Mi chiamo Anna…

“Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”, questa volta sto sbagliando di proposito per ritornare sui droidi di Star Wars e sottolineare il fatto che sono tutti un prodotto VFX (Visual Effect), perché? Perché ho chiesto ad una mia amica, Anna Ventre, che anni fa si è trasferita prima in Spagna poi in Inghilterra, per seguire i suoi sogni, di raccontarci come anche il mondo degli effetti speciali abbia subito la crisi causata dalla pandemia. 

 “Mi chiamo Anna, sono originaria di un piccolo paese in provincia di Latina e vivo a Londra da quasi tre anni. Mi occupo di animazione 3d e VFX nel mondo del cinema.

Qui a Londra la quarantena ufficialmente è iniziata piuttosto tardi, quando compagnie e aziende avevano già preso provvedimenti per far lavorare i dipendenti da casa. Io stavo lavorando (purtroppo devo usare un verbo al passato) in uno piccolo studio VFX, dove il direttore ha provveduto a inviare tutto l’occorrente, sia hardware che software, per continuare il progetto al quale si lavorava.

Inizialmente non è stato difficile fare lo switch ufficio-casa, la giornata iniziava molto più tranquillamente senza lo stress del viaggio per arrivare in ufficio. Abbiamo continuato il progetto per circa un mese e la situazione iniziava a piacermi; lavorare da remoto ha molti vantaggi: si può trascorrere più tempo a casa e usare quelle ore, non spese sui mezzi di trasporto, per fare altre attività molto più piacevoli. Non posso negare il fatto che abbia sentito la mancanza delle chiacchiere e delle pause caffè tra colleghi ma le videochiamate con Zoom hanno contribuito molto a superare questa mancanza. Purtroppo però questo settore, come altri, è stato colpito negativamente, soprattutto per la mancanza della materia prima, le riprese degli attori, ed è proprio per questo che tutta la catena si è fermata: il cliente ha così comunicato allo studio, per cui stavo lavorando, che il progetto sarebbe stato messo in pausa a tempo indefinito, di conseguenza anche noi ci siamo dovuti fermare.

In Gran Bretagna si sono attivate tante organizzazioni per aiutare economicamente gli artisti in difficoltà, sono stati attivati tantissimi corsi gratuiti o scontati più del 50%, organizzate videoconferenze per parlare di qualsiasi tema riguardante il settore e attivati numeri gratuiti per parlare con personale specializzato, che può dare supporto alle persone più deboli che sentono il bisogno di dialogare con qualcuno. Insomma, in questo momento, nonostante le diverse difficoltà, ci sono talmente tante attività a cui si può partecipare che sento di essere molto più occupata di quando andavo a lavorare in ufficio.

A livello mondiale ci sono tante incertezze riguardanti il mondo del cinema e nessuno sa dare una risposta concreta su ciò che succederà. Si spera che le cose andranno meglio in un modo o nell’altro e che le compagnie troveranno il modo per ripartire in questa situazione di difficoltà, nel frattempo non perdiamoci d’animo e cerchiamo di utilizzare il nostro tempo nel miglior modo possibile.”

Colgo l’occasione per fare un gradissimo “in bocca al lupo” ad Anna e a tutti quelli che si trovano nelle sue stesse condizioni. Sono sicura che tutto si risolverà nel migliore dei modi, voi ne uscirete più preparati, dati i numerosi corsi che per fortuna vi permettono di seguire a costi adeguati e noi spettatori avremo aumentato il desiderio di farci coccolare dalle vostre opere. 

Acceleriamoci teniamoci attivi in modo da avere la percezione che il tempo scorra più velocemente, ma non velocizzatevi troppo, se doveste arrivare alla velocità della luce il tempo si dilaterebbe.