Intervista a Luca Lazzareschi

Monica Guerritore di recente ha rivolto un appello anche a attraverso i media a rappresentare il Teatro in Tv, per non far sparire gli spettacoli in tournée mantenere il patrimonio teatrale incantato col pubblico, cosa ne pensa?

Quella del teatro in tv è una vexata quaestio. 

Personalmente trovo il teatro in televisione interessante come documento e solo a scopo di archivio. Si può fare Teatro in qualsiasi spazio, purché dal vivo. Punto. È così ovvio che non c’è nemmeno bisogno di argomentare. 

A meno che il teatro in tv non sia fatto in diretta, come una volta. Allora sì che dietro allo schermo ci sarebbe vita, possibilità di errore, passaggio di emozioni. Avrebbe però costi di produzione altissimi io temo. 

Comunque non è questa la giusta risposta alla sua domanda.

Negli anni 50 e 60 il teatro in tv funzionava alla grande, non c’era molta altra offerta però. 

Dico questo perché parlando di teatro in tv si fa spesso il paragone con quella esperienza. 

I sessant’anni passati da allora hanno reso quelle trasmissioni mitiche, sono diventati mitici quegli attori e quelle attrici, quei registi, persino quel bianco e nero un po’ liquido delle registrazioni ampex. 

Televisione e teatro (e soprattutto il teatro che si faceva in quegli anni) erano tutto sommato meno distanti di quanto non lo siano oggi. 

Chi ama ancora oggi quel teatro in tv ha vissuto direttamente o indirettamente quell’epoca o è un addetto ai lavori.

Tuttavia l’appello della Guerritore, in questo preciso momento, ha una sua logica: utilizzare spettacoli già pronti per il palcoscenico e, con l’ausilio delle risorse rai, registrarli con modalità più adatte al linguaggio televisivo di oggi e mandarli poi in onda fino a quando i teatri non potranno riaprire a pieno regime. 

Sarebbero così impiegati (anche se molto parzialmente temo) attori e maestranze altrimenti disoccupati. 

È un’idea in tempo di emergenza che potrebbe poi diventare strutturale. Se poi, si riuscirà a trovare, anche con l’utilizzo delle nuove tecnologie, una modalità veramente nuova ed originale per fare teatro in tv, benissimo. 

Trova utile l’uso dei social con le dirette per mantenere vivo il rapporto col pubblico?

Se lo streaming è usato per informare, intervistare, documentare, niente da dire. 

Lo streaming può servire come strumento durante l’emergenza. 

I teatri lo stanno usando molto proprio per questo, per mantenere vivo il contatto col pubblico ma, ripeto l’ovvio, secondo me il teatro si fa a teatro. 

E poi con i diritti d’immagine come la mettiamo? Se si trasmette in streaming una ripresa di uno spettacolo fatta ad uso di archivio gli attori andrebbero pagati, o no?