Intervista a Fabio Liberatori

Trenta grandi artisti e personalità della musica, come Ennio Morricone, Ezio Bosso, Salvatore Accardo e Maurizio Pollini hanno chiesto al premier Giuseppe Conte di poter tornare in scena. Sente di condividere questo appello così forte? 

Penso che sia certamente positivo far sentire anche la nostra voce insieme a quella di tutte le categorie che stanno così soffrendo, ma pragmaticamente ritengo che si dovrà attendere forse la primavera del 2021 perché si possa tornare a parlare di vera attività musicale. Spero di sbagliare.

Le Sue colonne sonore, le Sue canzoni, hanno accompagnato milioni di italiani nella loro quotidianità. Hanno fatto da sottofondo a storie d’amore e di amicizia, vissuti, sensazioni e gesti, che ora sembrano essere appartenenti ad un’altra dimensione spazio – temporale. Torneremo alla naturale semplicità del nostro vivere? O meglio, dovremo ridefinire il concetto di normalità?

Grazie per le belle parole, spero che la musica torni presto ad emozionare con nuove attività, del resto è stata davvero importante per larga parte della popolazione, per alleviare queste lunghe settimane di isolamento.

Certamente in pochi mesi ritengo che si tornerà naturalmente alla vita consueta.

Veniamo alle conseguenze sulla Sua attività professionale. Poco fa ci ha raccontato di essere stato costretto ad interrompere un Suo nuovo progetto.

Sì, stava proprio partendo un nuovo progetto musicale molto interessante, con una formazione “live” e tanti concerti, tutti annullati, come pure quelli con il mio amato gruppo “Reale Accademia di Musica”, e anche il Festival Progressive internazionale che si sarebbe dovuto tenere a settembre in Veneto sarà certamente annullato. Anche la mia partecipazione al nuovo (il quarto) CD degli “Ellesmere” col loro leader Roberto Vitelli sta avendo ritardi, ma ho potuto realizzare inaspettatamente un brano per il loro terzo album che era in uscita, dunque bisogna tener duro e andare avanti concentrandosi sulla musica, è questa la salvezza.

Però anche il CD in preparazione di un nuovo bravissimo cantautore (Olivier Fernandez) e il secondo album della “Reale” stanno subendo ritardi.  

C’est la vie…

Lei, attento cultore e compositore di musica sperimentale, è stato in qualche modo “ispirato” da questa emergenza? Le circola per la testa l’idea di scrivere una colonna sonora del film di questi giorni così inesprimibili?

No, devo dire in tutta sincerità che la mia reazione è stata continuare a comporre e arrangiare i brani in lavorazione come se fosse un periodo normale, e questo, unito alla solitudine quotidiana del lavoro in studio, mi ha dato una inattesa produttiva concentrazione e risultati che sembrerebbero lusinghieri, almeno da quello che mi dicono i committenti e i colleghi.

… e allora… tra i tanti maestri del cinema con cui ha collaborato a chi affiderebbe la regia di questo film?

Io direi di affidarci invece alla fantasia, e immaginare che Ubaldo Ragona sia ancora in vita e realizzi una nuova opera simile al meraviglioso, straordinario suo horror fantascientifico del 1964 “L’ultimo uomo della terra”, le sue riprese magnifiche di una Roma struggente, deserta e incantata troverebbero oggi un irripetibile (speriamo!) scenario aggiornato.  

Può salutare i nostri lettori con un sorriso di speranza?

È quello che ci vuole, siamo forse davvero verso la fine di questa tremenda epidemia e allora prepariamoci e rifacciamoci il maquillage per tornare tra poco in società e farci trovare imbellettati e in forma come si deve! 😀

Grazie di cuore Maestro!

Un abbraccio a tutti i tuoi lettori e grazie a te per la conversazione!