dei valori democratici e dell’antifascismo, contro i vari tentativi di coloro che cercano di sminuire, sottovalutare e/o dare un giudizio parziale sulle responsabilità  storiche di coloro che sono stati gli artefici delle ideologie nazifasciste.

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