Intervista a Giacomo Sintini

Lo sportivo non lo è soltanto in campo. Il suo ruolo condiziona ogni aspetto della vita, per lei è un bene o un male?

E’ solo un bene. Io sono uno sportivo in tutto ciò che faccio. Cerco di valorizzare le parti positive dello sport che aggiungono valore, come la disciplina per raggiungere un risultato, la ricerca di un equilibrio nella vita, dall’alimentazione, al riposo, alle frequentazioni, tutto ciò che possa essere virtuoso per un rendimento costante. Anche la competitività, se gestita bene, può aiutare a raggiungere risultati importanti così come l’accettazione della difficoltà. Lo sport non insegna soltanto a competere per vincere, ma anche ad accettare la sconfitta ed i problemi. Impari a cadere e diventi consapevole del fatto che se vuoi avere un percorso di alto livello devi sapere accettare anche questi momenti.

Che significato ha la parola “sacrificio” nella sua vita?

Provo a non usare mai questa parola, più che altro io parlo di fatica, perché penso che la fatica abbia sempre uno scopo mentre il sacrifico qualche volta è anche fine a sé stesso.

I suoi genitori l’hanno sempre sostenuta?

Sempre. La sicurezza che ci fossero in ogni momento mi ha dato la forza ed il coraggio per affrontare tutto. Devo veramente ringraziarli, da mia madre che ha preso la patente appositamente per me, per accompagnarmi nei miei continui spostamenti, a mio padre che mi ha seguito in capo al mondo per vedermi giocare.

Sente di aver realizzato tutti i suoi sogni?

No, non credo anche perché sono molto bravo a trovarmene sempre degli altri, a cercare nuovi obiettivi, a costruirmi nuovi progetti. Mi ritengo un uomo realizzato, un padre fiero, un marito felice, un professionista di livello alto. MI piace fare sempre bene tutto ciò che faccio. Credo sia questo il senso per ognuno di noi, sport a parte“.

Come sono cambiati i vertici nello sport? È evidente che l’aspetto economico condizioni molto, ma è sempre stato così o prima c’era più cuore e passione?

L’aspetto economico è fondamentale perché valorizza ciò che facciamo, ma al tempo stesso lo corrompe soprattutto ad alti livelli, ai vertici. A volte diventa difficile rimanere integri, soprattutto quando sei fortemente esposto e sei investito di grandi responsabilità e di grande notorietà. Questi problemi credo ci siano sempre stati e continueranno ad esserci, perché le debolezze dell’uomo sono una cosa reale che l’uomo si porta dietro dai tempi dei tempi. Di gente perfetta non ce n’è, bisogna sempre sperare di trovare i personaggi migliori, perché la corruzione ed i problemi legati ad essa ci saranno sempre in ogni ambito.