Appello contro la fine del Risorgimento

Dopo tre anni di commissariamento cessato lo scorso giugno, l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano si trova in una situazione di grave stallo amministrativo che si riversa inevitabilmente su tutte  le attività, molte delle quali si sono interrotte (dalla didattica con le scuole a quella svolta negli istituti di reclusione, le mostre e i Congressi internazionali).

Il personale rimasto nella sede centrale dell’Istituto non percepisce lo stipendio da mesi, si è interrotta l’attività scientifica ed editoriale; il Museo Centrale del Risorgimento è stato chiuso al pubblico un anno e mezzo fa (ben prima dell’emergenza sanitaria); gli spazi presso il complesso del Vittoriano che erano una delle eccellenze espositive della Capitale, sono all’abbandono.

Quest’anno, il 9 dicembre, ricorrono i cento anni dalla nascita del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, che molto si è prodigato per la rinascita della Storia patria e dell’orgoglio nazionale. Per sua volontà il Vittoriano iniziò a rientrare nella vita dei cittadini come simbolo  dell’unità e dell’indipendenza italiana. A maggior ragione, questa situazione è un’onta alla memoria di questo grande Presidente. 

Varie iniziative stanno prendendo corpo contro la volontà politica di cancellare un momento determinante della storia d’Italia. Anche l’AMI, l’Associazione Mazziniana Italiana, ha preso posizione inviando una lettera al Ministro Dario Franceschini per sollecitare una pronta risoluzione dei tanti  problemi che affliggono l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

Nel frattempo procede con successo la petizione lanciata dall’Istituto storico del  Risorgimento su Change.org che condividiamo e vi invitiamo a sottoscrivere su:

https://www.change.org/p/dario-franceschini-la-fine-del-risorgimento?redirect=false

https://assets.change.org/photos/3/zr/vg/slzrVGCnjhdEQFP-800x450-noPad.jpg?1606727850