Occhi verdi, un amore fa…

Arrivò finalmente la mattina successiva che mi apparse radiosa; partii per il mare con il cuore in gola perché dopo poche ore avrei potuto riabbracciare la mia giuliana-occhi-verdi. Al mare tutto si presentava come il giorno precedente ma, ben presto si insinuava in me una sensazione negativa che pian piano prese le sembianze più concrete del totale sconforto. L’appuntamento era per le 9,00 ma erano già le 9,30 e lei non si vedeva; attesi ancora, fin quando mi abbordò un tizio di una certa età di dubbia sessualità che desiderava attaccar discorso, scambio peggiore non avrebbe potuto mai esserci; quella situazione mi disgustò al punto che decisi, col cuore ormai in frantumi, di tornarmene a casa, tanto ormai erano già le 11… quante speranze ormai mi restavano di rivederla? Probabilmente nessuna. Capii che purtroppo era finita e affranto percorsi la strada del ritorno. Nel vagone del trenino fu un pazzesco incubo; ero solo come un cane. Socchiusi gli occhi e appoggiai il braccio sul sedile accanto al mio, pensando intensamente a quando, soltanto 24 ore prima quella testolina con i capelli docili vi si appoggiava sopra con dolcezza; ero disperato totalmente, perché sapevo bene che, inebriati di quella felicità e di quel nuovo grande sentimento, il giorno precedente non ci eravamo neanche detti i nostri cognomi né, ancor peggio, scambiati i numeri telefonici di casa. Vivevamo purtroppo i favolosi anni 60 e il telefonino cellulare era ancor più sconosciuto della stessa fantascienza.

La sera in TV trasmettevano una serata importante in diretta della manifestazione “Un disco per l’estate”; io disertai la trasmissione, lasciando di stucco la mia famiglia che ben sapeva quanto invece adorassi quel tipo di trasmissioni; diedi la buonanotte e me ne andai a letto distrutto dal dolore. Nel buio, da sotto il lenzuolo, mi uscivano dei singhiozzi che proprio non riuscivo a trattenere, mentre Franco Tozzi intonava la canzone della quale accennavo all’inizio della storia.. 

“…È notte, è notte ma non dormo, penso ai tuoi occhi verdi che non mi guardano più. E piango, nel buio tutto solo, so che tu non mi senti, ma forse piangi anche tu…”.

Non potevo credere che qualcuno avesse scritto quella canzone, senza conoscere la nostra storia d’amore e invece a ripercorrerne fedelmente ogni passaggio. Tozzi infatti rincarava la dose con.. 

“…Le nostre parole sembravano raggi di sole, laggiù dove ieri tu eri felice con me. Ma ora tutto è un ricordo, nient’altro che un ricordo, come i tuoi occhi verdi che non mi guardano più…”.

E andò esattamente così. Giuliana-occhi-verdi non la rividi più…

Il giorno dopo lei sarebbe partita per le vacanze; io mi recai all’EUR, e passai l’intera mattinata chiedendo in ogni entrata ad ogni portinaio se per caso fosse a conoscenza del fatto che nel palazzo abitasse una ragazza di nome Giuliana, con gli occhi verdi e i capelli di velluto. 

Nessuno seppe darmi almeno una speranza.

Quanto soffrii per questa storia che credevo potesse verificarsi soltanto nei film; la ferita durò a lungo e spessissimo, per molto tempo, mi capitava di pensare a lei con infinito rimpianto, anche se da un lato ringraziavo il destino, perché mi aveva fatto scoprire e provare in un modo così triste ma travolgente, quel meraviglioso sentimento che tutti chiamiamo comunemente amore

1970: sto passeggiando per la via dell’EUR che costeggia il laghetto con una ragazza della quale oggi neanche ricordo il nome; d’un tratto una coppia avanza dalla direzione opposta alla nostra e lentamente ci incrociamo; guardo sconcertato intensamente quella ragazza: due meravigliosi e grandi occhi verdi mi trapassano l’anima… l’istinto sarebbe stato di gettarmi verso di lei e abbracciarla, mentre il suo sguardo mi trasmetteva la stessa sensazione da parte sua. 

Invece ci scambiammo solo un triste lungo sorriso; probabilmente, per la seconda volta, avevamo scelto la soluzione sbagliata, visto che il destino almeno un’altra ultima opportunità aveva voluto donarcela anche se a distanza ormai di alcuni anni. 

Invece tirammo avanti, ognuno verso la propria vita, mentre fatalmente i nostri destini si dividevano per sempre.

Questa è la storia di Giuliana, un amore indimenticato e consumato in fretta, in quei… favolosi anni sessanta.