“Letteralmente un cuore di tenebra”…

…così Doyle, uno dei personaggi del film “Interstellar” definisce il buco nero, vicino al quale si trovano ad orbitare durante la loro missione. Cos’è quel “cuore di tenebra”? É veramente così oscuro? Il buco nero è una stella alla fine della sua carriera ed è proprio nero così come dice il suo nome. 

Come possono le stelle, così splendenti, diventare così oscure? Non tutte le stelle diventano buchi neri, la loro evoluzione dipende da quanto sono grandi, cioè da quanta massa hanno. Le stelle nascono per aggregazione di materia, quando la materia aggregata è sufficiente si accendono e il gas presente all’interno (idrogeno) della stella, il suo combustibile, inizia a bruciare, ma come l’olio in una lanterna o la cera in una candela, prima o poi finisce. Quando il combustibile all’interno si consuma inizia la fase di declino, la stella inizia a contrarsi, a bruciare il  combustibile che si trova negli strati più esterni (elio) e   che le permette una nuova espansione ed infine si ricontrae.  Se la stella ha dimensioni come quelle del Sole, nella fase di declino si trasforma prima in una gigante rossa, poi in una nana bianca ed infine in una nana nera, una stella morta che non brilla più. Se però le sue dimensioni sono più grandi questa si espande  fino a 100 volte il suo volume iniziale, diventando una supernova, e si ricontrae finendo la sua vita come buco nero o stella di neutroni.  

Il buco nero è uno dei corpi celesti più massicci e densi dell’universo, questo gli permette di avere un intenso campo gravitazionale, cioè riesce a deformare lo spazio in cui si trova creando un’enorme buca. Tutto ciò che arriva vicino a questa deformazione ne resta intrappolato compresa la luce. Il confine fino a dove gli eventi possono essere osservati è chiamato “orizzonte degli eventi”e tutto ciò che accade all’interno di questa linea immaginaria non è osservabile dall’esterno, citando di nuovo “Interstellar”, “Niente supera quell’orizzonte. Neanche la luce. La risposta è lì e non c’è modo di vederla”. Il protagonista del film, Cooper, entra e riesce a trasmettere i dati che registra all’interno del buco nero, nella realtà però nulla di certo si sa ancora di quell’orizzonte.

 Anche se non visibili i buchi neri vengono intercettati grazie proprio alle deformazioni gravitazionali che creano nell’universo. Recentemente è stata divulgata la prima immagine di un buco nero, realizzata grazie a dei potentissimi radiotelescopi e sfruttando la luminosità dell’ambiente circostante ad esso.

“Gargantua”, il buco nero immaginario di “Interstellar” è stato definito il buco nero più realistico del grande schermo, le immagini infatti sono state sviluppate  in collaborazione con l’astrofisico Kip Thorne.

I buchi neri resteranno ancora per un po’ gli oggetti più misteriosi e affascinanti dell’universo e chi sa se forse proprio quel mistero e quella tenebrosità  continuerà ad ispirare i registi nell’attesa di concrete prove scientifiche.  

Immagine di Gargantua a confronto con la reale immagine del buco nero presa da media.inaf.it