Le cose belle

Le cose brutte, spesso, arrivano all’improvviso.

In questo periodo, poi, le cose brutte vanno ad infilarsi nel groviglio oscuro dei nostri pensieri, nelle pieghe sofferenti delle nostre anime, quotidianamente prese a sassate.

Le cose brutte arrivano all’improvviso. Gigi Proietti ci ha lasciato, all’improvviso. Diego Armando Maradona ci ha lasciato, all’improvviso.

Sono ancora troppo compresso nel dolore per poter raccontare, per esprimere un semplice pensiero dedicato a Diego e a Gigi. Entrambi hanno fatto irruzione nella mia vita da sempre, da quando i miei anni non raggiungevano le dieci dita della mia mano.

La loro scomparsa fa arrossare i nostri occhi già provati. Ci fa maledire ogni giorno di più questo anno, che non vogliamo nemmeno più nominare.

Cosa altro si può esprimere? Quali altre parole ricercare? Cosa può far naufragare il nostro smarrimento? Cosa può impedire al nostro cuore di farsi un milione di domande?

È pressoché impossibile razionalizzare, farsene una ragione, spiegarne il motivo. Non troveremo mai corazze intellettuali così attrezzate in alcun mercato. Non troveremo mai alcuna buona offerta, alcun saldo di stagione, alcun buon abito usato.

Possiamo, e dobbiamo, solo battere questo tempo, questo maledetto tempo, che ci sta privando degli affetti più cari, delle anime più vicine e anche di quelle più lontane, dei sorrisi più ingenui, delle risate in compagnia, di un bicchiere di vino, di una pizza in allegria.

Possiamo, e dobbiamo, solo sfidare questo tempo. Che non ha e non è più tempo. Che immaginiamo solo come un interminabile conto alla rovescia. 

Si concluderà, questo maledetto anno si concluderà. È questa la nostra risorsa, il nostro leitmotiv di questi giorni, la ragione che stiamo cercando in fondo alle nostre tasche. È questo il nostro “essere umani”, la fragilità che non può più nascondersi, il nostro essere nudi davanti ad un riflettore impietoso ed accecante.

Ma non possiamo, e non dobbiamo, limitarci a questo. Non possiamo, e non dobbiamo, riempire questi giorni di attese infinte, di speranze spasmodiche. Noi non possiamo restare spettatori attoniti e attendenti. 

Dobbiamo costruire, immaginare, progettare. Contribuire, in ogni momento, in ogni luogo, in ogni contesto, alla formazione di cose, idee ed azioni che accarezzino il nostro cuore, quello degli altri.

Noi lo facciamo da qui. Continuando a raccogliere pensieri, parole, sentimenti e stati d’animo. Riflessioni a voce alta e ad alta voce di intellettuali, professionisti, artisti, cittadini. Accumunati dal senso più profondo della condivisione, dell’abbraccio, del sensibile accorciamento di ogni distanza.

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Le cose brutte, spesso, arrivano all’improvviso. Ma anche le cose belle. 

Ce lo ha insegnato Gigi, che ci ha trasmesso il sorriso più bello nei suoi gesti spontanei, nelle sue smorfie struggenti, nelle sue parole d’amore colorate.

Ce lo ha insegnato Diego, con la realizzazione dell’impossibile, con l’abbraccio tra il sacro ed il terreno, con la parabola del suo corpo. Che tante volte è caduto. Ma tante volte si è rialzato.