Adolescenti tossicodipendenti. Una drammatica realtà.

Gli adolescenti, sin dalle scuole medie sono quotidianamente a rischio per abusi, di droga e alcool.
Sono 50.000 i giovani sotto i vent’anni che assumono sostanze psicotrope senza conoscerne gli effetti. I dati dello studio Espad, condotto dal Cnr di Pisa

Ingoiano tutto, quasi senza sapere cosa e perché. Psicofarmaci, marijuana, cocaina, eroina e allucinogeni. Sono queste le sostanze più di frequente consumate dagli adolescenti italiani.

[Immagine dal Web]

Poco più di cinquantamila adolescenti italiani, pari al 2,3% dei ragazzi di età compresa tra 15 e 19 anni, assumono sostanze psicotrope senza conoscerne gli effetti. E l’allarme riguarda entrambi i sessi. A sorprendere è l’ aumentato consumo di psicofarmaci, che se prescritti da uno specialista fanno parte di un percorso terapeutico, altrimenti si trasformano in sostanze illegali a tutti gli effetti.

Sono quasi quattrocentomila gli studenti che almeno una volta nella vita li hanno utilizzati senza prescrizione Si tratta prevalentemente di farmaci per dormire, utilizzati soprattutto dalla ragazze, stabilizzatori dell’ umore e anoressizzanti.

Passando alle sostanze tradizionali, è aumentato il consumo di cannabis. Per quanto riguarda la cocaina, ne ha fatto uso almeno una volta nella vita il 4% degli studenti italiani, cioè circa novantamila adolescenti: soprattutto ragazzi, con valori più alti nelle regioni del Centro Italia.
La cocaina aumenta di quattro volte il rischio di morte improvvisa.

Commercializzate anche online le smart drugs, sotto forma di prodotti naturali, «sono utilizzate da circa quarantamila studenti». Preoccupa la diffusione dei consumi di Lsd e funghi allucinogeni. Anche in questo caso la diffusione cresce di pari passo con l’età dei giovani.

Una ricerca pubblicata sulla rivista “Psychology of Addictive Behaviors” ha esaminato il ruolo del disagio psicologico nel consumo di droga in un ampio campione di adolescenti australiani. Il team di ricercatori.

Guardando al legame con il disagio psicologico, solo il 11.39% del gruppo di utenti non utilizzatori di droga sono stati considerati ad alto rischio, rispetto al 27,21% dei “poliassuntori”. Rispetto ai consumatori di alcol, i “poliassuntori” sono inoltre tendenzialmente più anziani e hanno una storia di disagio psicologico, sospensioni e insuccessi scolastici, e hanno sperimentato l’uso di droghe tra pari. Infine gli adolescenti provenienti da famiglie povere hanno maggiori probabilità di sviluppare una tossicodipendenza e abusare di alcol rispetto ai soggetti provenienti da famiglie benestanti.
Nonostante l’evidenza di un forte legame tra il disagio psicologico e il poli-abuso, non è possibile fare alcuna ipotesi circa la causa della connessione. Il disagio però, non si configura come unico fattore incentivante il consumo di droga o alcol. Infatti, i giovani usano spesso queste sostanze per sperimentare sensazioni di piacere e per sentirsi a proprio agio nel trascorrere una serata con i coetanei, eliminando le inibizioni e le barriere psicologiche alle proprie capacità espressive e comunicative, sia fisiche che verbali.

Di fronte ad un insuccesso scolastico o ad una lite familiare, per fare qualcosa di diverso in gruppo o al contrario per non sentirsi diversi dai propri amici, per assomigliare agli adulti, per noia, curiosità o desiderio di rilassarsi, molti giovani ricorrono alle bevande alcoliche e alle droghe in generale.

Tuttavia, questa ricerca suggerisce che lo stress psicologico può essere un predittore significativo del poli-abuso di sostanze negli adolescenti, anche quando intervengono altri fattori.
Un operatore del 118 del servizio ambulanza italiano, che ultimamente interviene sempre più spesso in soccorso di adolescenti che hanno abusato di alcool e droghe, ha scritto una lettera “disperata”, forte della sua esperienza, per cercare di toccare le corde degli adolescenti e dei loro genitori. Per fare aprire gli occhi degli addetti, degli educatori, i primis i familiari.

I ragazzi vengono raccolti dal 118 ubriachi, incoscienti e spesso immersi nel loro vomito.
Si consideri che nelle scuole medie nella città Metropolitana fiorentina i ragazzi fumano sigarette e sigarette elettroniche, “canne”, e fanno talora uso di cocaina inopinatamente smerciata da spacciatori pressoché coetanei.

Le scuole sono note, i ragazzi sanno e parlano, perché non si interviene? perché i genitori assicurano certe disponibilità economiche e certi acquisti?

Eccola la lettera dell’ addetto al 118 in forma completa.

“Cari giovani, perlopiù minorenni, che spesso avete più cultura di quanta ne avessimo noi, certamente più avvezzi alla tecnologia, sembrate più svegli e conoscete già i trucchi della vita mentre noi, alla vostra età, credevamo ancora nelle favole e non avevamo idea di cosa fosse un smartphone; conoscete già a menadito i segreti del sesso e lo praticate senza darci più di tanta importanza, mentre noi, al massimo, ci emozionavamo del bacio con la lingua; fate tardi la notte perché noi genitori non abbiamo più il coraggio di non allinearci a chi non stabilisce l’orario improrogabile per tornare a casa, mentre per noi era un traguardo, raramente raggiungibile, accompagnare la fidanzata all’orario concesso occasionalmente a Cenerentola.

Nonostante tutto quel che avete e che sapete, bevete fino a ubriacarvi, fino a svenire e a vomitarvi addosso, sul vostro volto angelico, sulle unghie variopinte e sui capelli vigorosi e spesso lo fate solo perché siete in compagnia, perché quando i vostri genitori sgomenti giungono al pronto soccorso ci assicurano che a casa non bevete mai nemmeno il vino. Fumate, come ho fumato anch’io, ma quando ho cominciato io, per mia sfortuna, l’ignoranza era tale che si pensava non facesse poi così male, si fumava ovunque, non ci crederete, anche nel cinema e nei film, nel ristorante, nel treno, perfino in ospedale e, siccome non si sapeva che il fumo, anche quello passivo, provocasse il cancro, si fumava anche in presenza di bambini e donne incinte, e noi a sedici anni non potevamo che fumare per sentirci grandi e far colpo sulle ragazze, per essere uomini veri, per seguire l’esempio.

Ma noi eravamo stupidi, non lo sapevamo, voi invece lo sapete, per voi è diverso, ed è questo che non riesco a comprendere, mi fa impazzire di rabbia; siete colti, avete la tecnologia sempre a portata di mano, finalmente abbiamo capito che fumare e bere porta inesorabilmente alla morte e, peraltro, in modo atroce eppure vengo a prendervi ubriachi, incoscienti, pieni di vomito, vuoti di dignità e i vostri amici, che sono un po’ meno ubriachi di voi, intanto che vi soccorro, mi fumano intorno con l’aria da donne e uomini vissuti, come se nulla di grave fosse accaduto. Vi porterei con me, almeno una volta, quando inietto la morfina per lenire appena un po’ il dolore, perché per i malati di cancro ai polmoni dopo tante piacevoli sigarette o al fegato dopo quelle sbronze in riva al mare mentre cadono le stelle o nei locali dove scriteriati vi versano da bere sebbene siate minorenni, non vi è più nulla da fare.

Tra l’altro mentre l’ambulanza del 118 si sta prendendo cura di voi ubriachi perché lo avete voluto, qualcuno potrebbe avere un infarto e dover attendere un’ambulanza proveniente da un’altra città, ma questo è un altro problema. Cambiate, correggete i nostri errori, oltre i vostri, siate voi le stelle, ma senza cadere. Stanotte (ieri l’altro, ndr) quando, più che le stelle, ho visto voi cadere ubriachi, incoscienti e immersi nel vostro vomito, voi che siete le nostre stelle migliori, ho espresso comunque un desiderio. Esauditelo”.

Non rimane che fare tutto il possibile come genitori per saperne molto di più e per sapere di più cosa fanno i nostri figli, quando dove e con chi, denunciando anche alle autorità scolastiche se occorre.

Perché i genitori oggi sono sperduti, come si capisce leggendo il volume «Quando tutto cambia. La salute psichica in adolescenza» (Quando tutto cambia La salute psichica in adolescenza di Claudio Mencacci, Giovanni Migliarese ISBN: 978-88-6995-315-6 Pacini editore, pagine 240) che è per tutti, non solo per gli specialisti, spinti a scriverlo dalle richieste dei genitori, sperduti davanti a una realtà inedita in cui affondano i figli e per loro terra sconosciuta. «In Italia abbiamo circa 8 milioni e 200 mila giovani tra i 12 e i 25 anni Di questi il dieci per cento, dunque ben ottocentomila, si dichiarano insoddisfatti della loro vita, delle loro relazioni amicali, familiari e della loro salute. È a questi ottocentomila giovani che occorre prestare attenzione aiutando a riconoscere tutti quei fattori che possono favorire l’esordio e il mantenimento di patologie psichiche». Se queste sono prese precocemente in cura, si possono ottenere ottime risposte cliniche grazie all’elevata plasticità del cervello nel periodo adolescenziale. La stessa plasticità che rende più facili le distorsioni. «E’ proprio negli anni dell’adolescenza che danno i primi segni la gran parte delle patologie psichiche dell’età adulta», dice lo psichiatra Migliarese.

Diversi adolescenti presentano comportamenti tossici senza sostanze.

Nella tossicità rientrano anche le dipendenze comportamentali, senza uso di sostanze. Che cosa succede a un cervello se sta sempre otto ore davanti a uno schermo? Che gli succede se i ragazzini guardano 75 volte al giorno lo smartphone? Poi ci sono internet, il gambling, i social networks, la pornografia, i videogiochi… Chi non spegne mai il telefono vive in un continuo stato di allerta. Una tensione che non facilita il sonno. E su questo punto Mencacci e Migliarese si soffermano molto: lo sviluppo delle tecnologie è una minaccia per il ritmo sonno-veglia. Molti adolescenti rispondono a messaggi che arrivano nel cuore della notte, interrompendo un sonno che comunque risulta di scarsa qualità. «Ci sono delle alterazioni cerebrali dovute alle dipendenze comportamentali che, osservate dentro il cervello, appaiono sovrapponibili alle alterazioni da uso di sostanze», dice ancora Mencacci. Il cui ultimo avvertimento riguarda proprio le ore di sonno: «A 18 anni il 75 per cento dei ragazzi dorme meno di 8 ore. E c’è addirittura una fetta che non supera le 6 ore. Non va bene, il sonno protegge la crescita mentale».

Proteggiamo questi adolescenti da un futuro di adulti con disagio psichico anche grave, invalidante; dal divenire alcolisti o tossicodipendenti, prestando loro attenzione fin dalla loro prima adolescenza e chiedendo aiuto senza vergogna e senza ritardo.

La scuola faccia la propria parte segnalando situazioni anomale, nomi e cognomi. E le autorità intervengano a monitorare nelle scuole.


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