Bruno Bozzetto: un Visionario dal Cuore Bambino.

E’ vero che quando hai proposto in Italia ‘Allegro non troppo’ alla Cineriz ti risposero: ‘Non è per bambini, non è per adulti perché non è né porno né sexy, e quindi non ha pubblico?’.

Sì, proprio così. Ma non avevano previsto il pubblico dei giovani, quello che realmente  riempiva le sale! 

Giovani che per te sono stati le cartine di tornasole.

Esattamente! Il mio pubblico è composto ancora oggi in gran parte da giovani di una certa cultura che amano l’ironia.

Volendo ricordare un altro aneddoto, si può dire che Sophia Loren ti ha portato fortuna, suo malgrado?

Direi di sì. Nel 1958 partecipai al Festival di Cannes con ‘Tapum! La storia delle armi’. La mia fortuna fu che Pietro Bianchi, allora critico cinematografico del ‘Giorno’, annoiato da un film con la Loren, con poca professionalità uscì prima della fine e passando per un corridoio, incuriosito da una musichetta, entrò casualmente dentro la sala dove proiettavano il mio e ne scrisse una bellissima recensione. Sembra incredibile ma un mese prima avevamo conosciuto il redattore del ‘Giorno’ incaricato di creare i vari titoli, che, riconoscendo il mio nome, fece pubblicare a caratteri cubitali che il mio film era migliore di quello con Sophia Loren.

C’è un episodio divertente che si è fissato nei tuoi ricordi?

Ce ne sono molti. Te ne racconto uno che mi capitò anni fa a Montreal, dove ero stato invitato per la premiazione di un mio corto dal titolo ‘L’uomo e il suo mondo’. Premetto che sono molto distratto. Arrivai di sera e nell’albergo dove alloggiavo era stata organizzata una festa per l’inaugurazione del Festival. C’era già molta gente nella hall, ma poiché ero stanco per il viaggio, decisi di salire in camera per farmi la doccia e rilassarmi un po’.

Più tardi raggiunsi gli altri ospiti. Erano tutti stranieri e non riuscivo ad intravedere nessuno di mia conoscenza. Mentre conversavo con un po’ di persone, si avvicinò un signore che mi chiese da che parte del mondo provenissi. ‘Vengo dall’Italia’ – risposi sorridendo – e tutti si avvicinarono, e poco dopo scoprii di essere ad un matrimonio e non alla festa a cui avrei dovuto presenziare! I miei amici mi stavano cercando da mezz’ora, non sapendo che fine avessi fatto!

Visto che dopo questo tuo esilarante ricordo, siamo scoppiati entrambi in una fragorosa risata, ti chiedo se la risata è uno degli elementi vitali in qualsiasi forma di rapporto.

Più che la risata, lo è sicuramente l’umorismo.L’umorismo può servire a regalare un sorriso e a costringere la gente a riflettere. Personalmente trovo sia importante anche il lato ‘tragico’ della vita. Sono convinto che sia importante miscelare umorismo e tragedia. Ad un funerale puoi anche ridere, e ad un matrimonio puoi anche piangere. Per farti un esempio, i film più belli del neorealismo italiano sono quelli dove hanno saputo sapientemente dosare queste due componenti.

Considero l’umorismo indice di civiltà. E’ molto legato all’area geografica, varia con i paralleli. A Napoli è di tipo sanguigno, più sali verso il nord e più diventa ‘intellettuale’.

Io penso alle gag assurde, paradossali e bellissime dei Monty Python e alla genialità creativa di Peter Sellers.

Peter Sellers è stato un uomo magico! Così come lo è Woody Allen. I Monty Python sono fantastici, delle menti brillanti che hanno saputo fare qualcosa di unico! Non so se ci hai mai fatto caso, ma le popolazioni che sono prive di senso dell’umorismo sono pericolose.

Scatenano guerre…

Sì, prendono tutto di petto e scatenano guerre.

Attila, di certo, ne era sprovvisto! 😄

Sicuramente! 😄 Chi come lui andava in battaglia a scorticare e a distruggere, non poteva certo possedere il senso dell’umorismo!

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