Paolo Celli – una ‘dolce vita’ tra cinema e cucina

Mi racconti qualche aneddoto simpatico?

Gigi Proietti dopo cena, a locale chiuso, rimaneva a giocare a carte con gli amici. Alcune volte li lasciavo soli e me ne andavo a dormire. Alla mattina dopo ritrovavo le chiavi sotto la porta.

Renato Zero veniva spesso dopo il suo spettacolo. Mi citofonava alle due di notte per mangiare qualcosa insieme alla sua compagnia. Sapeva che poteva trovarmi nella stanza in fondo al cortile, un piccolo spazio che usavo come ufficio, dove rimanevo a dormire quando facevo troppo tardi.

Ho sempre avuto una grande cura dei miei clienti ed amici. Andavo in Toscana a comprare la carne, l’olio extravergine, il pane di Altopascio e la grappa fatta in casa dal contadino che offrivo a fine cena insieme al vin santo e ai cantucci.

Hai mai preparato una cena vegetariana?

Sì, a Los Angeles, nell’inverno del 2003 mi contattò Mr. Soldo (l’aiuto regista di Brian De Palma) per organizzare la cena di Halloween. Preparai quindi tanti piatti a base di zucca. Un risotto per il primo, frittate, zucche grigliate e polpette di zucca gialla alla parmigiana come secondo. Per il dolce preparai una torta alla polpa di zucca. Tutti gli invitati rimasero entusiasti e mi chiesero il bis del risotto. Anche la bellissima Nicole Kidman mi ringraziò con un bacio.

Sono state molte le onorificenze che hai ricevuto nella tua carriera. Quale ti ha emozionato maggiormente?

L’aver vinto nel 1975 il campionato mondiale di cucina a Hong Kong in Cina, preparando un piatto chiamato ‘Nido di rondine’, un involtino di manzo ripieno con purè di patate. 

Credo che tu possa essere considerato un ambasciatore della cucina italiana nel mondo. Hai portato la tua esperienza ovunque, persino tra le gelide steppe della Siberia.

Nel Febbraio del 2016 sono stato invitato a Krasnoyarsk dalla direzione della catena di ristoranti russi “Mama Roma” per partecipare al Festival della Cucina Italiana, dove ho insegnato a 12 Chef i trucchi e i segreti dei nostri piatti tradizionali. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito del centenario della nascita di Frank Sinatra. Ho cucinato la matriciana, la carbonara e la gricia, le lenticchie di Racino condite all’olio Dop della Sabina, la zuppa di farro di Colfelice e la pasta al guanciale di Amatrice e tanto altro ancora.

Per me insegnare a cucinare significa trasmettere il rispetto e la passione per il buon cibo perché il cibo è una risorsa e come tale va rispettata e valorizzata.