Bruno Bozzetto: un Visionario dal Cuore Bambino.

Il contatto con la natura costituisce un grande luogo di apprendimento. Cosa hai imparato durante le tue lunghe camminate in montagna con tuo padre?

La prima cosa che ho imparato è stata amare il silenzio. E nel silenzio ho imparato a confrontarmi con me stesso. Ho iniziato ad apprezzare la bellezza in ogni sua forma, anche la più piccola, avendo la piena consapevolezza che l’attorniarsi di bellezza potesse rasserenare e donare benessere.

Mister Tao, con cui hai vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 1990, nasce da quel periodo?

Sì, l’idea è nata proprio camminando in montagna con mio padre.
Lui era davanti a me, conosceva i sentieri e mi dava il passo.
Passavo molte ore a vedere questi piedi che avanzavano, un passo dopo l’altro. E così è la vita. Si avanza, inesorabilmente.
Siamo energia in continua evoluzione.

In un momento storico in cui il mondo intero sta facendo i conti con una crisi profonda,  penso che un artista, forse, abbia qualche strumento in più per potere affrontare la vita. A tal proposito, in una tua intervista hai dichiarato che l’Arte aiuta a fare come gli struzzi, ma in maniera elegante. Quindi ti chiedo la creatività trascende il qui e ora?

Secondo me, sì. La creatività ti trasporta in un’altra dimensione. Se, per es., sei impegnato per due anni a fare un lungometraggio, con un ritmo di lavoro pressante, in immersione totale, perdi la percezione dello spazio e del tempo. Sei automaticamente fuori dal mondo.

Si entra come nello stato che un golfista definisce il ‘flusso’… tutto intorno sparisce: ci sono solo lui, la pallina, la mazza e la buca. Non ci sono più distrazioni, ma solo pura e semplice concentrazione. Mente, corpo e ambiente diventano tutt’uno.

Sì, è così. Mi sono perso tantissime cose che accadevano sia in famiglia che nel mondo esterno, e di questo sono dispiaciuto. Vivi come uno struzzo, con la testa sotto terra, trasportato in una dimensione diversa, quasi ipnotica.

Si può imparare a nutrirsi di solitudine ed immaginazione?

Assolutamente sì….si impara persino troppo! 

Se tu dovessi mettere degli oggetti nelle scatole che Andy Warhol chiamava le ‘Capsule del tempo’, cosa  metteresti?

Metterei dei fogli di carta. In uno scriverei le lettere dell’alfabeto tutte scombinate, in un secondo foglio comporrei delle parole di senso compiuto, usando le lettere del primo foglio, e nel terzo  scriverei un racconto, utilizzando le parole che prima avevo composto. Con la stessa logica, prenderei una matita, traccerei una riga su un foglio e di fianco metterei un disegno compiuto. Parole e disegni, ma anche note musicali sparpagliate qua e là, che si adagiano sul rigo musicale per comporre una melodia. Questo per far capire come avviene un processo creativo. E’ questo che mi interessa e che tramanderei ai posteri.

Hai a disposizione un mantello magico che ti rende invisibile, qual’ è la prima cosa che faresti?

Nulla di strano. Ma per divertirmi un po’, andrei a casa di amici per sentire quel che dicono. …riflettendo, siamo già invisibili! Lo siamo camminando tra la folla, prendendo la metropolitana, facendo la fila in un negozio quando servono chi è arrivato dopo di te…

Io andrei invece in pasticceria da Ernst Knam ad assaggiare un po’ delle sue fantastiche  torte al cioccolato! 😄

Non è una cattiva idea! 😄

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