Una sola certezza: l’essenziale

Forse per la prima volta nella vita davanti ad un foglio di carta mi sono mancate le parole da buttare giù. Tutte le mie certezze, insieme alle centinaia di immagini che normalmente popolano la mia mente, non sono servite a nulla di fronte alla iniziale sensazione di inadeguatezza e di incapacità nell’esprimere un qualunque pensiero.

La consapevolezza che questa esperienza cambierà le nostre vite mi ha reso inizialmente inerme, perché si è realizzata una delle mie più grandi paure e perché in pochi giorni ho visto completamente mutate le mie priorità, le abitudini, il modo di sentire me stessa ed il prossimo. 

E sì, facevo parte di quel folto gruppo di persone che se l’erano bevuta tutta la storia della “comune influenza”, del “passerà subito” e dell’eccesso di allarmismo. 

Ma non voglio parlare di questo, né di quanto in un periodo delicatissimo per la popolazione mi sia sentita presa in giro da una informazione istituzionale che si è rivelata fallace o di quanto sia contrariata da un susseguirsi di decisioni che si sono rivelate approssimative. Potrei passare ore a raccontare quanto fortemente io abbia desiderato una decisione forte che ci proteggesse dall’ecatombe alla quale stavamo assistendo impreparati e quanto poi mi abbiano lasciato perplessa le ultime scelte contenute nei decreti preceduti dalle conferenze stampa del sabato sera. Non voglio parlare del fatto che questo comportamento ha creato il terreno fertile per il proliferare di notizie false e per un bombardamento di informazioni confuse ed allarmanti senza precedenti, le quali hanno inevitabilmente gettato nello sconforto quasi la totalità delle persone che conosco. 

Immagine dal web

Oggi vorrei davvero passare oltre e ho deciso che noi tutti dovremmo ripartire da questo per mettere ordine. Nelle nostre vite, nei rapporti interpersonali, nelle informazioni di cui disponiamo, nel nostro lavoro e nel nostro modo di essere nel futuro.

Ripartiamo da questo caos per mettere ordine nell’essenziale. 

Sappiamo tutti molto bene che le conseguenze di questa pandemia peseranno come un macigno a lungo su ognuno di noi, così come pesa ogni singola perdita, che abbiamo sentito nel cuore con un dolore inaudito. Le vite spezzate ci riguardano tutti, indistintamente, senza confini e senza distinzioni e quel che dobbiamo fare oggi è guardare tutti al domani con una prospettiva diversa, impegnandoci ogni singolo minuto di questa pausa forzata per essere un pezzetto di un futuro diverso.

Nella strana distorsione del quotidiano, quando a volte perdiamo l’essenza delle cose, viene trascurato spesso tutto ciò che ci rende degni di apprezzamento e rispetto, come le qualità personali, l’onestà, la lealtà, il sacrificio, il merito, la solidarietà, la tolleranza e la pietà. Tutto quello che possiede maggiore rilevanza ed è quindi essenziale, resta nascosto e molto spesso del tutto rimosso. 

Eppure oggi la vita, ancora una volta, ci ha messo davanti alla consapevolezza che i nostri valori rendono sensato il nostro destino collettivo e la nostra storia personale e ciò lo si deve a tutto quello che occupa gli spazi spirituali essenziali che oggi si mostra con maggiore forza davanti alla crisi comune.

I piccoli e grandi gesti quotidiani durante questa crisi mi riempiono il cuore di orgoglio e mi rendono sempre più consapevole del fatto che nonostante tutto, nonostante le grandi sconfitte e le enormi perdite, davanti ai nostri occhi si è sollevato il popolo dell’essenza, la fonte della nostra fierezzadell’incanto e della meraviglia ed ogni singolo gesto sposta pian piano il velo che ricopre ogni cosa. 

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