Intervista a Gazebo

Gazebo, lo pseudonimo di Paul Mazzolini, nato a Beirut e che vive in Italia, a Roma, è un noto cantante, musicista, arrangiatore e produttore discografico affermatosi negli anni ottanta e novanta con pezzi disco che hanno fatto la storia delle disco, delle feste, delle radio, nonché colonne sonore di film e commedie sino ad oggi.

Il singolo Masterpiece fu un brano di grande successo nel 1982 che raggiunse importanti traguardi; successivamente I Like Chopin rimase in testa alle classifiche europee per settimane ed è conosciuto come il maggior successo di Gazebo, sebbene anche il brano Dolce vita, destinato a diventare il più grande successo discografico nella carriera di Ryan Paris, ma di cui Paul Mazzolini è co-autore, sia nella memoria di tutti ed abbia raggiunto le prime posizioni in classifica in molti Paesi europei.

E questi, ben noti a tutti, solo a titolo esemplificativo e fra maggior consistenza. In particolare i pezzi I Like Chopin e Dolce Vita sono stati inseriti nella colonna sonora del primo film Vacanze di Natale di Carlo Vanzina, il primo cinepanettone italiano del 1983.
Paul Mazzolini è attivo sui social sia personalmente che come artista, anche mostrando di sé momenti più privati, comunicativi, leggeri e divertenti, specie in questo periodo di pseudo “Covid Clausura”.

Paul questa emergenza Covid con conseguente crisi come e quanto ha impattato nel tuo settore e in particolare riguardo il tuo genere musicale e la tua attività specifica ?

Per noi del mondo dello spettacolo è una catastrofe, saremo gli ultimi una volta sconfitto il virus a poter tornare al lavoro sui palchi davanti al pubblico,  aggiungo giustamente perché la prossimità che creano i luoghi di aggregazione è letale finché non avremo vaccini e/o cure certificate.
Poi per il genere di musica e le location dove mi esibisco di solito e cioè al chiuso questa situazione é ancora più pericolosa.
Nel mio caso però questo andrà ad impattare per solo un terzo del mio spazio lavorativo in quanto mi occupo di produzioni in studio e di scrittura che non necessitano di contatti ravvicinati e continuativi con altre persone.


Che tempi prevedi per una ripartenza come dire “significativa”?

Se non ci saranno seconde o terze ondate … spero si possa tornare a fare concerti in Autunno inoltrato ma molti degli eventi già chiusi persino per quest’Estate sono stati o cancellati o spostati nel 2021.

I social che ruolo stanno giocando nel tenere vivo il settore con le dirette, i video, le riflessioni, li reputi un ottimo sistema per mantenere un contatto col pubblico (anche se -sappiamo- l’elemento esperienziale dal vivo è ovviamente preferibile) o li percepisci svilenti per artista?

I social fanno ormai parte integrante della nostra vita quotidiana e questo molto prima che arrivasse il Covid19 … Per noi artisti indipendenti (slegati cioè per scelta o per disinteresse delle stesse lobby, dei networks radio e tv e/o delle major dello spettacolo che gestiscono tutti i spazi del mondo dello spettacolo) la rete é diventata l’unico megafono e l’unico cordone con il nostro pubblico, ho imparato negli anni ad interagire direttamente con il mio pubblico creando un rapporto di amicizia che va oltre al semplice legame artista/fan .. molti di loro affrontano centinaia di km per venire ai miei concerti e questo é impagabile.
Certo adesso mancherà l’evento in sé ma con le dirette e i contributi estemporanei (tipo versioni unplugged, flashmob ecc) riusciamo a mantenere questa “connessione” in attesa si possa tornare alla normalità. A me personalmente non pesa ma capisco che ad alcuni colleghi possa sembrare come una forzatura.
 L’approccio è soggettivo.

Hai qualche suggerimento, che vuoi manifestare ai soggetti del settore, ai colleghi o a quelli istituzionali e al tuo pubblico, per scuoterli o motivarli a contenere i danni e ripartire nel modo migliore possibile?

L’unico suggerimento è di armarsi di pazienza e di determinazione nell’osservare le norme per il distanziamento, pretendere che i nostri interlocutori indossino maschere e ragionare per ridurre al minimo l’impatto negativo sulle nostre risorse.
Per le istituzioni, vorrei che non considerassero il mondo dello spettacolo, dell’arte e del turismo come non prioritario perché se c’è un settore dove il nostro paese brilla é proprio quello dell’arte, della storia, del turismo e dello spettacolo .. il mondo ci invidia i nostri artisti e tutela i propri come noi non sappiamo fare.


Infine, come stai passando questo tempo a Roma? lo hai trovato comunque creativo ‘ Hai scoperto riscoperto qualcosa di desueto che avevi accantonato?

La mia giornata casalinga non è cambiata molto, certo non vado più al bar per il caffettino o per l’aperitivo, non vado in palestra e non posso fare le mie passeggiate nei parchi … ma l’idea che tutto il paese, l’Europa e tutto il Pianeta stiano a bocce ferme esattamente come me mi sta dando una strana energia creativa che definirei da “reazione” che secondo me potrebbe essere lo spunto per tutti per ripensare al nostro modo di vivere e di ragionare su nuovi modelli …

Condivido lo spirito molto lucido e presente di Paul Mazzolini, nonché la scansione temporale che ha individuato e mi auguro che possa (come i suoi colleghi dello spettacolo) tornare prima possibile ad esibirsi in pubblico, in mezzo alla gente che lo adora, prima possibile. Sarebbe il segno della svolta fondamentale.