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Questa frase scritta sulle planimetrie dei palazzi è di conforto, ci aiuta a non perderci negli enormi edifici in cui ci troviamo, ma che effetto fa se la troviamo scritta su una foto scattata da Marte ad indicare una Terra vista come un minuscolo puntino nel cielo?

Da secoli l’uomo si interroga sui misteri dell’universo e spesso, nella consapevolezza, che è cresciuta negli anni, della sua piccolezza rispetto ad esso,  si sente perso nella sua infinità. 

Molti poeti e scrittori hanno descritto nelle loro opere questa sensazione, ad esempio Pascoli così descrive la sensazione provocata dalla vista di un  bolide (stella candente molto grande) “… E la Terra sentii nell’Universo. Sentii, fremendo, ch’è del cielo anch’ella. E mi vidi quaggiù piccolo e sperso errare, tra le stelle, in una stella.

 L’Universo è veramente infinito? In realtà no, secondo le teorie cosmologiche  l’universo è finito e in espansione, ma se è finito quali sono i suoi i suoi limiti? L’Universo non ha limiti. Ora vi starete chiedendo come è possibile che qualcosa di finito non abbia limiti. “Semplicemente” non bisogna pensare  allo spazio solo in termini  di distanze, lo spazio ha anche una componente temporale tanto che  la distanza tra corpi celesti viene espressa in anni luce e non in chilometri o multipli di chilometri. Un anno luce è la distanza che la luce, nel vuoto, percorre in un anno. 

Consideriamo ora l’evento più antico dell’universo cioè  la sua stessa origine, il big bang, avvenuto 13 miliardi di anni fa e supponiamo che da un corpo celeste lontanissimo ci venga inviato un raggio di luce; per quanto  questo sia  lontano   dalla Terra e per quanto  si allontani da essa, a causa  dell’espansione dell’universo, il tempo che la luce emessa impiega per arrivare fino a noi non potrà mai superare i 13 miliardi di anni. Quindi l’universo è finito e se non lo immaginiamo solo nelle componenti spaziali (altezza, larghezza e profondità), ma anche in termini di tempo, non ha più senso parlare di limiti, sarebbe come provare a limitare il tempo che invece scorre inesorabilmente. 

“Siamo un granello“ posto vicino ad una stella in una zona periferica di una delle tantissime galassie che popolano l’universo ma questo secondo Pascal non deve turbarci, “ Tutta la nostra dignità sta dunque nel pensiero”, la conoscenza è ciò che ci rende grandi nell’universo, essa ci rende consapevoli di essere un puntino nello spazio e allo stesso tempo ci da la possibilità di non sentirci così piccoli e perduti.

Immagine della Terra vista da Marte, scattata dal rover Curiosity (https://www.jpl.nasa.gov/spaceimages/images/largesize/PIA05547_hires.jpg)