Paolo Celli – una ‘dolce vita’ tra cinema e cucina

Classe 1941, nativo di Montecarlo, perla del territorio lucchese, Celli coltiva la passione per l’arte culinaria sin dalla giovane età.

Crescendo impara anche altri mestieri: quello del meccanico, del fabbro e del falegname. Ma porta nel suo cuore un sogno, quello di diventare un attore di cinema. Sogno che, in parte, realizzerà.

Per oltre 60 anni, questo amato Chef delle Star, ha cucinato per i più famosi e illustri personaggi del mondo dello spettacolo, del cinema e del jet-set internazionale come   Frank Sinatra, Aristotele Onassis, Marlon Brando, Maria Callas, Al Pacino, Brigitte Bardot, Liz Taylor, Richard Burton, Alain Delon,… 

Una  vita corollata da incontri magici e riconoscimenti a livello internazionale,  un’incredibile esperienza umana e professionale.

Ciò che colpisce di Paolo è la sua grande semplicità e simpatia. 

Nel suo sorriso genuino rivedo quello di un bambino che sognava ad occhi aperti un futuro da star.

Buongiorno Paolo, come è nata la tua passione per la cucina?

L’ho coltivata sin da piccolo, imparando i primi rudimenti dalla mamma, cuoca e tuttofare alle scuole comunali gestite dalle suore. Ed è proprio insieme a lei, a suor Elena e Suor Gaetana che ho iniziato a conoscere la cucina povera.

Gli anni del dopoguerra erano tempi duri e tu hai iniziato a lavorare molto presto.

Sì,  quando avevo 7 anni vendevo bibite e gelati al cinema di Montecarlo, per potermi pagare il biglietto del film e guadagnare qualcosa. Già da allora fantasticavo di diventare un grande attore. 

Nel 1953, all’età di 12 anni, mi sono trasferito a Torino e ho  iniziato a lavorare come lavapiatti alla “Stella d’oro”, ristorante di proprietà di un conoscente.

In quel periodo in città veniva spesso Wanda Osiris con la Compagnia di Macario e  Carlo Croccolo e dopo lo spettacolo prenotava la cena proprio in quel ristorante. Caso vuole che lo chef si ammalò ed il proprietario mi chiese di sostituirlo.

Cucinai ravioli al sugo di carne, fonduta con tartufi, cotolette alla milanese e pollo. 

Ed ottenni un successo straordinario, tant’è che l’ultima sera la Signora Osiris insistette per conoscere l’autore di tante delizie. Spalancando la porta della cucina, chiese: ‘Chi è lo chef?’.  ‘E’ lui.’ – rispose il proprietario, indicandomi. ‘Ma è un bambino!’- replicò stupefatta, prendendomi in braccio.

Dopo Torino, la tua carriera  prosegue nella Capitale.

Sì, nel 1955 mi sono trasferito a Roma ed ho iniziato a lavorare nella pizzeria San Marco, in via Tacito a Prati, locale frequentato da molti personaggi dello spettacolo. Ricordo tra questi, Gianni Boncompagni, Sandra Milo, Enrico Maria Salerno ed una splendida Claudia Cardinale, appena diciottenne.

Tra i grandi, il primo che ho incontrato è stato Frank Sinatra accompagnato da  Raffaella Carrà, durante la lavorazione del film ‘Il colonnello Von Ryan’.

Gli cucinai le linguine al pesto, uno dei suoi piatti preferiti, la pasta con le sarde e altro ancora. Diventammo amici e mi portò sul set, al confine svizzero, per girare una scena insieme a lui. 

Da quel momento iniziai a lavorare come comparsa in diversi film, tra cui i kolossal ‘Ben Hur’ e ‘I dieci comandamenti’.  Divenni anche protagonista di fotoromanzi e indossatore per i sarti romani Litrico e Brioni.