Intervista ad Antonella Ponziani

Antonella Ponziani è un’artista a tutto tondo, apprezzata dal grande pubblico per dei brillanti ruoli al cinema e in televisione. Il suo esordio, dopo molti provini, è stato nel 1986 con “L’intervista “del maestro Federico Fellini, che l’ha portata al successo. E’ stata diretta del grande Mario Monicelli nel film” Cari fottutissimi amici”, sceneggiato anche da S.Cecchi d’Amico, nel cui cast era presente Paolo Villaggio.  Nei primi anni 2000, ricordiamo la commedia “Le Sciamane “. diretta dalla regista Anne Ritte Ciccone, dove la bella attrice romana è la protagonista nel ruolo di Claudia, una trentenne neolaureata che cede ai compromessi di un’esistenza mediocre dovuta ad un lavoro poco gratificante e a problemi familiari. Tra le pellicole più recenti, spicca senza dubbio “MMA Love never dies” del 2017 del regista Riccardo Ferrero; il film è italiano, ma si ispira all’americano action movie, soddisfacendo lo spettatore con diversi colpi di scena e con l’estremo dinamismo nell’espressione corporea degli attori.

Tra i suoi film come regista, interprete e sceneggiatrice ricordiamo inoltre:

Girotondo(2017), Prigioniero della mia libertà (2016), La scuola è finita(2010), Impotenti Esistenziali (2009), Nient’Altro che noi (2008), La ballerina(2006), Concorso di colpa(2004, La tempesta(2004), Resurrezione(2001), Metronotte (2000), Cattiva condotta (1999),  la Vita che verrà(1999), l’Avventuriero nelle Antille(1998), Un paradiso di bugie (1997), Ferie d’agosto(1996), Le donne non vogliono più (1993), Un’altra vita (1992), Verso sud (1992), Caramelle da uno sconosciuto(1987), Soldati,365 all’Alba (1987),Tango blu (1987), La Bonne(1986), solo per citare i più famosi.

Antonella Ponziani coltiva inoltre un saldo legame con la musica, è infatti una polistrumentista e sin dalla gioventù ha amato il jazz e la musica cubana, nonché la break dance, imparata nelle scuole di Londra. Nel 2016 ha inoltre partecipato ad uno spettacolo teatrale contro il femminicidio, intitolato “Io sto con le Tartarughe”, in cui si è cimentata con brani cantati, recitati e suonati.

Antonella, stiamo vivendo momenti che non avremmo mai potuto immaginare. Raccontaci le tue sensazioni…

La nostra generazione non ha mai vissuto un evento del genere, quindi tutto ciò ci ha completamente sconvolti perché non siamo abituati a essere segregati, noi siamo abituati alla libertà. E così ho pensato all’infanzia dei miei genitori e la vita dei nostri nonni che erano costretti     in casa o nei ricoveri a causa dei bombardamenti. Naturalmente mi sento addolorata per tutte quelle persone che ad oggi non ce l’hanno fatta. Io mi sento fortunata, e penso che dovremmo lamentarci     di meno e guardare i lati positivi e all’introspezione di questo momento, che ci ha fatto rivalutare la bellezza delle cose essenziali e ci siamo resi conto quanto è importante poter guardare negli occhi le persone care che fino a ieri davamo per scontato.

Nella tua vasta filmografia ci sono almeno un paio di film che in qualche modo descrivono situazioni che i nostri sentimenti stanno vivendo. Pensiamo ad esempio al film “Prigioniero della    mia libertà”. La tenacia di questi personaggi ben rispecchia la lotta degli italiani di queste settimane: ci vediamo sottratti tanti diritti di base, come andare al lavoro e a scuola, non poter dare baci o abbracci agli altri, creando un isolamento forzato come l’architetto Torres, che finirà addirittura in prigione ingiustamente…

… e forse CARI FOTTUTISSIMI AMICI del grande Mario Monicelli, dove si evince la precarietà della vita. Però c’era la speranza di vivere, di riscattarsi che forse oggi non c’è più, siamo omologati ad uno standard sociale.

Hai dovuto interrompere qualche tuo progetto artistico?

Si, Stavo girando l’opera prima del regista Mario Spinocchio, IL FREDDO DI MARZO, e ci siamo interrotti a una settimana dalla fine delle riprese. Ma siamo convinti che a breve il progetto sarà chiuso.

A distanza di trentatré anni dal film l’”Intervista”, c’è qualche aneddoto particolare o un tuo pensiero sul Maestro Federico Fellini che ancora non hai espresso e che puoi confidare ai lettori di Condivisione Democratica?

Sono tanti gli aneddoti allegri e felici legati al maestro. Capitava spesso che andavo a trovarlo a Corso Italia dove aveva l’ufficio e poi mi chiedeva di accompagnarlo a casa sua in via Margutta, e siccome io all’epoca avevo una macchinetta piccola e rotta mi vergognavo di vederlo entrare in quel rottame, ma lui si divertiva un mondo soprattutto quando ci fermava la polizia, perché lui pur di accorciare mi faceva fare molte strade vietate, lui diceva sempre: Lasciatemi passare che non lo     vedi so Federico Fellini e devo andare a casa…e puntualmente scoppiavamo a ridere come due adolescenti guardando la faccia del poliziotto nel vedere il Maestro in quel trabiccolo.

Già all’epoca, Fellini mostrava il suo fare cinema in fase decadente, in quanto sofferente della concorrenza televisiva. Oggi, con l’aggiunta delle offerte in digitale, le difficoltà si sono acuite?

No, non credo, i grandi film ci sono e sono anche più belli di prima.

Chiudiamo con un sorriso. Sappiamo che te la cavi molto bene anche con la musica e con la pittura. Stai approfittando di questa pausa per dipingere o comporre dei nuovi brani?

No sto componendo con mio fratello che è un bravo musicista, che farà le musiche del film di Mario Spinocchio IL FREDDO DI MARZO. e poi online sto revisionando due sceneggiature che abbiamo scritto insieme a Salvo Saverio D’Angelo e a Mario Spinocchio. Come vedi io non mi annoio. e per mantenermi in forma faccio una corsetta tutti i giorni nel parco privato che circonda il mio condominio insieme ai miei gatti che mi corrono dietro simpaticamente…

A cura di Alessandra Bettoni e Gerry Mottola