Una storia di liberazione

Eravamo inquieti. Anzi, quasi sbigottiti. Suona bene, sbigottiti: scrivo canzoni in Inglese perché è una lingua che amo dal punto di vista sonoro e ritmico, ma l’Italiano ed i suoi dialetti sono meravigliosi. Era la sera del famoso decreto bozza fantasma, nel senso che chi l’ha fatto uscire un pdf da Palazzo Chigi? Deve essere stato un fantasma, sicuro.

Ricordo il Presidente del Consiglio che il giorno dopo, il 9 Marzo, disse in conferenza stampa “È inaccettabile che una bozza del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri sia stato pubblicato sui giornali” (forse avrà detto “statA pubbliccatA” ma sul sito del quotidiano da cui ho preso la citazione c’era scritto così). Ma alla fine il Presidente lo ha accettato, sarà stato proprio un fantasma. Io e M. ci sentivamo parte di un racconto di Dickens popolato da fantasmi ed infatti eravamo in un locale fantasma perfetto: c’eravamo solo noi, la signora proprietaria ed il suo assistente, con lei che dall’altro lato della parete, in laboratorio, ci raccontava gli ingredienti mentre stava preparando i nostri cocktail. Li bevemmo, sempre più sbigottiti, parlando tra noi a bassa voce: “Ma davvero vogliono chiudere le regioni e limitare la mobilità?”, “Eh sì, così c’è scritto sul decreto”. Bevemmo rapidi, ci guardavamo e percepivamo chiaramente nel locale un’aria decadente da fine del mondo.

Quando entrarono altre 4 persone M. volle uscire. Pioveva, forse: “Andiamo in macchina, qui non si respira”. Chiudemmo le portiere e ci sentimmo meglio, ma solo per un attimo. “Che facciamo, io qui non ci voglio restare, sento un’aria strana” ,“Possiamo andare ad Imperia, almeno lì c’è il mare, ma dovremmo partire stanotte, mi sa che domani chiudono tutto”, “Partiamo!”, “Ma se poi il mio concerto è confermato e non mi fanno tornare a Milano? Poi come si fa con S.? Almeno qui può vedere suo papà ed i suoi amici”. Eravamo nervosi ed ancora un po’ increduli. “Ma davvero possono farlo? E come, metteranno posti di blocco con l’esercito ai caselli?”, “Può darsi”.

Decidemmo di non partire e poi scoprimmo che il panico scatenato dalla bozza del decreto aveva causato la fuga dalla Lombardia, almeno così dissero alcuni giornali e blog con video relativi. Invece i ferrovieri dissero che il traffico era normale, mentre un amico mi disse che a Linate non l’avevano fatto partire. Ad Imperia di lì a poco non si sarebbe potuto più passaggiare nei boschi dell’entroterra neanche in solitaria, una delle mie attività preferite. Quindi noi rimanemmo a Milano, nell’epicentro mondiale simbolico dell’inizio della nuova Era.

Forse sarà l’inizio del mio primo racconto. Magari di quasi-fantascienza. O Forse no. 

Per quasi 2 mesi (sembra ne siano passati 4 da quando tutto è iniziato!) ho lavorato a tanta musica nuova (ho appena pubblicato un singolo) cercando di mantenermi il più attivo e positivo possibile. Ho dovuto interrompere le prove e rimandare un concerto al Blue Note per me importante (era la première del mio nuovo spettacolo), ma posso lavorare bene dal mio studio casalingo e sono fortunato perchè, rispetto a tanti miei colleghi, non avevo in programma molti concerti che ho dovuto cancellare: ma penso a chi ad esempio era stato chiamato per il concertone del primo Maggio o chi aveva in programma tante date o un tour e mi dispiace molto per loro. Ho firmato e condiviso le diverse petizioni che circolano a favore del mondo dello spettacolo e spero che qualcosa si possa muovere in futuro per tutti i lavoratori del settore, che ciò che è successo possa unirci e stimolare la cooperazione tra di noi. 

Ho atteso di pubblicare, specialmente sui social, qualcosa riguardo alla situazione che stiamo vivendo, raccogliendo più informazioni possibili dal mondo: aspettavo di poter trasmutare la rabbia in qualcosa di meglio, possibilmente in quel sano spirito guerriero che stavo leggendo sul libro del Bushido. Leggevo (spesso sbigottito) anche i commenti su Facebook ed i titoli dei quotidiani in edicola, giornali online, ascoltavo ogni tanto un Tg per aggiornarmi, audio di medici, specialisti e non, guardavo video su Youtube. 

All’inizio ho suggerito come la pensavo cantando Hold on (“aggrappati al mondo così come sembra essere o accendi la tua proiezione della realtà”), Miracles (“quando vengono a venderti la verità, non ingoiarti ogni parola che dicono”), improvvisavo un What you’re gonna do when they come for you ed altri pezzi che sentivo inerenti, iniziando un’appuntamento settimanale in diretta live su Facebook e traducendo i testi in Italiano come introduzione recitata col pianoforte, oppure postando alcuni video tra cui la famosa scena del film Quinto potere di Sidney Lumet (“sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!”).

Continuavo a prendere ed a ricevere informazioni, rendendomi conto di quanto sia fortunato a comprendere bene l’inglese e ad avere accesso ad informazioni divulgate fuori dall’Italia. Anche se mi piace tantissimo viaggiare ed esplorare le culture di tutto il mondo, amo molto il mio paese e tutte le tradizioni fantastiche di ogni regione che lo compone, le sue città, le campagne, le montagne, le valli, il mare.