Intervista a Franco Della Posta

Franco Della Posta è un Organizzatore Generale nel campo cinematografico. Inizia negli degli anni ’80 il suo percorso seguendo un suo caro amico, che aveva il padre Produttore Esecutivo. Per circa 10 anni, dal 1993, ha lavorato spesso all’estero, collaborando prima con una Società Messicana, poi entrando, come socio, in una Casa di Produzione a Cuba, ed ancora Sud Africa, India. 

Attualmente, da circa 3 anni, è docente presso la Roma Film Academy.

È Delegato Apai (Associazione del Personale di Produzione dell’Audiovisivo Italiano), il cui Presidente è Corrado Trionfera, nella Commissione Welfare delle associazioni dei Lavoratori dello Spettacolo.

Questa crisi come e quanto ha inciso nel settore cinema e in quello del teatro tanto dal punto di vista produttivo quanto da quello degli addetti e delle maestranze?

Il periodo che stiamo vivendo, creato dall’emergenza Covid-19, viste le peculiarità del settore dello spettacolo che prevede lavori di durata variabile e discontinui nell’arco dell’anno, unito al fatto che il periodo dell’anno di maggior lavoro è quello che va da marzo a ottobre, ha portato una perdita di lavoro imponente nel settore e a tutt’oggi non pienamente quantificabile.

Le misure messe in campo dai vari DPCM che si sono susseguiti hanno determinato una ingiustificata disparità tra i professionisti dello spettacolo e tutti gli altri settori lavorativi, lasciando scoperti il 70% dei lavoratori del settore.

Cerco di essere più chiaro:

partendo dalla base che il lavoro dello Spettacolo è per la maggior parte dei lavoratori precariato, che gran parte ha contratti a tempo determinato, ed il tempo equivale, per alcuni, ad un periodo di preparazione riprese e chiusura, per altri solo riprese, si evince che è un lavoro senza sicurezza.

Una differenza tra le tipologie di lavoro si è vista nel Decreto ” Cura Italia” del 17 Marzo 2020, n.18 dove per i lavoratori con contratto indeterminato, a seconda dei settori e del tipo di società o aziende, sono state previste 9 settimane di cassa integrazione ordinaria, cassa integrazione in deroga etc., uno  strumento  che  le Case di Produzione Cinematografiche , per tutti coloro che stavano lavorando nel film a  tempo determinato non hanno potuto utilizzare, e ha significato per  i lavoratori dello spettacolo  che hanno una vita professionale unica e differente e la gran parte contratti a tempo determinato , un’indennità di € 600,00 per il periodo di Marzo 2020 e di € 800,00 per il Mese di Aprile/Maggio 2020, ma  con delle limitazioni  ( unici in tutte le categorie) inerenti alle giornate lavorative dell’anno precedente ( 30 gg per il sussidio di Marzo, 15 gg secondo la bozza documento MEF per il periodo di Aprile e Maggio 2020), ( qui in compagnia dei braccianti che hanno la limitazione dei 50gg per il periodo di Marzo) ,  ed al reddito € 50.000,00 per il periodo di Marzo 2020 , proposta sempre bozza documento MEF a € 35.000,00 .

Queste limitazioni hanno portato a gran parte dei lavoratori dello Spettacolo la non possibilità di ricevere il sussidio

Nelle buste paga dei lavoratori dello Spettacolo sono inserite voci accessorie come TFR o indennità di trasferta (diaria) che se non possono essere calcolate per determinare il valore della cassa integrazione, non dovrebbero essere ugualmente calcolate per determinare soglie di diritto di utilizzazione indennità di emergenza.

Da questo si evince una errata conoscenza del tipo di lavoro che svolgiamo.