Incontro con Barbara… e basta

Barbara, Barbara e basta, senza cognome, perché lei non ama farsi pubblicità: una ragazza dalla chioma riccioluta, una leonessa dell’attivismo, conosciuta ad una manifestazione di solidarietà ai profughi. Lei spiccava, con il suo mantello da super eroina (la bandiera della pace a mò di scialle), il sorriso e l’energia da spargere tra noi sorelle e fratelli africani, italiani, indiani, insomma, della razza umana.

Foto di Loretta Rossi-Stuart

La incontrai di nuovo presso l’ex presidio Baobab, dove regolarmente offriva assistenza ed in particolare, portava tè caldo alle persone all’addiaccio: da quel momento per me lei divenne la portatrice di tè e calore umano. Ma ecco che ora noto il suo guizzo e il suo vortice di energia positiva in questo tsunami chiamato movimento delle sardine, contatto ristabilito!

Barbara, ti ho lasciata al Baobab e ti ho ritrovata a Piazza San Giovanni, ma non in veste di comune sardina come me, bensì con un ruolo attivo nell’organizzazione della manifestazione. Premesso che, conoscendo il tuo fervore e la tua umanità non mi ha sorpreso affatto, ti chiedo di raccontarmi com’è andata, come avete fatto in pochi giorni a creare il contatto e a coordinarvi tra voi?

Immagine dal Web

È stato tutto molto improvviso, una mattina mi sveglio e trovo l’invito a un gruppo fb SARDINE DI ROMA, nel momento stesso che avevo deciso di contattare i ragazzi di Bologna per chiedere se potessi aprire una pagina o un gruppo per Roma. Quindi  contatto. l’amm del gruppo Sardine di Roma, Stephen Ogongo, che subito mi chiede di collaborare come moderatrice. Accetto anche se lui mio spiega che ancora non era riuscito a mettersi in contatto con Bologna. Allora caparbiamente, comincio ad inviare mail e messaggi fino a quando con Ogongo riusciamo a stabilire il contatto e… PARTENZA, VIA! Nei pimi giorni 100.000 adesioni al guppo, notte e giorno a moderare, accettare, approvare, controllare…senza sosta. Intanto Ogongo aveva inserito altri moderatori e moderatrici: abbiamo fatto la nostra prima riunione la sera stessa in cui Mattia era a Roma ospite di una trasmissione. Ci ha raggiunte (al femminile perchè sardine) e abbiamo fatto conoscenza per la prima volta tra noi e con lui (Mattia) e Joy e Lorenzo. Quindi la foto di rito e poi tanto altro..stravolta e travolta,  stremata ma entusiasta, arriva ill 14 dicembre e la gioia di riempire la piazza come mai avremmo previsto!

Io non sono riuscita ad avvicinarmi al palco, ma mi sembra di averti vista accanto a Mattia Santori mentre parlava, dimmi le tue sensazioni nel vedere quel mare multicolore,  e poi, a proposito del “non palco”, è stata una scelta simbolica o mancanza di mezzi?

Come te migliaia di persone non sono riuscite ad avvicinarsi, neanche la mia famiglia che mi ha raggiunto poi verso le 18. perciò era una marea umana, pacifica e colorata, che si abbracciava, cantava, ballava…e fino alle 19 le sardine sono restate in piazza, non volevano lasciare quella piazza, non volevano che quel momento finisse mai.

La scelta è stata perchè i soldini raccolti con il crowfunding sono stati sufficienti a coprire spese ridotte, e abbiamo dato del nostro meglio, potevamo fare meglio, di più, ma nessuno di noi fa questo di mestiere, abbiamo dato il massimo e fatto del nostro meglio.

Dei punti – proposta che sono echeggiati in piazza sorvolando i visi sorridenti di giovani, anziani, persone di varie etnie e orientamento sessuale, bambini e sardine nere, quello che sta particolarmente a cuore ad entrambe è la richiesta di abrogare il decreto sicurezza. Tu che militi da anni nel campo dell’accoglienza e che ora sei promotrice di una raccolta firme a favore dell’abrogazione, come hai vissuto il decadente momento in cui Salvini ha decretato che fossero messi in strada migliaia di persone? Dopo il nostro  flash mob davanti al C.A.R.A. di Morlupo, nel tentativo di bloccare quella disumana evacuazione, che altri effetti hai potuto testimoniare e credi che le sardine saranno ascoltate sotto quest’aspetto?

Foto di Loretta Rossi-Stuart

I DECRETI SICUREZZA ( DA MINNITI AL PRIMO AL BIS)
Precisamente io aiuto a diffondere  una raccolta firme, una petizione, che #ioaccolgo  sta promuovendo.

Dire decadente è un eufemismo, direi che è una vera e propria tragedia umana. Alla quale come sai mi sto opponendo ogni qual volta posso urlare il mio dissenso. Ero in piazza del popolo con la bandiera della pace un anno fa, l’8 dicembre, quando il COSO faceva il suo orrendo comizio…perchè volevo con il mio corpo in piazza il mio dissenso.

Le persone stanno vivendo una vera tragedia, migranti e non, e con questo decreti INSICUREZZA si sta togliendo la speranza a chi chiede solo di vivere da essere umano, ma anche ai nostri connazionali che operano nel settore, a tutti coloro che avevano intrapreso un percorso di integrazione che ora è stato bruscamente interrotto e si ritrovano in strada, e sono preda facile della criminalità e delle mafie, del caporalato e di chi su queste tragedie ci specula, dai politici come il COSO ai mafiosi e criminali che lucrano sulla pelle degli ultimi.

Un ultima quanto ovvia domanda, che futuro per questo meraviglioso e prezioso movimento?


Il futuro è diventare oceano, di bellezza e di pace.

Nella concretezza tornare a parlare alla testa delle persone, riportare il dialogo su basi civili, oscurare i temi che scatenano odio, continuare ad occupare le piazze, uscire dai social e ritrovarci insieme a difendere i nostri diritti. Fuori dai social, questo è molto importante e questo è quello che faremo.

Grazie Barbara e, come mi hai insegnato tu, Aiwa!

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