Intervista a Giacomo Sintini

Come reagiscono i giovani ai suoi stimoli ed alle sue indicazioni?

I giovani reagiscono molto bene, ognuno di loro ha una chiave di lettura degli eventi della vita, bisogna saperci entrare in contatto profondamente. Nel momento in cui li affronti, occorre cautela e garbo, non la presunzione di volergli insegnare come stare al mondo. Bisogna essere disponibili e generosi, bisogna avere lo spirito e lo stato d’animo di chi vuole regalare una parte della sua vita, magari anche la parte più significativa. Il racconto di una esperienza personale può essergli di grande aiuto per affrontare quello che loro stessi devono affrontare. Ma occorre essere sinceri e allora loro ti ascoltano e sono aperti e sono disposti a mettere in pratica ciò che ascoltano perchè hanno la stessa voglia che avevamo noi di fare bene e di svilupparsi. Se sei sincero loro assorbono e restituiscono alla società un valore aggiunto.

Ha mai avuto paura del successo?

No, non ho mai avuto paura del successo. Ho avuto paura di perdere delle occasioni, delle opportunità, di aver sprecato qualcosa. Il successo non mi fa paura, anzi lo cerco, lavoro per ottenerlo ed ho imparato piano piano a gestirlo. È importante fare i passi giusti, fare un passo alla volta, arrivare al successo in maniera graduale e affiancati da persone che ci aiutino. È importante non dare niente per scontato, assodato. È importante continuare sempre a lavorare sodo.

Qual è stato il suo maggior conflitto?

Gestire l’emotività. Giocavo molto bene, creavo relazioni, ero empatico, vivevo appieno le gioie, sapevo prendere energia dai momenti positivi, ma ero molto emotivo e faticavo a gestire le emozioni negative. Poi ho imparato a gestire la mia emotività ed incanalarla nel modo giusto. Quando ci riuscivo portavo in campo prestazioni molto alte.

Credo che la sua sfida più importante non sia stata in campo, Qual è stato il suo primo pensiero davanti alla malattia?

La sfida più grande della mia vita è stata il cancro. Il primo pensiero davanti alla malattia è stato quello di perdere tutto, il terrore di non vedere crescere la mia bambina, di non poter cullare i sogni che avevo con mia moglie e tutti quelli che avevo anche per me stesso. Perdere tutto. Fortunatamente ho una famiglia fantastica intorno e penso di essere una persona capace di vedere le risorse che ha dentro di sé ed intorno a sé. Ho cercato di rimboccarmi molto rapidamente le maniche, ho cercato di capire come identificare ed affrontare la strada che potesse portarmi il più rapidamente possibile a stare bene.

Ha mai avuto la percezione di essere stato un campione più nella vita che nello sport?

Credo che questo debbano dirlo gli altri. La cosa bella è quando ti arrivano dei feedback positivi. Io cerco di essere la migliore persona che posso ed il miglior professionista che posso in tutto ciò che faccio.

Ha mai avvertito il peso del successo?

No, tutto ciò che ho raggiunto me lo sono guadagnato con il sudore, lavorando duramente per ottenere il massimo e per arrivare al successo. Anche adesso vivo ogni step in azienda, nella mia nuova sfida professionale, passo passo con consapevolezza e dedizione.

Com’è la vita vera di un campione al di là di copertine, manifesti e slogan?

Una vita semplice, uguale a quella degli altri, vivi la tua famiglia, le amicizie, le relazioni, vivi di cose semplici. Sei fortunato perché hai possibilità economiche che ti permettono di avere una bella casa, viaggi, una macchina, ma è una vita di lavoro.  Uno sportivo professionista la maggior parte del suo tempo la dedica alla disciplina ed al lavoro, altrimenti non riesce a stare a quei livelli, è una vita con tempi scadenzati a cui tutti i tuoi cari si devono adattare. Tutte le energie vanno solo verso quell’obiettivo ed il poco tempo libero deve essere veramente rigenerativo. Ci vuole molto rigore, sempre.

Cosa vedono i giovani nei campioni? Un riferimento, una realizzazione, un sogno o un’illusione?

Sicuramente vedono degli esempi da seguire ed è una grande responsabilità. Guardano i campioni e poi prendono spunto su come potrebbero comportarsi per arrivare ad un alto livello nella realizzazione dei loro sogni.