Il tempo di un momento

In quei momenti così difficili da decifrare, in quelle situazioni storiche, politiche e sociali che sfuggono alla mia comprensione, sono letteralmente assalito da un profondo senso di inadeguatezza e tormentato da una domanda, che, purtroppo, non potrà mai avere risposta.

Il senso di inadeguatezza è caratterizzato dalla consapevolezza dei propri limiti, dagli strumenti che mancano nella propria valigia degli attrezzi, dalle idee che giorno dopo giorno si coprono di nubi e che minacciano progressivamente la visibilità.

La domanda, invece, è fin troppo semplice. E non sono certo il primo e l’unico a porsela o ad essersela posta. Dinnanzi, per l’appunto, ad un evento eccezionale, ad una questione drammaticamente criptica, o al contrario ad un apparente fatto naturale, cosa avrebbe detto o scritto Pier Paolo Pasolini?

Ciò sottende, ovviamente, un drammatico slancio di solitudine. Anche, e soprattutto, rispetto al momento storico che stiamo vivendo, così inesprimibile.

Non mi aggiungerò al coro di chi ad ogni costo vuole dire la propria. Un bagno di umiltà, o una doccia rigenerante anti – presunzione, è vivamente consigliata per chi crede di avere le risposte a tutto.

Preferisco allora allenare il cervello e mettere in forma il cuore con ogni umanità ed espressività che nel tempo ha costruito la bellezza del pensiero, attraverso l’onestà del suo agire e del suo sentire. Come, appunto, il grande intellettuale friulano. Che era molto amato da un altro grande uomo, da un’altra sensibilità preziosa ed inestimabile. Peppino Impastato.

Questo numero di Condivisione Democratica è dedicato a Peppino, un nostro amico. E non perché via sia una particolare ricorrenza, un anniversario da rispettare. Ma per il desiderio di tenere sempre accesa la luce della memoria storica, del coraggio, della verità, delle idee.

Ed è proprio rileggendo i suoi scritti, ripercorrendo i suoi pensieri e le sue azioni che possiamo renderci conto della straordinaria attualità, della sua visione lunga, dell’amore profondo per la conoscenza e la cultura. Quella cultura così messa a dura prova in questi maledetti giorni.

Ringrazio sentitamente Giovanni Impastato per il dono che ci ha fatto. Averlo ospite del nostro giornale ci riempie di gioia ed orgoglio.

Il percorso raccontato alla nostra Donatella Lavizzari offre nutrimento ad ogni sensibilità che avrà la fortuna di leggere.

E grazie a tutti gli altri ospiti e a tutti i componenti della redazione, per la realizzazione di un numero che sa davvero di bello.

E grazie ancora a tutti i nostri lettori che quotidianamente ci scrivono, offrendo il loro pensiero, il loro prezioso tempo, anche solo il tempo di un momento, per un saluto ed un incoraggiamento.

Sono i piccoli attimi che compongono i grandi sogni. 

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