La Stanza degli Abbracci

Sicuramente la pandemia da Covid ha messo in evidenza che la cura per le persone fragili e per le persone anziane è quello che fa la differenza nel grado di civiltà di un paese.

Gli anziani che oggi sono fragili e quasi indifesi davanti ad un virus così aggressivo, sono state le principali vittime della prima ondata, quando il virus si è diffuso ampiamente nelle RSA – Residenze Sanitarie Assistenziali. Queste sono delle strutture non ospedaliere ad impronta sanitaria, che possono ospitare anche per lunghissimo tempo persone che non sono più autosufficienti che non possono essere assistite in casa.

Ma oltre all’assistenza sanitaria in questo momento loro sono ancora più fragili in quanto è venuto a mancare quell’affetto, quel supporto da parte della famiglia, da parte dei parenti, dei figli. Un supporto che è anche solo morale, d’affetto. Solo…

Sicuramente la tecnologia può aiutare a tenersi vicini, con videochiamate, con contatti frequenti. Ma a volte – soprattutto quando è per un periodo lungo, soprattutto quando si parla di persone anziane – può sembrare artificiale.

Ho visto (grazie ad una persona di una sensibilità incredibile, che ringrazio) questa esperienza nella Casa di riposo Domenico Sartor di Castelfranco Veneto, dove hanno allestito una stanza – battezzata subito la “Stanza degli Abbracci” – dove è possibile stare vicini, anche prendersi per mano o abbracciarsi, in totale sicurezza: una serie di tende di plastica e dei guanti speciali permettono di non essere a rischio.

A vedere l’affetto che attraversa i teli e supera quelle distanze, sentire quelle voci deboli, immaginare le loro storie, mi ha commosso profondamente.
Il virus si può sconfiggere anche così. Stando più vicini alle persone deboli.

Ringraziamo alanews per il video da Youtube.com.