Intervista a Nicodemo Gentile

Reati e condotte rilevanti al tempo del corona virus: l’approfondimento con il collega Avv. Nicodemo Gentile.

L’ emergenza Coronavirus oltre a metterci di fronte alla emergenza sanitaria ed alla necessità di tutelarci con accorgimenti stringenti di varia natura,  che i media quotidianamente ci invitano a rispettare, ci pone anche di fronte ad obblighi, oneri e doveri il cui rispetto può essere sanzionato anche penalmente in virtù dei provvedimenti legislativi governativi emanati per far fonte alla emergenza dichiarata il primo febbraio 2020 e per contrastare il feroce diffondersi del virus nell’interesse dei singoli cittadini e della comunità.

Ho voluto quindi confrontarmi su alcune questioni attuali e significative col Collega Avv. Nicodemo Gentile, penalista Cassazionista, in modo da fare luce quanto più è possibile su aspetti che interessano tutti i cittadini.

L’Avv. Gentile, peraltro, è ben conosciuto anche al pubblico di non addetti ai lavori, quale volto anche in programmi tv di informazione sui casi di giustizia in considerazione di casi, quali quelli relativi a Roberta Ragusa, Melania Rea e di Sarah Scazzi, noti alle cronache, ma che ama orgogliosamente definirsi  un avvocato di strada, poiché la sua carriera professionale è iniziata assistendo le persone delle comunità straniere a Perugia, dall’Africa all’Est Europa, al Sud America e al Sud Est Asiatico.

Gentilissimo Nicodemo come stai gestendo la professione da remoto in questa emergenza?

L’emergenza ha imposto, anche agli avvocati, un nuovo modo di offrire i propri servizi.

La sospensione, a colpi di decreti, dell’attività e mi riferisco ovviamente al settore penale, che è quello di mia pertinenza, ha molto rallentato l’espletamento dei c.d. incombenti di studio, anche se per ciò che attiene gli adempimenti improcrastinabili, sinceramente non ho avuto problemi a gestirli da remoto, così come l’attività di ricevimento clienti, che è stata gestita, qualora presentasse i requisiti della particolare urgenza, attraverso Skype, videochiamate e similari.

Purtroppo c’è stato uno stravolgimento per ciò che attiene i colloqui in carcere con i propri assistiti, infatti, a seguito dell’emergenza e delle varie rivolte, riuscire ad erogare il servizio direttamente nell’Istituto penitenziario è divenuto più complicato, mi auguro che quanto prima che i soggetti attualmente detenuti possano godere in modo pieno di tutti i loro diritti e facoltà.

L’ emergenza coronavirus pare abbia anche le abitudini dei criminali. Nelle ultime settimane, furti, borseggi e rapine sono in calo, mentre impennano le truffe online. Il fatto che quasi nessuno possa uscire di casa, ha infatti messo in crisi la criminalità, che ora sta cercando di adeguarsi alla nuova situazione.

Si parla di violenza domestica e di disagi psichici in aumento.

Quali sono i reati che vedi proliferare o i nuovi reati che vedi emergere in tempo di Coronavirus?

Calano i reati tradizionali, aumentano però i reati informatici, perché si possono commettere comodamente da casa e non hanno bisogno di spazi di libertà.

Si parla anche di cessioni di sostanza stupefacente direttamente a casa, con consegne effettuate da finti runners o drivers, anche i criminali adeguano i propri servizi per rispondere all’emergenza.

Inevitabilmente aumentano anche i reati intrafamiliari, in quanto la forzata e prolungata convivenza, in un momento di assetti emotivi abbastanza precari, a causa della pandemia, può in qualche modo far aumentare i conflitti e quindi la violenza.

Come suggeriresti di impiegare utilmente il tempo comunque ai fini di una crescita personale e professionale di ciascuno, a prescindere dal lavoro o dal sesso o dall’età?

Personalmente non ho una ricetta che possa andar bene per tutti i gusti, ma da subito però ho cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno e pur preoccupato, innanzitutto per la grave crisi sanitaria e poi economica, ho tentato di recuperare tanti momenti personali, che inevitabilmente la velocità della professione, limitavano.

Ho scoperto casa, nuovi spazi, telefonate agli amici, la famiglia, libri, musica, arte, cucina, cercando di non esagerare.

Sto cercando di far mio il “festina lente” di Augusto, agisco sempre, ma molto più lentamente.

Stai scrivendo un nuovo libro, di cosa narra e quando lo troveremo la libreria?

Veramente no, non ero ancora mentalmente pronto, stavo solo ragionando su alcuni spunti, ma ero proprio all’inizio.

Non escludo però di approfondire quel momento particolarmente difficile vissuto dall’amministrazione penitenziaria con le rivolte nei vari Istituti penitenziari.

Ho già scritto di carcere nel mio primo libro “Laggiù tra il ferro” e mi piacerebbe integrare la raccolta di racconti descrivendo anche questa situazione complessa e storicamente unica, con tanti morti e difficoltà.

Saluto e ringrazio il Collega Avv. Nicodemo Gentile per la consueta capacità di approfondire, chiarire ed esporre in maniera efficace, precisa e comprensibile a tutti diversi aspetti giuridicamente penalmente rilevanti e di interesse, noti e meno noti, indispensabili da conoscere in questo periodo così difficile, che richiede a tutti noi impegno, disciplina, consapevolezza.

Perché violare la norma, essere imprudenti o negligenti può non fare male solo al proprio portafoglio o al proprio certificato carichi pendenti, ma alla salute e alla vita personale e della comunità.

Restiamo a casa nei modi e nei limiti richiesti dai provvedimenti. Non cerchiamo scappatoie.

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