Intervista a Giacomo Sintini

Forza e coraggio, Jack e la sua straordinaria avventura chiamata “vita”. 

Giacomo Sintini, un gigante protagonista della pallavolo. “Sono pieno di gratitudine e cerco di fare del mio meglio perchè penso che nella vita si debba anche restituire”. 

Giacomo Sintini, detto Jack, è autore di parecchi miracoli nella sua incredibile vita. Nella pallavolo ha fatto di tutto ed ha ottenuto di tutto, nella vita non è stato da meno e guardando avanti, più che indietro, i suoi obiettivi continuano ad essere altissimi e grandissimi. Nel volley ha vinto 2 campionati italiani, 1 coppa Italia, 3 supercoppe Italia, 1 campionato mondiale per club. A soli 16 anni è nella nazionale juniores e a 18 in serie A. Ben 77 presenze in nazionale e campione d’Europa nel 2015. Più volte ha ottenuto il titolo di miglior palleggiatore e MVP (Most Valuable Player) nella finale scudetto del 2013.  

Sempre nel 2013, dopo un anno di cura dalla scoperta della malattia, torna a giocare con il Trentino Volley Srl, il miglior club di pallavolo al mondo di quegli anni. Nel 2019 il Presidente della Repubblica gli conferisce l’onorificenza di Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana. 

Nel 2012 ha fondato l’Associazione Giacomo Sintini (www.associazionegiacomosintini.it), che raccoglie fondi per sostenere la ricerca medica contro leucemie e linfomi e per l’assistenza in campo onco-ematologico. Nel 2014 scrive il libro “Forza e coraggio” (Mondadori) per raccontare la sua malattia “nascosta in un punto dove i miei occhi non possono arrivare”, il suo dolore cupo e profondo, ma soprattutto la sua lotta combattuta con gli strumenti che gli ha dato lo sport, la capacità di fare squadra con familiari e medici, la forza, il coraggio, la determinazione, la coerenza, il suo amore per la vita e per le cose semplici, la fiducia e l’amore. Oggi è formatore e responsabile del settore Randstad Sport. la multinazionale che si occupa di ricerca, selezione e formazione del personale. Sintini sviluppa percorsi di formazione esperienziale incentrati sulla metafora dello sport. 

Straordinario il suo post sulla pagina Facebook datato 12 maggio 2020 che accompagna il video di alcuni tra i momenti più importanti della sua incredibile carriera sportiva. Da brividi e da record anche questo:

“Anniversario 12 maggio 2013

 – 23 mesi dopo la diagnosi del cancro

– 16 mesi dopo il trapianto di midollo osseo

– 11 mesi dopo aver firmato il contratto con il miglior club di pallavolo al mondo di quegli anni.

In quel momento rappresentava un arrivo fantastico, oggi lo vedo come un nuovo inizio meraviglioso e sono pieno di gratitudine come quel giorno”

La sua storia è un sogno. Quando ha capito quale sogno avrebbe voluto vivere e realizzare?

La mia storia sembra veramente un sogno ed a volte faccio fatica ad immaginare che sono io ad averla vissuta. A volte mi guardo indietro e mi dico: “E’ incredibile che questa cosa sia successa a me”. In alcuni momenti fatico ad identificarmi. Ho capito di voler diventare un campione molto presto, quando ero un bambino. All’inizio il mio sogno era quello di diventare un campione di calcio, volevo diventare come i miei idoli che vedevo la domenica giocare, all’epoca ero tifoso del Milan. Sentivo dentro di me questa voglia di voler emergere a livello sportivo, di volermi realizzare, di voler provare quelle emozioni. Quando poi ho capito che non potevo giocare a calcio da professionista, perché ero cresciuto troppo, avevo perso coordinazione, non ero adatto a quello sport, ho scoperto il mio talento nella pallavolo. Mi sono reso conto di avere delle possibilità e sapevo di far parte fortunatamente di una scuola di pallavolo di altissimo livello, il Ravenna, che poteva darmi le possibilità e gli strumenti per raggiungere un grandissimo livello. Lì ho cominciato a crederci in maniera concreta. Avevo 14 anni.