Con l’arte e con lo spettacolo si fa impresa

Carissimo Direttore, innanzitutto grazie per l’opportunità che tu e Condivisione Democratica ci offrite, dandoci l’opportunità di parlare di un settore così spesso dimenticato.

Non voglio soffermarmi sui valori artistici e culturali che lo spettacolo e le arti in genere hanno nel nostro paese o meglio, che dovrebbero avere.

Da imprenditore del settore (nonché musicista) tengo a sottolineare un altro aspetto sintetizzabile in un’unica frase: Con l’arte e con lo spettacolo si fa impresa, esattamente come qualsiasi altra attività commerciale. L’equivoco più grande che viene fuori in questi tempi così difficili è pensare che in questo settore esistano solamente le grandi e famose realtà del mondo del teatro, della musica classica e operistica, della danza e della musica leggera.

Non è così. Mi sembra veramente strano dover sottolineare questo aspetto, ma purtroppo la sensazione che si percepisce è che non si ha la consapevolezza che anche nel settore dello spettacolo, indotto compreso, esistano delle realtà di microimprese e PMI che contribuiscono al PIL di questo paese. 

Al di là dei grandi concerti, dei festival e degli eventi istituzionali c’è un mondo di eventi privati, eventi corporate, piccole e grandi fiere, intrattenimento nei locali, animazione in strutture ricettive che muove, grazie ad imprenditori coraggiosi centinaia di milioni di euro l’anno.

Bene, in questi 50 giorni di “clausura” tra i vari talk televisivi e radiofonici non ho quasi mai sentito una parola spesa a difesa di tali settori.

Dietro ad un evento anche il più piccolo, come una semplice festa di compleanno, ci sono professionisti quali musicisti, tecnici audio, tecnici luci, facchini, macchinisti che mettono a disposizione le loro capacità al servizio della felicità dei propri clienti.

Quando un nostro rappresentante politico parla ad un convegno o in piazza durante un comizio ha bisogno di un microfono e dietro quel microfono c’è un’impresa, magari una di quelle che ora è del tutto abbandonata al suo triste destino.

Se non si interviene e non lo si fa velocemente, il destino di molte piccole imprese è la chiusura.

Perdona lo sfogo, ma se questo mio breve scritto potrà, attraverso Condivisione Democratica, far ricadere l’attenzione su di noi allora vorrà dire che ne è valsa la pena.