Giovanni Impastato: trasmettere la memoria

Vostra madre Felicia Bortolotta  é stata una donna straordinaria. Lei ha voluto fortemente Casa Memoria. Ha aperto le porte di casa e accolto persone da tutto il mondo per raccontare la verità.

Nostra Madre ha voluto aprire le porte di casa per far conoscere la sua tragedia, quella della nostra famiglia, al mondoPerché se la storia non si racconta, quella storia non potrà mai esistere. Le piaceva raccontare la storia di Peppino soprattutto ai giovani, a quei ragazzi che le chiedevano cosa potessero fare per combattere la mafia. Intercalava il dialetto siciliano con qualche parola in italiano, ma era talmente comunicativa con i gesti che tutti la comprendevano.

Vostra madre diceva ‘Tenete la testa alta e la schiena dritta’ e aggiungeva ‘Studiate, perché studiando si apre la testa e si capisce quello che è giusto e quello che non è giusto’.

Casa Memoria è diventato un punto di riferimento per quanti credono nella democrazia e nel bene comune. E’ una delle associazioni più funzionanti che abbiamo in Italia e la sede di casa Impastato è stata vincolata dai Beni Culturali.

Portiamo avanti le idee di Peppino con attività di accoglienza, di impegno socio/politico/culturale. Abbiamo dei coordinatori che lavorano direttamente nelle scuole sui vari territori.

Casa Memoria è piena di bellezza, nonostante ci sia il ricordo del dolore. Ci sono molte opere d’arte, una libreria, tantissime foto ed immagini.

Nella stanza di Peppino c’è anche la tessera da giornalista con la data del rilascio che corrisponde alla sua uccisione.

Ha superato l’esame con la sua stessa morte…

Molti giornali lo avevano ‘trattato male’, non hanno mai voluto approfondire per cercare la verità,  tranne Lotta Continua, il Manifesto e altre testate legate al partito.

Col tempo è cambiato tutto e oggi la figura di Peppino viene trattata in un’altra maniera, sotto una luce diversa.

I Cento Passi che dividono casa Memoria dall’abitazione del boss  Gaetano Badalamenti  sono stati tracciati con la posa di alcune mattonelle. Ritengo sia una traccia di memoria importante.

Il percorso dei 100 passi è simboleggiato dalle “Pietre d’inciampo”, un’opera d’arte a cielo aperto che segna la distanza tra Casa Memoria e quella che era l’abitazione del boss mafioso Gaetano Badalamenti, mandante dell’omicidio di Peppino.  Qui sono incise frasi di Peppino, di nostra madre Felicia, dei bambini delle scuole medie ed elementari. Ci sono scritti i nomi delle tante vittime di  mafia, ci sono alcuni passi dell’Iliade e dell’Inferno di Dante e la figura di Antigone.

Casa Badalamenti è stata confiscata e restituita alla collettività. Un salone al piano terra è affidato a noi, a Casa Memoria, per incontri, eventi, conferenze e come sala espositiva per mostre. C’è la sede di Radio 100 Passi ed una sala prove di musica. Nella proprietà ha sede anche la Biblioteca Comunale “Francesco Paolo Abbate” di Cinisi.

Tu sei sempre in giro per portare il tuo messaggio educativo soprattutto alle nuove generazioni. Che reazione hanno i giovani quando ascoltano i tuoi racconti? Susciti in loro un cambiamento?

Il mio messaggio è lo stesso veicolato da Peppino e riguarda l’impegno sociale, politico, culturale ed ecologico. Vuole essere un messaggio educativo Spiego loro il senso della dignità umana e della legalità. Molte testimonianze di cambiamento sono nel mio libro ‘Oltre i 100 passi’. Racconto di un ragazzo che, dopo aver conosciuto la storia di Peppino, diventa giudice. C’è stata una ragazza che ha deciso di fare la giornalista e tanti altri che sono stati influenzati positivamente dall’esempio di mio fratello.

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