Thomas Hobbes

L’origine dello Stato

Thomas Hobbes nacque a Malmesbury nel 1588. Dopo aver compiuto gli studi a Oxford, fece numerosi viaggi in Europa, in particolare in Francia, in Germania ed in Italia. La sua opera principale è stata concepita verso il 1650, distinta in tre sezioni: sul corpo in generale, sull’uomo, e sull’organismo sociale e politico.

Il suo capolavoro è del 1651: Leviathan, dal nome del biblico mostro gigantesco, in cui egli simboleggia lo Stato. Successivamente, nel 1655, publica De corpore, e nel 1658 De nomine. Muore ad Hardwicke nel 1679.

La dottrina di Hobbes si basa fondamentalmente su due proposizioni:

  • Ogni essere è corporeo
  • Il movimento è il principio universale di spiegazione di ogni accadere: tutti gli eventi si spiegano per mezzo del movimento. Con il movimento possiamo determinare la realtà, la morale e la politica.

Un movimento scaturisce dalla sensazione, ovvero l’inizio dell’attività psichica. Dalla sensazione si arriva alla ragione come potere formativo di nozioni universali. Le nozioni universali non sono che nomi (nominalismo), sui quali la ragione “calcola”: (deduzionismo matematico).

La teoria politica è svolta da Hobbes nel Leviathan. Egli individua l’origine dello Stato in un patto sociale tra gli individui.

Nello stato di natura c’è un diritto di tutti su tutto, ed è per questo che si genera una guerra di tutti contro tutti: non c’è una distinzione tra il giusto e l’ingiusto (homo homini lupus).

È la ragione che ci fa capire che il massimo bene da tutelare è la conservazione della vita (La legge di natura, espressione della ragione).

Per questo motivo si impone la necessità dello Stato. Questo si costituisce col contratto, unicamente dai vari individui tra loro: tutti s’impegnano reciprocamente a rinunziare al proprio diritto naturale, ossia alla propria libertà individuale, in favore del Sovrano, per assicurarsi la pace.

Il patto non impegna il Sovrano, il quale rimane al di sopra di esso, e non è perciò vincolato.

Hobbes teorizza e giustifica la monarchia assoluta, in quanto il re è superiore alla legge.

Il Sovrano, fornito di potere assoluto, stabilisce quell’unità che trasforma una moltitudine in popolo, conferendo una volontà comune a un insieme di individui. Si realizza un’unica entità e si incarna in un rappresentante, il re.

Gli uomini che lo costituiscono, senza questa rappresentanza, tornano ad essere moltitudine. Essi dipendono totalmente da questo potere; sono in realtà dei sudditi.

Lo Stato è il grande Leviatano o dio mortale; è una specie di uomo artificiale che ha un corpo gigantesco costituito da un gran numero di individui.

Hobbes è pertanto considerato il teorico dell’assolutismo.

Pufendorf reinterpreta il contrattualismo teorizzando l’esistenza di un doppio patto:
pactum unionis (nascita della società civile);
pactum subjectionis (costituzione dello Stato).

Per Pufendorf la sovranitàappartiene al corpo sociale, il governo è affidato al sovrano. Sono le premesse per teorizzare la monarchia costituzionale, che sarà ampiamente sviluppata da Locke.

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