Intervista a Vincenzo De Bartolomeo

Lei, in particolare, è Consigliere Federale della Federazione Italiana Scherma. Come avete reagito? Quali iniziative state portando avanti con la Federazione?  

La Federazione ha dovuto in primis rispettare le disposizioni governative: sospendere quindi l’attività e poi, a mano a mano che il governo emanava nuove disposizioni, aggiornare le linee guide per la ripresa graduale dell’attività. Senza entrare troppo nei dettagli la scherma, come sport di combattimento e quindi di contatto, ha dovuto rispettare le restrizioni che ci venivano impartite dal governo. Parallelamente attraverso le varie articolazioni federali ha cercato di seguire tutte le varie problematiche che emergevano. A livello più prettamente sportivo si è dovuta impegnare, sempre nel rispetto delle normative, a tenere in “caldo “il motore dei nostri atleti di livello. Non dimentichiamo che quest’anno si sarebbe dovuto svolgere il più importante evento sportivo del quadriennio, le Olimpiadi di “Tokio 2020”. La nostra Federazione, con grande soddisfazione, era riuscita a qualificare tutte le nazionali alle Olimpiadi e, quindi, si stava apprestando ad avviare le varie fasi programmate per arrivare a Tokio con i giri del motore dei nostri atleti ai massimi livelli. Senza presunzione sappiamo tutti che l’Italia è la nazione leader in questa disciplina e quindi la preparazione per i grandi eventi è impostata, con sempre maggiore impegno, a confrontarsi con la crescita dei tanti paesi che stanno emergendo nella nostra disciplina. La decisione di procrastinare di un anno le Olimpiadi ha posto una serie di problemi molto delicati. Le Olimpiadi sono il sogno di ogni atleta per il quale egli si prepara per un quadriennio intero e vederlo rimandare non è facile da sostenere dal punto di vista psicologico. Per cui come Federazione abbiamo dovuto riprogrammare tutta l’attività proprio per sostenere gli atleti in questo momento così delicato anche perché imprevisto. Ed oggi finalmente posso comunicare con grande entusiasmo che da questa settimana, seppure in versione soft, sono ripartiti i collegiali degli atleti delle nazionali di scherma. 

L’altro grande problema da affrontare è stato quello di sostenere le nostre Associazioni che avevano dovuto sospendere le attività e che quindi si sono trovate in enormi difficoltà economiche, tali da preoccuparci anche in relazione alla riapertura della prossima stagione. Abbiamo così varato una manovra “monstre” di sostegno alle associazioni e non solo. Adesso ci apprestiamo a programmare la nuova stagione agonistica consapevoli che, purtroppo, non sarà come prima ma sicuramente opereremo con l’entusiasmo di sempre e forse anche di più. Entusiasmo che ci viene trasmesso dai Dirigenti delle tante Associazioni di Scherma che non si sono mai persi d’animo anche nei momenti più difficili di questa crisi e che adesso non vedono l’ora di rimettere in guardia i loro schermitori.

Vuole manifestare in questa sede qualche suggerimento o monito da trasmettere alle sedi istituzionali/governative del settore Sport e dello Stato? 

A mio parere Il mondo dello sport deve essere maggiormente valorizzato per quello che “produce” in termini di valori educativi nonché economici. Non solo ci sono tanti operatori sportivi (ripeto moltissimi giovani) ma c’è un turismo sportivo che sostiene tante realtà locali con eventi settimanali. Per esempio la nostra Federazione ha promosso da anni accordi con molti Comuni denominata “City Partner “che ha proprio lo scopo di valorizzare questa sinergia tra sport e territorio. E’ evidente che è un discorso che non può essere affrontato in poche righe ma come mi capita di dire ai rappresentanti delle istituzioni, in occasione di incontri ufficiali e non, bisogna ricordare che lo sport in questo paese vive grazie all’impegno di un volontariato disinteressato che dedica il proprio tempo (spesso i propri denari) per far praticare  sport ai giovani e meno giovani creando peraltro posti di lavoro.  Immaginiamo cosa succederebbe se un giorno tutti questi volontari all’unisono decidessero di smettere: quali e quanti interventi governativi sarebbero necessari per sostenere lo sport? Il mio non è un incitamento allo sciopero del volontariato sportivo ma solo un richiamo per una maggiore attenzione verso un mondo che, nelle sue varie sfaccettature, produce benessere.

Lei è anche membro dell’esecutivo della Confederazione di Scherma dei Paesi del Mediterraneo, e questo Le consente una visione molto più ampia, che ben travalica le contingenze del nostro Paese… 

Guardi è una bella esperienza, soprattutto perché sono entrato direttamente in contatto con realtà che fanno sforzi enormi per far sì che lo sport, in questo caso la scherma, entrino a far parte della realtà quotidiana dei loro paesi. La Confederazione di Scherma del Mediterraneo nacque nel 2001, su iniziativa dell’attuale Presidente della Federazione Giorgio Scarso, con lo scopo di promuovere lo sviluppo di questa disciplina nei paesi che si affacciano sul mare nostrum. Ciò ha comportato tanti impegni da parte della nostra Federazione a sostegno di altre Federazioni Nazionali che vivono situazioni di quotidiane difficoltà assai complesse, come può immaginare. La possibilità di riuscire ad organizzare eventi di scherma, che vedono coinvolti atleti di tre continenti di tradizioni e costumi così diversi, è veramente un forte stimolo che mi porta ad impegnarmi in questo incarico. Dico senza retorica che, dedicarmi alla Confederazione di Scherma dei Paesi del Mediterraneo rappresenta, nel mio intimo, anche una possibilità, seppur circoscritta alla nostra disciplina, di promuovere concretamente messaggi educativi, nei quali credo fermamente e che sono alla base dello sport.

A mio avviso tutto ciò si può sintetizzare: considera il tuo contendente solo come un temporaneo avversario sportivo e mai come un nemico! La stretta di mano alla fine di ogni assalto tra avversari, arbitri e tecnici è l’aspetto più significativo e simbolico di questo messaggio.

Speriamo di tornare presto a vederla!