Intervista a Fabio Liberatori

Fabio Liberatori è un compositore e musicista romano. Dopo gli studi di pianoforte e composizione, nonché di direzione d’orchestra, a metà degli anni Settanta con altri musicisti fonda la band degli Stadio, di cui è il tastierista, insieme ai quali partecipa ad importanti album di Lucio Dalla e di Ron. All’inizio degli anni Ottanta il gruppo ha accompagnato Dalla e Francesco De Gregori nella storica tournée “Banana Republic”, riscuotendo un grande successo e iniziando così un percorso che li porterà a progetti molto importanti. Nel 1982, infatti, Liberatori fa il suo esordio come compositore di colonne sonore per il cinema, scrivendo con Dalla e gli Stadio le musiche per il film “Borotalco”, dell’attore e regista Carlo Verdone; la collaborazione si dimostrò assolutamente vincente, in quanto nello stesso anno a Liberatori fu assegnato il David di Donatello come miglior musicista e il Nastro d’Argento per la miglior colonna sonora. Nel 1983 la critica gli assegnò il Premio “Colonna Sonora” per le musiche di “Acqua e Sapone”, sempre di Verdone, con cui continuò a lavorare, accompagnando con la sua musica la maggior parte dei film del regista romano, fino a “Posti in piedi in Paradiso” del 2012. Tra i film di maggiore successo nati da questo sodalizio artistico possiamo citare “Io e mia sorella” (1987), “Compagni di scuola” (1988),” Perdiamoci di vista” (1994), “Viaggi di nozze” (1995), “L’amore è eterno finché dura” (2004), “Grande, grosso e Verdone” (2008) e “Io loro e Lara” (2010). Dopo l’abbandono degli Stadio, negli anni Novanta, Liberatori collabora con il cantante del gruppo, lo storico leader Gaetano Curreri, alla composizione di alcune colonne sonore, ed in seguito realizza, sempre con i compagni della band, gli album “Di volpi, di vizi e di virtù” (1995) e “Dammi 5 minuti” (1997). Nel 1992 ottiene il premio speciale della giuria al Festival del cinema di Annecy per la colonna sonora del film “Antelope Cobbler”. Negli stessi anni collabora come arrangiatore, produttore e tastierista con i cantanti Paola Turci, Ivan Graziani, Mario Castelnuovo e Luca Carboni.  Segue poi un percorso personale di musica colta, che culmina nella realizzazione di due importanti album di musica sperimentale: “Empire tracks”, del 1997, a cui partecipa il pianista Arturo Stalteri, che ricorda la storia e l’architettura della città di Roma, e “The Asimov Assembly” del 2002, basato su alcuni racconti di Isaac Asimov, in cui utilizza moltissimi strumenti di musica elettronica, dai sintetizzatori analogici agli strumenti di registrazione più moderni. Nel 2017 Liberatori entra a far parte del gruppo prog “Reale Accademia di Musica” e con il chitarrista Pericle Sponzilli produce l’album “Angeli mutanti” del 2018, in cui si trova il brano” Tempo”, di cui è anche autore.

Questa volta, non posso nascondere l’emozione. Fabio Liberatori è un compositore che ha tracciato rotte importanti nel mio cammino artistico. Gli sono davvero grato per questa intervista. 

Maestro, desideriamo conoscere innanzitutto lo stato d’animo dei nostri ospiti in questo drammatico momento storico. Quali sono le Sue sensazioni? Come sta vivendo queste ore?

Caro Gerry, innanzitutto grazie per questa possibilità di comunicazione in questi momenti così difficili, specialmente per tutto il campo artistico.

Credo che una grandissima e fondata preoccupazione, non solo per la salute ma anche per il lavoro, sia lo stato d’animo della stragrande maggioranza del Paese.

Per il campo artistico le prospettive sono ancor più buie di gran parte delle categorie produttive, perché le misure restrittive che saranno in atto impediranno in pratica, o limiteranno enormemente, gran parte del nostro lavoro.

Ho avuto molti concerti e progetti annullati e/o ritardati, come tutti.

Per fortuna posso proseguire nelle realizzazioni delle mie composizioni e delle registrazioni per alcuni lavori in corso, sono fortunato a poter lavorare da solo nel mio studio abbastanza tranquillamente.