Immuni

Il miglior modo per limitare il contagio è ridurre le occasioni di contagio. Questo è semplicemente indubbio. E per limitare le occasioni o si chiudono attività produttive e si chiudono zone di aggregazione, costringendo le persone a chiudersi in casa – letteralmente – o si cerca di limitare che le persone che sono venute a contatto con il virus possano a loro volta trasmetterlo.

Tracciare correttamente e minuziosamente i contagi, circoscrivere i possibili contagiati per evitare che il virus possa essere in anticipo rispetto alle cure.

Sento spesso parlare di analogia tra i numeri di questa “seconda ondata” e quelli della “prima ondata”, ma effettivamente il paragone ha poco senso perché prima conoscendo poco il virus e avendo poca dimestichezza, molti dei casi registrati erano identificati solamente ad uno stato di avanzamento della infezione dal virus, mentre ora molti dei positivi sono asintomatici o con manifestazioni leggere.

Segno che il Contact Tracing sta funzionando? Non proprio.

Spesso le persone che si recano ai Drive-in hanno ricevuto una telefonata con la quale un amico o un parente lo informa che è risultato positivo al tampone e lo sollecita a farlo a sua volta. Un tracciamento “ad-hoc”.

Per combattere la pandemia Google e Apple hanno messo a disposizione già da diversi mesi alcune parti di codice dei sistemi operativi degli apparati mobili in modo da poter sviluppare applicazioni di Contact Tracing che potessero essere utili, in rispetto di tutte le leggi nazionali ed internazionali. In Italia all’applicazione è stato dato il nome di Immuni.

E’ chiaro che per utilizzare uno strumento tecnologico per effettuare dei rilevamenti siano necessarie delle informazioni precise su quali metriche si vogliono misurare e come le si vogliono applicare e successivamente sono necessarie le tecnologie giuste, il tempo necessario per testarlo correttamente e infine una base di utilizzo sufficientemente ampia per permettere di raccogliere i dati attesi e per verificarne l’efficacia.

Del resto è quello che si è eseguito per qualsiasi altro macchinario utilizzato nella medicina, dagli strumenti diagnostici più complessi come TAC o Risonanza Magnetica a quelli più semplici che permettono di “leggere” i valori dal nostro sangue.

A queste osservazioni ne va aggiunta una che ha caratterizzato la sua genesi: la Tutela della Privacy. A differenza di altri strumenti a servizio della medicina ad essere misurati non sono valori relativi al singolo paziente, ma con quali persone il “paziente” è venuto a contatto e dove.

Proprio per evitare che ci possano essere tracciamenti in violazione del principio di riservatezza e segretezza, la App è stata realizzata non permettendo il recupero della posizione con GPS o strumenti alternativi ma facendo uso del Bluetooth (seguendo il protocollo di GAEN – Google Apple Exposure Notification). Questa tecnologia permette di mettere in contatto due strumenti che sono abbastanza vicini tra loro. Le cuffie allo Smartphone ad esempio.

Quando due Smartphone dove è installato risultano vicini, si scambiano un codice casuale che viene registrato assieme con il tempo di vicinanza e la distanza calcolata in base alla potenza del segnale.

Leggendo il codice non è possibile risalire in alcun modo chi sia l’altra persona.

Nel caso di positività di un utente, il sistema Immuni provvederà a contattare tutti gli altri utenti che risultano nel registro. La App avrà una notifica nella quale si consiglia di andare a eseguire il tampone di verifica.

L’enorme potenzialità che non può offrire altro strumento di tracciamento – comprese le telefonate fatte ad uno ad uno – è che si possono tracciare anche contatti assolutamente fortuiti e casuali – come ad esempio il vicino di sedile in un mezzo pubblico.

Cosa manca quindi a questa App per essere davvero uno strumento efficace?

Sicuramente sono mancati alcuni passaggi da parte delle autorità sanitarie non al passo con l’attivazione dei codici di inoltro delle notifiche, ma principalmente manca quella “base di utilizzo sufficientemente ampia” citata prima. 

È necessario che ognuno di noi faccia la propria parte e scarichi la App, installandola sul proprio smartphone. Per aiutarsi e per aiutare gli altri.

Per informazioni

https://www.immuni.italia.it/

Per installare la App su smartphone Android

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.ministerodellasalute.immuni&hl=it&gl=US

Per installare la App su smartphone iOS

https://apps.apple.com/it/app/immuni/id1513940977