La riscoperta del sentimento

Dobbiamo fare i conti con questo mondo.

Dobbiamo fare i conti con la nostra pochezza di essere umani. Dobbiamo fermarci e capire quello che ci sta accadendo. 

Il barbaro massacro del povero Willy non deve e non può scatenare le nostre coscienze solo per qualche giorno. Non deve e non può alimentare la nostra sete di vendetta, stimolata da uno sgomento estemporaneo. 

L’immagine del suo sorriso innocente, dei suoi occhi limpidi, deve rimanerci impressa nel cuore e nella mente. Deve metterci sempre e costantemente sotto osservazione, deve processare ogni nostra inutilità, ogni nostro silenzio, ogni nostro distacco.

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Dobbiamo riscoprire il sentimento della nostra esistenza. Dobbiamo ripercorrere i sentieri dell’infanzia e di un amore adolescenziale. Dobbiamo ritrovare il nostro sguardo timido, insicuro, curioso, che ci faceva cogliere l’impercettibile, che scrutava senza invadenza il tram affollato della nostra vita.

Il virus che ha stravolto la nostra storia ci ha realmente cambiato? O ha cambiato solo gli altri? Sappiamo rispondere a questa domanda? Bene, io ammetto di non saper rispondere.  Ed anzi, ulteriori interrogativi si aggrappano ai miei pensieri. E non sarò certo qui ad improvvisarmi in escursioni filosofiche.

Il mio è un semplice richiamo alla semplicità, alla riscoperta di un sapore genuino che deve tornare a riprendersi i nostri occhi.

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Questo numero è dedicato a Willy. Ed è dedicato a chi conserverà il suo martirio nelle pieghe dei propri giorni, nei solchi del proprio vivere quotidiano. Finché vita ci sarà.

Ed è dedicato a chi sa bene che fare i conti con questo mondo, significa fare i conti con se stesso. Semplicemente.