Intervista a Riccardo Sandiford

Il pubblico sta seguendo gli artisti nonostante tutto, secondo lei, grazie ad i social o è tutto illusorio?

Sui social succede qualcosa di strano e curioso: i professionisti più affermati (parlo del mondo classico) fanno un “silenzio assordante”, mentre gli altri si dilettano a proporre registrazioni casalinghe con maggior gioia. Solo un artista può capire questo fenomeno che implica anche motivazioni psicologiche profonde. 

Chi è abituato a stare sulla scena-penso ad esempio a mia moglie, Anastasia Boldyreva, cantante lirica-con l’orchestra, coro, ballerini, direttore e pubblico numeroso è sotto choc, senza dubbio, e fa fatica a godere della musica a casa. 

Inoltre un cantante è come un attore di teatro: se non c’è scena non c’è vita. Una vera tragedia.

Come organizza le sue giornate di docente e musicista e cosa si sentirebbe di consigliare o suggerire a chi si sente arreso in questo momento?

Noi docenti facciamo lezione online per il bene dei ragazzi più piccoli: a loro serve, anche se non si capisce molto il suono. 

Mentre i più grandi possono, se riescono, approfittare per studiare molto ed approfondire il repertorio. 

Quello che sto facendo io studiando il Clavicembalo ben temperato di Bach… Nessuno si arrende, siamo abituati a lottare. A meno che non ci lascino davvero soli, come se fossimo gli ultimi di questo mondo. Consentitemi un po’ di polemica…

Monica Guerritore di recente ha rivolto un appello anche a attraverso i media a rappresentare il Teatro in Tv, per non far sparire gli spettacoli in tournée e mantenere il patrimonio teatrale incantato col pubblico, cosa ne pensa?

Crede chi sia fattibile per i concerti come i suoi? In questo momento di limbo quale soluzione suggerirebbe per mantenere vivo l’artista verso il pubblico?

Siamo molto divisi su questo punto: io credo si debba farsi sentire facendo tutto quello che è possibile; altri optano per il “silenzio assordante”.

Ha qualche suggerimento o monito da manifestare ai soggetti del settore o a quelli governativi per contenere i danni e ripartire nel modo migliore possibile? 

Il governo deve aiutare il settore in modo mirato, tenendo conto che lo stop sarà lungo, probabilmente il più lungo rispetto ad altre categorie di lavoratori, e che dietro ad un artista più o meno famoso, ci sono migliaia di persone che svolgono attività complementari, ma fondamentali. Non è da trascurare l’indotto che sarà perso, causato dalla cancellazione di molte manifestazioni artistiche ed eventi vari. 

Agli artisti chiedo solo di non dividersi e gridare con una sola voce. 

Sono d’accordo con Monica Guerritore e Riccardo Sandiford, non opto per il silenzio assordante, ma per far sentire tutto ciò che è possibile con ogni mezzo, sebbene fra i luoghi deputati e quello “supplenti” vi sia differenza di qualità, ma almeno non vi è la tomba o l’ombra per l’arte e per gli artisti.