Intervista ad Alex Neri, Planet Funk

Alex Neri, ligure di origine, è musicista e DJ ben conosciuto, nonché produttore e membro fondatore dei Planet Funk (e tanto basti), band nata alla fine degli anni ’90, e ad avere coltivato comunque parallelamente una carriera da solista e fondato una etichetta discografica indipendente, denominata Tenax Recordings.

Ha al suo attivo altresì collaborazioni prestigiose e note.

Fra queste, nel 1998 con Baroni quando ha lanciato il singolo “Happiness” con Jocelyn Brown, che ha raggiunto il 5 ° posto nelle classifiche Usa e il 45 ° posto nel Regno Unito.

Ho voluto chiedergli un racconto concreto dei suoi giorni di quarantena, da addetto ad un settore che “predilige gli assembramenti di pubblico” e pertanto, come il cinema ed il teatro particolarmente oggi in crisi.

Ale, questa emergenza Covid con conseguente crisi come e quanto ha impattato nel tuo settore?

Credo che il nostro settore sia in assoluto quello più colpito. È proprio nella natura stessa del Club l’importanza della parola aggregazione. Va da sé quindi che tutto il Settore dell’entertainment è stato il primo a fermarsi e sarà’ L’ultimo a ripartire. Oltre a questo aggiungo che non sappiamo neppure se quando ripartirà sarà vissuto nel solito modo che noi tutti conosciamo… Per questo navighiamo a vista con tante perplessità e incertezze per il nostro futuro…

Che tempi prevedi per la ripartenza dell’ambito che ti compete, compreso in quello produttivo, per il ripristino dello stato precedente?

Come ho già anticipato prima, non sappiamo nulla al momento. Ma prevediamo come data ipotetica gennaio 2021. Ripeto ipotetica!!

Il pubblico lo percepisci fedele e motivatamente in attesa o potrebbe avere maturato demotivazione ed allontanamento, anche per paura?

Sinceramente, credo che la paura inevitabilmente rimanga, un po’ come è successo con la tragedia delle torri gemelle che inevitabilmente ha cambiato il mondo ma credo che la voglia di ballare e la passione che il nostro pubblico ha dimostrato nei confronti nel nostro movimento in tutti questi anni riemergerà addirittura rafforzata e più solida.

I social che ruolo stanno giocando nel tenere vivo il settore, con le dirette, i video, le riflessioni: sono una panacea utile, calmante antidepressiva per chi le fa e per chi le riceve, o invece un ottimo sistema per mantenere un contatto col pubblico?

Sebbene sappiamo che l’elemento esperienziale vivo e fisico è ovviamente preferibile, credo che questi ci stiamo aiutando a dare una parte di noi che inevitabilmente sarebbe stata soppressa, ma al tempo stesso noto e vivo in prima persona i veri limiti dello schermo piatto. Diciamo che aiuta tutti parzialmente, ma rimane l’amaro in bocca dello scambio, del vero senso di community che ha il Club e che ci regala sotto ogni forma di emozione organica… In sintesi, manca il contatto, lo scambio, sia per noi artisti con il pubblico che viceversa e che il pubblico stesso instaura tra loro stessi.

Hai qualche suggerimento, serio o provocatorio, che vuoi manifestare ai soggetti del settore, a quelli istituzionali e al tuo pubblico, per motivarli a contenere i danni e ripartire nel modo migliore possibile?

Credo che la cosa migliore sia smetterla di dare colpe a qualcuno o a qualcosa. Fermo restando che il nostro governo avrà il dovere morale di sostenerci, dobbiamo capire che un colpevole non c’è!! Anzi c’è, ma è un virus!! Dico questo perché le Misure che verranno prese saranno solo ed esclusivamente in funzione protettiva nei confronti della società e finalmente abbiamo l’occasione, ognuno di noi, di crescere da un punto di vista civico e capire che tutto ciò che facciamo può fare del male a noi stessi in primis, ma soprattutto agli altri… Il mio augurio è che il popolo italiano capisca una volta per tutte che gli altri siamo noi…

Infine, nel tuo tempo in “Covid rehab”, cosa fai? Cosa hai riscoperto o scoperto?

Ho fatto e sto facendo tutto quello che non ho mai potuto fare. In primis mi sono messo in modo compulsivo a sistemare tutti i miei dischi (40 mila) spendendo circa 4 ore al giorno a pulire e catalogare… in contemporanea mi sono buttato come tutti sulla cucina, ma, cosa più importante ho capito che noi tutti corriamo sempre ed essendo obbligati a fermare questa corsa ho approfittato anche di un viaggio introspettivo dentro me stesso, che spero porti frutti alla mia persona…