Il cuore al centro

Siamo stati coinvolti in un evento che ha abbracciato tutti, nostro malgrado.

In questi mesi di tempo alienato ho osservato il mondo come da una bolla di sapone,  seguendo le scene più tragiche, appiattite dalle immagini di monitor e tv.

E tutto questo mi è apparso come un paesaggio cubista: l’immagine di un mondo fuori posto, dove ogni logica è saltata e dove la normalità non è del tutto uscita di scena, ma è stata sospesa.

E’ proprio questo che inchioda.

E allora cerchi vie di fuga.

Rallenti i ritmi, recuperi il piacere della lentezza, ritrovi il gusto dell’essenziale e il sapore delle cose semplici.

Mi trasporto in una dimensione che ravviva le speranze e ripercorro spesso le strade della memoria, ritrovando i gesti appresi durante l’infanzia. 

Sono una creativa e amo viaggiare con la fantasia.  In fondo, per me, immaginare è già fare.

Ho riscoperto il piacere della lettura, come mezzo per sviluppare ancor di più la mia sensibilità.

Un romanzo, come diceva Virginia Woolf, è una tela di ragno attaccata, sia pure per un filo, in tutti e quattro gli angoli della vita. Un romanzo ci aiuta a crescere.

A volte, è persino premonitore, come sosteneva Simone de Beauvoir in quanto “mette in gioco delle eventualità”.  Ma, soprattutto, la letteratura sviluppa l’empatia, la capacità di entrare in profondo contatto con gli altri, quasi a leggerne i pensieri e le emozioni. 

Da sempre amo comunicare.  Fa parte del mio DNA.  Mi piace conoscere le storie personali, le emozioni, il vissuto ed amo interagire perché sono fortemente convinta che dall’incontro tra mondi diversi tra loro nascono le cose più interessanti. Le culture ‘pure’ sono noiose.

Mi piace attraversare i confini tra le varie discipline. Questo amore l’ho ereditato da mio padre Carlo e da figure altrettanto importanti come Giacomo Scarpini, Corrado Levi, Giovanni Cesareo e Bruno Munari, incontrate alla Facoltà di Architettura del  Politecnico di Milano, ‘padri’ che hanno influenzato il mio percorso di vita umano e professionale.
Sono figlia della Musica, della Pittura, dell’Architettura, della Moda, della Fotografia, della Pubblicità, del Cinema, della Poesia, dell’Informatica, dell’Arte Culinaria e del Fumetto.

Come diceva Adorno, l’Arte è contaminazione, la Cultura è contaminazione.

Sono stata affascinata da Albini, Escher, Satie, De Pisis, Boetti. Esponenti di una Cultura senza tempo, che non tiene conto delle mode, dell’evoluzione, dell’avvicendamento dei periodi, ma è una Cultura che  si basa sul paradosso, sul non senso, sulla finezza intellettuale, sul gioco.

A volte, le contraddizioni, le divaricazioni, sono entrate di estrema qualità. 

Così come questo tempo di crisi.

Nei momenti di crisi si torna ai bisogni primari, verità e contenuti.
In tempo di crisi ci si trova costretti ad uscire dagli schemi usuali, a reinventare le proprie priorità, a rimettere ordine nella mente e nell’agire.
La parola chiave per descrivere questa operazione è spoliazione. E’ come denudare del  loro vestito, del loro arrangiamento le canzoni. Scarnificarle per capirne l’ossatura, andare fino all’intima natura, all’essenza dei contenuti del testo e di quelli musicali. E fare crescere questa essenza con il minimo necessario per comunicarla al pubblico.

Ci si deve sciogliere per ricomporsi in modo diverso ma forse migliore.

Non so ancora esattamente quale modo ma l’intenzione c’è. 

Una cosa però la so: c’è relazione tra bellezza e verità. 

Se si è onesti con se stessi si esprime unicità. Questa è la vera BELLEZZA.

E’ come mi accade spesso in cucina, non so nulla di  un piatto fino a quando metto a fuoco l’intenzione che l’ha fatto nascere. Gli ingredienti? Passione, cuore e fantasia. Ma anche molta tenacia. E per finire una spolverata di speranza: NEVER STOP DREAMING.

Non può esistere un futuro senza Cultura.

Essa è da sempre motore di Rinascimento.

Devono essere messe in atto sinergie tali da far rivivere questo prezioso patrimonio, fatto di gente e luoghi. Spazi, teatri, cinema, musei, … per ridare VOCE e SPERANZA alla CULTURA e ALL’ARTE in ogni parte del mondo.

Ne parlo quotidianamente con tutti gli amici Artisti. 

Il mio augurio?

Mettere sempre il cuore al centro di ogni cosa che si intraprende.

Trovare sempre il coraggio di essere se stessi.

Avere quel pizzico di empatia in più per avere la capacità di sostenere la comunicazione con gli altri.

Tornare bambini, dissacrando i luoghi comuni, rifuggendo il conformismo.

Sognare.

Seguire le infinite strade della fantasia.

Partire e cambiare destinazione a viaggio iniziato.

Guardare il mondo con occhi nuovi…. quegli occhi che ti fanno apparire uno specchio incrinato come una stella danzante.

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