Donne e democrazia: un futuro possibile?

Che cosa è la democrazia? Un tema di rilievo, soprattutto in questa epoca in cui assistiamo ad uno scenario politico a dir poco confuso e caratterizzato da un clima di sfiducia generale.

Vale la pena fare una riflessione e soffermarsi sul concetto di democrazia. Il significato intrinseco di questo termine rimanda essenzialmente a quella forma di governo in cui il potere risiede nel popolo, il quale, nell’epoca moderna, esercita la sua sovranità per mezzo di rappresentanze elettive e attraverso istituti politici diversi (enciclopedia Treccani). Il significato originario del concetto di democrazia, tuttavia, affonda le sue origini in tempi molto lontani.

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La parola democrazia, infatti, comparve nell’antica Grecia per indicare (designare) una concezione politica che veniva sostenuta da un partito, quello democratico, che si opponeva al partito aristocratico, ovvero alla concentrazione del potere nelle mani di alcune famiglie aristocratiche. Quindi, in origine, non si riferiva ad una particolare organizzazione dello Stato, così come inteso in senso moderno. La nascita delle democrazie moderne può collocarsi intorno al XVIII secolo, epoca in cui i filosofi moderni, ispirandosi al modello di governo nato con la rivoluzione inglese, colsero l’essenza della democrazia nel diritto del popolo di designare il governo della propria nazione, anche attraverso la partecipazione diretta e il controllo. L’immagine della democrazia fu poi ampliata dall’affermazione di quei principi fondamentali di libertà e uguaglianza introdotti a seguito della rivoluzione francese e di quella americana, nonché i principi di divisione del potere (legislativo, esecutivo, giudiziario). L’esercizio del potere del popolo era tuttavia inscindibile dal diritto di voto e, all’epoca, erano ancora pochi ad esserne titolari. Per quanto riguarda l’Italia, nel 1912 fu introdotto il suffragio universale maschile e soltanto nel 1945 il diritto di voto fu esteso anche alle donne. Si determinò uno spartiacque decisivo, se solo pensiamo che 21 donne su 75 membri fecero parte dell’Assemblea Costituente.

Il concetto di Stato democratico è imprescindibile dal rispetto delle libertà fondamentali e dei principi di uguaglianza e, in ragione di ciò, la nostra Carta Costituzionale garantisce ad ogni cittadino la partecipazione alla vita politica e di governo del Paese.

I principi, tuttavia, necessitano di una concreta attuazione e ciò vale oggi anche e soprattutto per quanto riguarda il ruolo che le donne si trovano a ricoprire nella politica e nelle democrazie contemporanee.

Il cammino delle donne verso la piena cittadinanza politica e il riconoscimento di questa essenziale presenza, con lo scopo di una democrazia concreta, è stato lungo e tortuoso e siamo ancora molto lontani perché si realizzi la piena attuazione di quanto previsto dallo stesso legislatore.

Quali i maggiori ostacoli ancora da superare? A prescindere dai singoli partiti cui afferiscono le donne della politica, tra gli ostacoli vi sono certamente stereotipi culturali e pregiudizi, spesso ancor oggi molto presenti anche e soprattutto nei contenuti delle informazioni diffuse dai media.

Perché è importante che le donne partecipino attivamente alla vita democratica del paese? Le donne sono portatrici di valori e punti di vista differenti, sia nella gestione della vita quotidiana sia in un’ottica di gestione/economia globale di politica e di governo, per il miglioramento della qualità della vita di ogni singolo cittadino. Negli ultimi anni si è cominciato a comprendere l’importanza della presenza delle donne nella politica e nelle posizioni di vertice delle istituzioni pubbliche oltre che private. Qualche passo avanti è stato fatto, si pensi, ad esempio, alla modifica dell’art. 51 della Costituzione che ha introdotto la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne, incoraggiando la partecipazione politica delle donne.

È inoltre fondamentale proseguire su questa strada, con la consapevolezza delle differenze di genere e dell’arricchimento che proprio da tali differenze può scaturire, per impegnarsi affinché sia possibile raggiungere una cultura condivisa tra uomini e donne. Si tratta di un’esigenza che si sta facendo sempre più sentire in ambito nazionale, anche per le spinte che provengono dalle organizzazioni sovranazionali. Come è stato recentemente affermato a Strasburgo (Forum mondiale della democrazia, 2018), l’uguaglianza tra donna e uomo nella rappresentanza politica costituisce una condizione necessaria per la democrazia.