Intervista a Fabrizio Emigli

Fabrizio, desideriamo conoscere innanzitutto lo stato d’animo dei nostri ospiti in questo drammatico momento storico. Descrivici le tue sensazioni di uomo e artista.

Ciao. Per fortuna, in questo momento e per il nostro Paese nello specifico, la situazione sembra essere sotto controllo. La fase in cui il termine “drammatico” era calzante e, ahimé, illustrava benissimo la situazione, sembra essere alle nostre spalle. Hanno colpito tutti noi le file di camion militari o le immagini di malati agonizzanti in terapia intensiva. Siamo stati in linea di massima tutti molto bravi a rispettare le regole ferree. Ora dobbiamo tenere e collaborare tutti a una lenta ripresa. Io ho avuto paura, preoccupazione (poca) per me e molta per i miei cari e per gli amici che vivono nelle zone a rischio (Bergamo su tutte). Sembrava tutto surreale, all’inizio (non dico nulla di originale; era il termine che usavamo un po’ tutti a marzo e nei mesi successivi) e anche le mie sensazioni erano di incredulità, dolore, smarrimento.

Veniamo alle conseguenze sulla tua attività professionale. L’Antica Stamperia Rubattino, nella quali ricopri il ruolo di Direttore Artistico, è stata costretta ad interrompere la sua programmazione. Quali ripercussioni ha prodotto questa situazione?

Le spese non si sono arrestate del tutto, al contrario delle attività. Io mi occupo di grafica e di Comunicazione e lo spazio che gestisco (la ASR) vive di Eventi, Seminari, Teatro, Musica, Incontri… Oltre alle ovvie difficoltà economiche (tutti abbiamo stretto la cinghia e le unghie) c’è ora il problema della ripresa e far riabituare le persone a uscire, ad aggregarsi, a non avere il terrore del contatto – a distanza e con tutte le precauzioni del caso. “Paura” è il termine che mi viene in mente e noi faremo di tutto per esorcizzarlo e, se saremo bravi e convincenti, a cancellarlo del tutto.

Hai qualche suggerimento o monito da manifestare ai soggetti del settore o a quelli istituzionali/governativi per contenere i danni e ripartire nel modo migliore possibile? 

Non riesco a fare una critica o un’analisi definitiva sull’operato delle Istituzioni e del Governo; è stata una bomba improvvisa che ci ha còlti tutti impreparati, loro compresi. Se ne avessi il potere, la capacità o l’opportunità, consiglierei di ascoltare le voci reali delle persone, le richieste minime, di non dare risposte di facciata, appunto “istituzionali”, ma di andare al cuore delle questioni e delle esigenze della gente. Impresa titanica, lo so (noi siamo un’associazione culturale e, come tale, quasi non esistiamo…per non parlare dei professionisti che hanno ricevuto le due rate da 600 euro dell’INPS, solo quelle, e da aprile fanno salti mortali per campare…ogni riferimento a persone reali e presenti non è per niente casuale!)

Come cantautore, sensibile e socialmente molto impegnato e coinvolto, cosa ti sentiresti di consigliare o suggerire a chi tra i tuoi colleghi si sente arreso in questo momento di limbo, quale soluzione suggeriresti per mantenere vivo l’artista verso il pubblico?

Nel periodo del lockdown, pur vivendo in un condominio molto attivo, non ho partecipato a ballatoi sonori o altre manifestazioni- Per pudore, forse, perché il dolore di quei giorni non mi consentiva di “festeggiare” nulla con la complicità della mia chitarra. So che molti altri artisti non riuscivano né a creare, né a leggere, né ad ascoltare musica. Ora si riparte e credo che l’artista, proprio ora, debba far di tutto per non isolarsi (in realtà negli ultimi anni, anche senza pandemia, ho visto troppi di loro pensare solo a coltivare il proprio orticello spesso striminzito e poco rigoglioso, chissà per quali paure. Il momento di aiutarci veramente credo sia arrivato. Segnali mi arrivano ma ho solo il timore che, passato questo brutto periodo, tutto tornerà come prima. Ho visto già passi indietro o peggioramenti che mi hanno sconcertato. Ma resto fiducioso.

Il pubblico, invece, lo percepisci fedele e motivatamente in attesa o potrebbe avere maturato demotivazione ed allontanamento, anche per paura?

Faccio un esempio; nei giorni del lockdown leggevo sui social, ovunque, il commento ricorrente “quando tutto ripartirà torneremo ad ascoltare musica, ci manca tantissimo, fateci sapere quando riaprirete, quando ripartirà la stagione degli spettacoli, contateci!!!…etc etc etc. Beh la difficoltà per uno spazio piccolo come il nostro di aggregare una manciata di persone è rimasta la stessa, è quello che emerge dai primi timidi tentativi di ripartenza. Credo sia un po’ di paura, come dici tu, e sarà fondamentale il lavoro di convincimento che soprattutto gli artisti dovranno fare (se penso che nella nostra città ha chiuso il Sistina, due o tre piccoli teatri e sale da musica molto attivi, che lonatno da qua addirittura il “Cirque du Soleil” ha dichiarato fallimento e chiuso i battenti…beh, un po’ di magone e di preoccupazione mi sale alla gola!

Concludiamo con un sorriso di speranza, e raccontaci i progetti nei quali sei impegnato e che desideri realizzare al più presto, come artista e all’interno dell’Antica Stamperia Rubattino.

La data per la ripresa delle serate di musica è già fissata (6 novembre – ore 21.30); i nostri corsi di teatro, cinema, inglese son già ripartiti (armati fino ai denti di gel, mascherine, misuratore di temperatura e soprattutto tanta attenzione). So che sarà bellissimo.