Non sono una Boomer

La ragazzina 22enne mi fa accomodare “venga, prego”, “ma che gentile”, penso io, riportandole il contenitore della mozzarella di bufala che lei e le coinquiline mi avevano regalato. Perché sì, diciamolo, sono state davvero gentili le mie giovani vicine di casa a portarmi questa prelibatezza e aggiungiamo anche un’altra cosa: è uno dei gesti sani della gente meridionale, perché noi del nord, non siamo cattive persone, ma un po’ in queste cose ci perdiamo.

Prima di entrare la correggo subito “Senti, mettiamo subito in chiaro le cose, o mi dai del tu o io non ci parlo più con te!”, lei sorridere (la ragazzina è sveglia e coglie il mio modo finto-brusco di scherzare) “dai entra, le mie coinquiline non ci sono, facciamo quattro chiacchiere, sì sì puoi fumare, senza problemi”.

Con lei ci siamo viste in occasione dei brevi blackout elettrici (tipo 24 ore!) con dei meeting sul pianerottolo, look pigiama/tute distrutte, per fare gli aggiornamenti sugli interventi dell’Acea ma soprattutto sui meccanismi psico-sociali degli altri condomini.

Parliamo del più e del meno e ad un certo punto arriviamo all’argomento Social network “bah, noi usiamo pochissimo facebook, ormai è roba da boomers….noi usiamo TikTok o Istagram”, io, con il sorrisino tipo playmobil, le chiedo, pur sapendo benissimo di cosa stesse parlando, “Boomers? Scusa, ne ho sentito parlare ma esattamente che significa?”, attendo al varco la risposta che arriva “beh i boomers sono i “grandi” (delicatissima, sa che sta rischiando la vita…), le persone dai 50 ai 60 anni…”
Mi si azzera anche il sorrisino plastico e le faccio presente che io di sicuro sono più grande dei suoi genitori (cosa che poi non è vera, sospiro di sollievo) e che rientro nella classificazione boomers ma glielo dico con tatto, è carina e non voglio metterla in difficoltà.
Il discorso si chiude con lei che, facendo sentire il rumore delle unghie sugli specchi, mi rassicura, o meglio consola “ma nooooo, non l’avrei mai e poi mai detto!!!” ed ecco che mi ritorna il sorrisetto da Lego.

Stessa scena al bar sotto casa, dove i ragazzetti non smettono di dirmi “buongiorno Signora”, “mi dica Signora”, “arrivederci Signora”, nemmeno quando ho chiesto quanti soldi volessero per darmi del “tu” hanno smesso e quindi sono ricorsa al piano b: ad un certo punto ho risposto al 20enne “prego Signore, le auguro una buona giornata”, “beh ora Signore mi sembra un po’ troppo” e io “volete la guerra? E la guerra avrete, vediamo chi si stufa prima”. Risultato? Nessuno, rimango Signora ma mi trattano in maniera più goliardica.

Certo, certo, lo ammetto, ho difficoltà con l’accettazione del tempo che passa, paura d’invecchiare, sono sempre in attesa del “crollo psico-fisico” (con il dubbio costante che sia già arrivato in punta di piedi) però, mondo giovane, un po’ di pietà!

Dopo la chiacchierata con la ventenne, mi documento subito, voglio capire esattamente la distinzione delle varie generazioni e come vengono definite.

Navigo, cerco, consulto (intanto lo so fare, maledetti mocciosi!) e trovo svariate definizioni che riportano tutte ad una netta distinzione di appartenenza ad una determinata generazione in base all’anno di nascita, tipo i segni zodiacali:
   nati tra il 1946 e il 1964: Boomers o Baby Boomers
   nati tra il 1965 e il 1980: Generazione X
   nati tra il 1981 e il 2000: Generazione Y, Millennial Generation o Net Generation
   nati tra il 2001 e il 2010: Generazione Z

Prima di approfondire la spiegazione sociale di questa distinzione faccio una cosa, tiro un sospiro di sollievo a pieni polmoni: non sono una Boomer!!! Mi rilasso, maledetta ragazzina gentile, vedi che non sai neanche di che parli?!?! Io appartengo alla Generazione X, la stessa generazione di chi ha almeno 10 anni di meno di me, che meraviglia!

E’ molto interessante leggere i dettagli:

I Boomers appartengono alla generazione delle rivoluzioni culturali, delle lotte per i diritti civili, del movimento hippie, della rivoluzione sessuale, del pacifismo, del femminismo e del rock, cresciuti nel dopo guerra, nel boom economico e demografico;

La Generazione X ha vissuto eventi storici epocali come la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda, cresciuta in piena recessione e durante gli anni di piombo, resta “schiacciata” tra il sogno americano e l’incubo delle Torri gemelle.
Rispetto alla generazione precedente, ha un’apertura mentale maggiore verso le “differenze” di genere, razza, sessuale ed è la prima ad esser cresciuta con le nuove tecnologie. È una generazione un po’ “indefinita”, “ponte” tra la sicurezza della precedente e la totale precarietà della successiva.

La Generazione Y (Millennials) è la prima ad affrontare la crisi economica a cavallo tra il 2007 e il 2010 e quella che maggiormente risente degli alti livelli di disoccupazione giovanile; generazione caratterizzata da un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con la comunicazione, i media e le tecnologie digitali. È la generazione che ha familiarità con le nuove tecnologie e la rete, ma è anche la generazione della precarietà.

La Generazione Z è quella dei Nativi Digitali, la “Social e Selfie Generation”, la prima generazione mobile-first della storia. I membri della Generazione Z sono considerati come avvezzi all’uso della tecnologia e i social media, che incidono per una parte significativa nel loro processo di socializzazione.

Mi concentro sul secondo scaglione, il mio, e cerco di dare una lettura più personale in base alla mia esperienza, al mio vissuto e al confronto con i miei “colleghi” di generazione.
Come con le caratteristiche del segno zodiacale, mi ci ritrovo esattamente, soprattutto nel passaggio dove si sottolinea il fatto che noi…noi…”X” (manco un nome ci siamo meritati!) siamo cresciuti con le nuove tecnologie.
Ripenso a quando iniziai a lavorare a 20 anni, usavo macchina da scrivere, fax e addirittura il Telex, poi fu la videoscrittura con sistema MS-DOS e finalmente arrivò Internet, il suono del modem. Ricordo ancora quando vidi per la prima volta un mouse.
Il cellulare l’ho avuto da grande, a circa 26/27 anni, quindi ho visto l’evoluzione anche di questo “oggetto” che ormai è diventato il nostro peggiore “braccialetto elettronico”.
Appartengo a quella generazione che conosce il “prima” e il “dopo” di tutto, se restiamo sull’argomento evoluzione tecnologica (e non solo), che si deve tenere aggiornata altrimenti “è fuori dai giochi” ma che è anche ormai stufa di farlo ed è la generazione più variegata, io vedo coetanei che “smanettano” meglio dei ventenni e altri che hanno il rifiuto totale di tutto ciò che è tecnologico.

Tra i miei coetanei ci sono i fastidiosissimi “negazionisti”, gli smemorati che sento dire “certo che i ragazzi di oggi sono ingestibili”, a quando pare la memoria è azzerata perché lo sento dire a gente che ne ha combinata di ogni, io sono veneta e ricordo benissimo quando tutti noi adolescenti e minorenni avevamo sempre il bicchiere in mano, magari non avevano i “prodotti da sballo” che ci sono ora però il modo di esagerare lo trovavamo comunque.

Suonerò alla porta delle mie giovani coinquiline e farò leggere questo mio scritto, si sentiranno imbarazzate e sorrideranno ma sono sicura che non mi daranno mai più del “lei”.