Intervista a Malou Scuderi

Malou Scuderi, nata a Fiesole (Fi) il 02/10/1983, vive a Firenze ed è una fotografa professionista. Ha una laurea triennale in “Cultura e Stilismo della Moda” presso l’Università degli Studi di Firenze.  Ha iniziato a lavorare come fotografa di matrimoni per vari professionisti nel 2009 e tutt’ora collabora con qualcuno di loro. Nello stesso anno ha iniziato a fare diverse mostre di street photography presso vari locali della mia città, tra cui nel 2010 una mostra presso le “Giubbe Rosse”, noto Caffè fiorentino.

Nel 2011 Nikon pubblica un suo scatto di ritratto sul libro “Nikon Photo contest“. Nel 2010 ha iniziato ad effettuare servizi fotografici sulla maternità e ha continuato con questi fino al 2017, anno in cui si è specializzata anche nella fotografia newborn, bambino e famiglia, effettuando workshop dello studio “Clorofilla” di Sabrina Losso e Anna Palermo e continuando a studiare sempre molto come autodidatta. Attualmente questa specializzazione è la sua principale occupazione insieme alle sessioni maternità.

È figlia di un ginecologo “illuminato” Angelo Scuderi, un signore di una sensibilità e umanità rare, oltre che dalla competenza assoluta anche in l’unto di prevenzione, e profondamente affascinata dalla magia che si porte dietro un tema come la nascita, nel 2017 il mio primo reportage di BIRTHPHOTOGRAPHY e l’inizio di una collaborazione che dura tutt’ora con l’Associazione “La Mia Ostetrica” di Firenze. Ad oggi è riuscita ad effettuare circa un quindicina di reportage di parti naturali sia in casa che in ospedale e due cesarei.

Le rivolgo alcune domande per mettere il luce la maglia del suo lavoro

Malou come è iniziata la tua passione per le foto durante la gravidanza e in specie quella di ritrarre i parti?

I temi della gravidanza e della nascita sono sempre stati temi presenti nella mia vita. Sono la prima di quattro figli, ho vissuto quindi tre volte mia madre con il pancione e inoltre mio padre è un ginecologo con un’incredibile passione per il suo lavoro, come potrei non essere stata da sempre affascinata dalla magia che si porta dietro una donna in attesa di un figlio? 

La prima volta che ho fotografato una donna incinta era il 2010. Lavoravo già per alcuni professionisti durante qualche matrimonio o evento. Una mia amica era in attesa della sua prima bambina ed era anche una delle prime tra le mie amiche ad aspettare un figlio e, così, per gioco, ho appeso un telo ad un armadio di casa sua, ho posizionato un faretto da giardino e ho iniziato a scattarle qualche fotografia in bianco e nero.

Beh, per quanto ancora non avessi una gran tecnica le foto che ne vennero fuori sono bellissime ed è inutile dirlo, è stato “amore al primo scatto”. Da quel momento, anche se per qualche anno solo saltuariamente, ho iniziato a fotografare donne in gravidanza e non ho più smesso. Più tardi, poco prima di fare della fotografia la mia prima ed unica occupazione mi sono specializzata anche nella fotografia di neonati, bambini e famiglie, genere fotografico sul quale si basa maggiormente il mio lavoro. 

La fotografia mi ha resa ancora più curiosa di quello che sono per natura, mi ha sempre spinta e mi spinge ad evolvermi continuamente alla ricerca del “nuovo”, così, ad un certo punto, mi sono chiesta se sarebbe stato possibile fotografare una donna durante la nascita di suo figlio. Mi sono documentata e ho scoperto che in tanti paesi del mondo questo era già possibile da tempo. Mi sono divorata miliardi di immagini di donne in travaglio, di donne che partoriscono in casa, in ospedale, di bambini che vengono al mondo e avrei davvero dato qualunque cosa per avere la possibilità di provare a fare un reportage di nascita.

Nel 2017 è arrivata poi l’occasione giusta. Una ragazza che conoscevo, che avrebbe partorito in casa la sua terza figlia (della quale ho successivamente fotografato anche la nascita della sua quarta e quinta figlia), mi ha permesso di avverare il mio sogno. E’ stato così emozionante essere lì a documentare la nascita di quella bambina che tornando a casa quella stessa sera e, ancora di più dopo aver riguardato gli scatti effettuati, ho realizzato che quello che voglio è dare la possibilità a tutte le donne di avere un ricordo così unico e incredibile.

Quali emozioni leggi sui volti delle madri e dei padri durante i parti?

Le emozioni che trasmettono i futuri genitori sono senza alcun dubbio ciò su cui gravita tutto il reportage di nascita o per lo meno i miei reportage di nascita. Ovviamente ogni coppia è diversa da un’altra proprio come lo è ogni parto ma, per la mia esperienza personale e dopo averne, ad oggi, fotografati diversi, posso senz’altro dire che, ci sono varie fasi del processo di nascita e che ognuna di queste porta con sé emozioni distinte.

Nel pre travaglio, ovvero nella fase podromica, quello che generalmente noto sui volti dei genitori sono gioia e curiosità di conoscere la creatura che per nove mesi ha abitato il ventre della madre miste alla paura per “il viaggio” che sta iniziando. Durante il travaglio vero e proprio la donna incontra il dolore e si mostra fragile, impaurita e allo stesso tempo incredibilmente coraggiosa e determinata. È la fase in cui la futura mamma interiorizza tutto quello che sta vivendo e in cui si prepara a dare la vita al suo piccolo. In questo lasso di tempo i padri possono invece reagire in modi compleatmente diversi.

La maggioranza dei padri mi commuove per l’incredibile forza che riescono a dare alla loro compagna, capaci di mettere da parte il lato impressionante del dolore che la donna esteriorizza e quindi l’iniziale preoccupazione che appare nei loro occhi, incarnando un vero e proprio supporto sia fisico che morale che predispone la donna ad affrontare con maggiore serenità anche il male fisico che prova dovuto alle forti e ravvicinate contrazioni. Altri uomini, più sensibili, può capitare che invece si lascino scioccare dalle urla o dalle espressioni contratte e di sofferenza della donna e, di conseguenza, quello che appare è il loro turbamento per l’inaspettato che stanno vivendo che qualche volta può manifestarsi anche con cali di pressione.Nella fase dell’espulsione incredibile come quasi ogni donna dica “non ce posso fare” e come proprio in quell’istante, riesca a caricarsi di tutto l’istinto e la forza che risiede dentro di lei.

La donna a questo punto si trasforma in una vera e propria forza della natura e, oltre allo sforzo e alla concentrazione, sul suo volto e sul volto del compagno l’incredulità  di star riuscendo in un compito così incredibile come quello di dare la vita ad un esserino che un istante prima non c’era e che improvvisamente respira la nostra stessa aria. Ed infine il piccolo tra le braccia della mamma, lo sciogliersi di tutte le tensioni che lasciano spazio solo al calo dell’adrenalina, alla commozione, all’entusiasmo e alla gioia pura per entrambi i genitori.

Le madri e i padri ti saranno grati per aver documentato momenti di cui di solito non rimane che la memoria, hai creato un genere unico e che ha una funzione documentale incredibile. Le vere radici dei bambini.

La fotografia di nascita non l’ho inventata io è solo che, mentre in altri tanti altri paesi è già un genere fotografico decisamente molto diffuso, in Italia fatichiamo ancora ad accettarlo in quanto praticamente sconosciuto. Mi sono chiesta perché ed ho capito, ascoltando il parere di molte donne a riguardo, che, nella maggioranza dei casi, il motivo sta soprattutto nel non avere idea di che cosa si tratti e quindi del timore di potersi sentire a disagio in un momento speciale proprio come il proprio parto.

È un reportage dei momenti prima, dopo e durante la nascita di un bambino ed è sicuramente uno dei reportage fotografici più emozionanti in assoluto. È un ricordo unico del momento più intimo, magico e irripetibile della vita di una donna e di una famiglia. E sono certa che sarà un ricordo davvero speciale anche per il nuovo arrivato una volta cresciuto. Chiaramente, da fotografa, il rispetto per la sacralità di un evento simile è fondamentale, rispettarne quindi i silenzi, i tempi, gli spazi, è essenziale esserci ma con il potere dell’invisibilità e ci tengo a sottolineare che nei miei scatti l’attenzione al non volgare è massima.

L’incredibile gratitudine che ricevo ogni volta da tutte le famiglie che hanno deciso di affidare a me un ricordo tanto prezioso, è ciò che, oltre a farmi sentire onorata sia come donna che come fotografa, mi permette di proseguire con entusiasmo questa strada ancora poco battuta e di perseguire con tutte le mie forze questo mio sogno che pian piano sembra avverarsi.

Il ruolo di tuo padre: è stato fonte di ispirazione e sostegno?

Certamente che mio padre è ed è stato fonte di ispirazione e di sostegno. Mio padre mi faceva vedere video e immagini di donne che partorivano già da bambina. Mi faceva vedere video di donne che partorivano in acqua, in terra, sul lettino, in qualunque posizione. Sono cresciuta a “pane e parti” praticamente! Non mi ha mai fatto alcuna impressione vedere una donna dare alla luce un bambino. Babbo, come chiamiamo noi i papà a Firenze, ci ha sempre ripetuto, a me e alle mie sorelle, che la nascita di un bambino è una magia e, beh, non ha mai avuto più ragione.

È senz’altro a lui che devo l’amore per il venire al mondo, a lui che, follemente innamorato della sua professione di ginecologo, è riuscito a trasmettermi tutta la sua passione lasciandomi profondamente affascinata da tutto questo. Babbo ha sempre rispettato il mio essere e le mie scelte, lasciandomi la libertà di diventare la donna sono, silenziosamente e senza invadermi, lasciandomi libera di inseguire quello in cui credevo e che amo e soprattutto sempre senza impormi niente. Mi ha permesso, credendo in me, di realizzare i miei sogni e mi ha insegnato a non arrendermi davanti alle difficoltà con la consapevolezza di poter contare su di lui qualunque cosa accada e di questo gliene sarò sempre infinitamente grata.

Quali sono i tuoi sogni o obiettivi per il futuro?

I sogni che ho sono in continua evoluzione ma quello di cui ho senz’altro la certezza è di voler continuare a farmi strada nel mondo della fotografia, magari, anche un domani con la possibilità di mettermi in gioco su nuovi orizzonti che potrebbero essere unire la fotografia al viaggio (altra mia grande passione) o collaborare per qualche rivista con qualche servizio su temi attuali usando sempre lo stile reportage…chissà!

Ovviamente, ad oggi, ed immagino si sia intuito dalle mie risposte precedenti, il mio obiettivo più grande è riuscire a diffondere sempre di più in Italia la fotografia di nascita e sicuramente continuerò ininterrottamente a riporre in questo gran parte del mio impegno per far si che accada.