Intervista ad Antonio Longo

Laureato in Scienze Politiche, Specializzato in Sociologia della Comunicazione, giornalista professionista dal 1991, Antonio Longo ha dedicato la prima parte della sua carriera all’attività giornalistica e a prestare consulenza ad istituzioni pubbliche ed aziende private sulle problematiche della comunicazione.

Con il tempo, si è avvicinato al mondo del consumerismo e ai relativi diritti dei cittadini ed utenti, fino ad aderire all’associazione di consumatori Movimento Difesa del Cittadino (di cui è stato Presidente dal 1998 al 2016 e Presidente Onorario dal 2016 ad oggi), diventando uno dei massimi esperti nazionali. Sotto la sua guida, l’associazione è stata rafforzata, ha intensificato la propria presenza sul territorio ed ha promosso progetti, studi e campagne di sensibilizzazione rivolte alla tutela dei consumatori. 

È membro del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CNCU), mentre si sta concludendo il suo secondo mandato consecutivo all’interno del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE). A Bruxelles ha rappresentato i consumatori italiani su indicazione unanime delle associazioni nazionali e in questi anni ha redatto pareri e presieduto gruppi di lavoro su varie tematiche, tra cui i diritti dei consumatori, le nuove tecnologie, Tlc, energia, protezione dei minori su internet e pagamenti elettronici. Dal 2015 al 2018 ha presieduto il Gruppo permanente Agenda digitale.

Nel 2003 ha fondato Help Consumatori, la prima e unica agenzia quotidiana d’informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull’associazionismo organizzato che li tutela. Tutt’ora ne è il direttore.

Dal gennaio del 2020 ha riabbracciato il Movimento Difesa del Cittadino con una nuova energica presenza, dimostrando il suo immutato attaccamento verso l’associazione, accettando il delicato incarico di Coordinatore Generale Nazionale.

Nel ringraziarla per la disponibilità, Le chiediamo innanzitutto: come si sono evolute le esigenze e le problematiche dei consumatori rispetto ai primi periodi della sua attività?

Fino a metà degli anni ‘90 i consumatori italiani vivevano in una specie di limbo, senza alcuna certezza. Esistevano una quindicina di associazioni nazionali che facevano del loro meglio, senza avere alcun riconoscimento pubblico e con molta fatica per difendere i diritti dei consumatori. Mancavano risorse economiche, il personale era solo volontario e quindi in genere poco professionalizzato, mancavano i computer… Poi è stata approvata la legge 281 nel 1998 e da allora tutto è cambiato. La tutela dei consumatori ha avuto un riconoscimento giuridico, le associazioni sono state chiamate a comporre il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CNCU) presieduto dal Ministro dell’Industria (oggi Sviluppo Economico). Successivamente, con la legge finanziaria 2000, il ministro Enrico Letta volle destinare le risorse incassate dallo Stato per le multe antitrust ai progetti realizzati dalle associazioni nazionali e regionali, permettendo così un rafforzamento di personale e di strutture che ha segnato una svolta decisiva, rafforzando le possibilità di azione dell’associazionismo consumerista. Fondamentale è stata anche l’Europa, che ha anticipato le tutele per i viaggiatori, i risparmiatori, gli utenti dei servizi. La Commissaria Emma Bonino nei primi anni 2000 ha contribuito in modo essenziale.

Ha trascorso ben diciotto anni alla guida del Movimento Difesa del Cittadino. Cosa la rende più orgoglioso di questo periodo? e cosa l’ha spinta a rimettersi in discussione per l’Associazione?

Sono stato invitato nel 1998 a presiedere il Movimento su proposta di Ermete Realacci, fondatore e leader storico di Legambiente e di Altero Frigerio, all’epoca direttore del Salvagente, unico settimanale specializzato sui consumi. L’associazione aveva nobilissimi fondatori, da Giorgio Ruffolo a Carlo Caracciolo, da Enzo Mattina a Giovanni Valentini, da Pierre Carniti a Giovanni Giolitti. In quell’anno si trovava in una situazione di crisi e fui chiamato a riprendere le fila e rilanciarlo. I primi anni eravamo in tre persone alla sede nazionale, MDC era presente solo in 5 regioni. Pian piano, grazie anche alle risorse disponibili, al sostegno di Legambiente e all’impegno dei tanti volontari che si sono avvicinati all’associazione, l’associazione è diventata una delle più note, presente sui media, con oltre 100 sedi in quasi tutte le regioni. MDC è stata per molti anni una dei 4 capofila delle cordate tra associazioni consumatori che realizzavano i progetti a favore dei consumatori. Abbiamo anche partecipato a importanti progetti europei sull’obesità infantile e sulla tutela dei minori in Internet. È anche per questi successi che nel 2010 sono stato il primo consumatore ad essere proposto per il Comitato Economico e Sociale Europeo di Bruxelles, l’importante consesso europeo che fornisce pareri alla Commissione e al Parlamento europei; la designazione poi è stata confermata anche nel 2015, fino a pochi giorni fa quando è terminata la Consiliatura 2015/2020.

Sono stato presidente di MDC fino a dicembre 2016, quando ho lasciato volontariamente l’associazione per favorire il ricambio generazionale, anche perché il lavoro europeo mi impegnava intensamente.

Con l’attuale Presidente nazionale, l’avv. Francesco Luongo, state riorganizzando lo staff nazionale per gettare le basi del futuro. Che prospettive possiamo aspettarci per MDC?

Negli ultimi due anni l’associazione ha attraversato una fase critica, sia sul piano finanziario che su quello organizzativo. Per questo il Comitato di Presidenza mi ha invitato nel dicembre 2019 a riprendere un ruolo di responsabilità gestionale, con responsabilità piena della finanza e dell’organizzazione. Ho accettato volentieri perché MDC ha rappresentato oltre 18 anni di vita impegnata per i consumatori. Adesso che sono libero dagli impegni europei, potrò dedicarmi a tempo pieno al rilancio dell’associazione sul piano nazionale e sul territorio, partendo dalle professionalità e dalla passione di tanti dirigenti che hanno lavorato in questi anni.

Stiamo rinnovando totalmente lo Staff nazionale, rilanceremo la consulenza sfruttando le nuove tecnologie digitali. Vorrei trasformare MDC nella prima associazione “full digital”, mantenendo sempre però anche i canali tradizionali di contatto personale, soprattutto per le persone meno esperte di mail ed internet. 

Voglio una associazione trasparente, efficiente, disponibile verso i cittadini-consumatori, che utilizzi la comunicazione più innovativa coniugata allo sportello fisico.

C’è un progetto o una serie di progetti a cui è particolarmente legato e che avrebbe piacere di riproporre in futuro?

La creazione di Help consumatori, la prima e finora unica agenzia di informazione nazionale sui consumi, è stata e resta l’avventura più soddisfacente per me e credo anche per l’associazione, che ha fornito le prime risorse finanziarie con un progetto del 2003. Successivamente è stata creata una cooperativa di giornalisti che ha preso in carico la testata e ha permesso la continuazione con risorse reperite con il crowdfunding. 

Altri progetti importanti sono stati il Rapporto ITALIA A TAVOLA, che abbiamo redatto per 10 anni con Legambiente: una radiografia della filiera agroalimentare italiana, con tutte le eccellenze e le criticità del settore. Abbiamo costruito questi Rapporti annuali con il contributo dei NAS, dell’Agenzia delle dogane, la Forestale, il Ministro della salute, insomma tutte le Autorità e Istituzioni preposte a sorvegliare sulla salute alimentare degli italiani e sulla qualità del Made in Italy. Ecco due casi di assoluto primato MDC.

Rispetto al contesto nazionale, ritiene soddisfacente la considerazione della politica italiana verso le tematiche del consumerismo, oppure è necessario fare passi avanti?

La normativa europea ha stimolato e integrato la tutela legislativa italiana dei consumatori. Ricordo che siamo stati il primo Paese europeo ad avere un Codice del consumo, che poi è stato imitato da altri Paesi, con la legge 23 ottobre 2005 n. 206. In questi venti anni che abbiamo alle spalle ci sono stati grandi passi in avanti, dovuti anche al ruolo fondamentale delle Autorità di regolamentazione, dall’Antitrust all’Agcom, dall’Arera all’Autorità della privacy. Oggi in tutti i settori la tutela dei consumatori è efficace ma nello stesso tempo insufficiente. Durante questi mesi di pandemia abbiamo toccato con mano questi limiti, ad esempio sulla tutela dei viaggiatori o nella sanità o nella spesa delle vacanze. Stiamo combattendo proprio in questi mesi per costringere Alitalia e altre compagnie a rimborsare integralmente i biglietti di voli annullati; lo stesso vale per le crociere. A differenza di altri Paesi, in Italia vengono offerti voucher da utilizzare in futuro… ma non può essere l’unica modalità di rimborso. La Commissione europea ha minacciato una procedura di infrazione proprio per questa singolarità italiana.

C’è da fare ancora tanto sul risparmio, sul diritto dei malati, sulla tutela dei minori, la privacy, sulle tecnologie più innovative; tutti parlano del 5G ma spesso senza sapere di che si tratta. Insomma c’è ancora tanto da fare.

Come tutte le categorie professionali, economiche e sociali, il Covid avrà effetti anche sul cittadino in qualità di consumatore. Che aspettative ha al riguardo?

Si, le conseguenze sono state pesanti e ancora lo saranno fino al ritorno alla normalità, Ho già citato il caso dei viaggiatori e dei turisti. Ma potremo parlare anche del problema della rete internet rivelatasi fondamentale nel periodo di lockdown, ma anche ancora oggi buona parte delle lezioni scolastiche, del lavoro, del commercio si svolge sulle piattaforme digitali. Sono emersi pesantissimi digital divide non solo territoriali, ma sociali, perché riguardano le famiglie più povere o le persone più anziane o meno acculturate. In tutti questi ambiti il Covid ha già avuto conseguenze notevoli e si rischiano nuove emarginazioni economiche, sociali e culturali.

Dobbiamo utilizzare al meglio le ingenti risorse che arriveranno nei prossimi anni per modernizzare la Pubblica amministrazione, garantire una rete veloce e accessibile a tutti, ridurre le distanze rafforzando le infrastrutture di trasporto e mettendole in sicurezza per evitare altri ponti di Genova, costruire scuole e ospedali moderni. Insomma abbiamo l’occasione di ripartire con tutto il Paese proiettato verso una nuova rinascita, un vero secondo Rinascimento. Un luogo comune sugli italiani dice che diamo il meglio nelle situazioni critiche. Facciamolo diventare un dato di fatto.