Gli artisti all’epoca del Covid-19

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Le caratteristiche di questo ballo, riconosciuto come patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco, sono quelle di essere basate sull’abbraccio, che ne connota la bellezza, sui codici e sul “linguaggio” che costituiscono una forma di comunicazione universale, e sulla sua musica che è un vero giacimento storico e culturale che va dagli inizi del ‘900 ad oggi. Proprio per le caratteristiche di intimità fisica e di aggregazione sociale, questo mondo è stato azzerato, mettendo in crisi, a parte gli appassionati, tutti gli operatori che vi ruotano, non sapendo nemmeno quando si potrà riprendere in sicurezza. Certo, possiamo sopperire con l’ascolto della musica e la conoscenza della cultura tanguera nella storia ma non possiamo assistere impassibili come collettività, alla morte di un mondo di alto valore espressivo, sociale e culturale.

Questo come esempio di esperienza personale ma, ovviamente molto più grave per dimensioni, la situazione dei teatri, dei concerti dei cinema e di molte altre forme di spettacolo ma anche di associazioni o singoli operatori culturali che, oltre a coinvolgere migliaia di addetti, hanno una funzione “civile” pubblica, culturale e di intrattenimento.

In alcuni casi potranno essere studiate delle forme che ne garantiscano la riapertura in sicurezza con opportuni accorgimenti. Per alcune, si sta cercando di sopperire con le tecnologie digitali attraverso eventi on-line, ma in realtà è solo un labile modo per mantenere i contatti e garantire un minimo di continuità. E’ innegabile che il comparto dello spettacolo è in enorme sofferenza e tutto ciò sembra non essere contemplato negli interessi politici generali anche se, in queste ore in cui sto scrivendo, il ministro Franceschini ha informato sui decreti già firmati che prevedono 20 milioni di euro per i settori non finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo (teatri minori, circo, musica, danza) oltre ad ulteriori finanziamenti per autori, artisti, interpreti, esecutori e per lo spettacolo viaggiante.

Ci auguriamo solo che tali fondi non vengano imbrigliati o ritardati dalle maglie burocratiche e che arrivino affettivamente in tempi rapidi. In molti casi le attività, come ad esempio quelle del ballo sopra citate, sono inquadrate nelle associazioni sportive più che quelle artistico-culturali, tema dello Sport qui non toccato ma che andrebbe anch’esso assolutamente esplorato, soprattutto per ciò che riguarda le associazioni sportive dilettantistiche e giovanili.

Le specificità dei vari settori artistico culturali, andrebbero quindi indagate con maggior attenzione e studiate tutte le forme di protezione che, al di là di sovvenzioni per la sussistenza di artisti, maestranze e operatori culturali, dovrebbero contemplare anche idee creative e coraggiose che possano garantirne l’esistenza in vita. In questo senso va ad esempio l’interessante proposta dell’attrice Monica Guerritore di usare ad esempio i Teatri per le scuole, con il supporto magari degli attori.

Richiamo qua il messaggio del Presidente Mattarella per la premiazione dei David di Donatello: “Il cinema è l’arte del sogno e per ricostruire il nostro Paese dopo la drammatica epidemia sarà necessario recuperare ispirazioni e, quindi, tornare a sognare e a far sognare”.

È indispensabile per preservare l’anima, o meglio le anime della nostra società, evitando che passato il virus troviamo il deserto spirituale e culturale.