Intervista a Valeria Rossi

Cantautrice, autrice, scrittrice, antropologa. Un talento ed un’espressività artistica, intellettuale ed umana che sembra un dipinto, con mille colori.  Valeria Rossi nel 2001 era una cantante più o meno sconosciuta, ma bastarono tre parole, ”sole, cuore, amore” per farla volare in testa alle classifiche italiane: il brano “Tre parole”, da lei scritto e interpretato, una canzone simpatica, ottimista e molto orecchiabile, fu il tormentone di quell’estate, con diecimila copie vendute in tre settimane, vinse il Festivalbar, un triplo Disco d’Oro, un Italian Music Award e rimase in classifica per sette settimane, diventando il secondo disco più venduto dell’anno. E lei, nata a Tripoli da genitori italiani, cresciuta a Roma, era arrivata al grande successo dopo un lungo percorso, fatto di studio presso scuole di canto, tra cui il Cet di Mogol, dove aveva avuto insegnanti come Oscar Prudente e Lucio Dalla. In precedenza aveva anche scritto brani per altri artisti, lavorando come autrice per la Sony, e giunse sul palco come cantante solo a trent’anni compiuti. Sempre nel 2001 pubblicò un altro singolo, “Tutto fa l’amore”, che precedette l’uscita del suo primo album, “Ricordatevi dei fiori”. Nell’estate del 2003 la Rossi partecipò al Festivalbar con il brano “Luna di lana”, che anticipò la pubblicazione, nel 2004, del secondo album “Osservi l’aria”.

Negli anni seguenti, Valeria dimostrerà il suo talento di scrittrice ed antropologa. Nel 2014 pubblica il libro di ricette per bambini intitolato Bimbincucina, mentre nel 2015 “Tre parole dopo: riflessioni intorno al successo”, un libro in cui racconta la sua personale esperienza artistica, la sua vita, la passione ed il desiderio di realizzare il sogno di fare musica, ma in cui nello stesso tempo descrive le insidie, le delusioni e le difficoltà che il raggiungimento di quel sogno comportano. In questo libro l’autrice ripercorre lucidamente e senza riserve la sua carriera, fatta di incontri, di prove, di successi e di insuccessi, soffermandosi, nell’era dei social e dei talent, sulla necessità della preparazione; rivolgendosi soprattutto ai giovani, sottolinea che il successo non è soltanto notorietà, ma qualcosa che si costruisce giorno per giorno con molto sacrificio e perseveranza, e li esorta a non mollare mai davanti ad un rifiuto. 

Nel 2018 è stata tra i concorrenti del talent show di Rai Uno “Ora o mai più”, condotto da Amadeus, in cui ha cantato il suo brano inedito “La gente non parla”. Con l’intelligenza, la sensibilità e l’ironia che la contraddistingue, si è rimessa in gioco. 

Valeria, la prima domanda che rivolgiamo ai nostri ospiti in questo drammatico momento poggia il suo sguardo al proprio stato d’animo. Che sensazioni stai provando in questi giorni? 

Io sono in Lombardia e qui ci sono ancora molte restrizioni – per me per esempio è ancora tutto invariato, lo studio in cui lavoro di base a Monza riaprirà in forma ridotta forse a giugno! Essendo un periodo medio-lungo, (non si tratta di due settimane…) ho potuto notare una sorta di “grafico” dell’andamento umorale/emozionale: la maggior parte di noi ha, infatti, avuto diverse fasi, da un’iniziale specie di “euforia” data dal mix tra incognita e rottura improvvisa della propria routine, cantavamo sui balconi e ballavamo e mangiavamo in videochiamata, un po’ perché nulla cambiasse, un po’ per esorcizzare la paura, la seconda settimana invece è iniziato il periodo “intimista”, poi è arrivata la preoccupazione, che si è manifestata anche con crisi di panico ed attacchi d’ansia, poi  si è capito che era necessario ri-organizzarsi da tanti punti di vista anche perché la situazione si protraeva indefinitamente. Io personalmente ho fatto utilizzo massiccio di tutto le pratiche possibili di centratura per mantenere un equilibrio che mi permettesse di vivere con un certo grado di serenità e pro-attività nonostante tutto, Qi Gong, Bioenergetica e Meditazione, che in questo periodo hanno visto una grande fioritura e alle quali sono molto allineata da sempre tanto da creare un metodo che, potenziato dalle tecniche vocali professionali, dà risultati inaspettati anche applicato a contesti diversi dal palco ma che richiedono comunque una rotondità di performance come il “team building” per amministratori ed impiegati d’azienda, riguarda anche attori per ri-trovare l’identità a, ovviamente, i cantanti, per risultare più credibili ed efficaci.

Senza voler banalizzare un concetto di cui si parla molto frequentemente, credi che questa possa essere l’occasione giusta per scoprire realmente le nostre percezioni, il nostro “sentire” noi stessi e gli altri? 

Credo che questo momento fuori dall’ordinario possa farci toccare estremismi sia riguardo all’idee che alle abitudini opposte che si contrappongono, sta a ogni singola persona scegliere e cercare l’equilibrio.

Questa situazione di “chiusura” mette l’accento sul concetto di “fuori e dentro” che sembra proprio essere la metafora del rapporto con noi stessi: quando all’esterno vige l’incertezza, l’ancoraggio va cercato dentro di noi; ci sono, appunto, tante pratiche che possono venirci in soccorso in questi momenti, a volte è necessario un aiuto esterno per darci il la, per rompere il ghiaccio che ci separa dall’incontro con il nostro sé più profondo, l’unico riferimento possibile che può generarne altri di  qualità simile. Facendo una ricerca su un motore di ricerca qualsiasi, tipo Google, c’è l’imbarazzo della scelta, si può sperimentare finché non si trova la cosa che ti risuona di più.