Un Natale diverso

Stiamo acquisendo la consapevolezza che questo sarà un Natale diverso, anche se molti stentano a riconoscerlo e sono allergici alle regole ferree che il Governo sta varando in queste ore per le festività, al fine di scongiurare una terza ondata di contagi e morti. Senza voler entrare nelle mille polemiche, che sono ormai all’ordine del giorno dall’inizio di questa pandemia, anche con scontri tra poteri istituzionali come quello tra Stato e Regioni, dobbiamo prendere atto che questo che sta trascorrendo è sicuramente l’anno più difficile dalla nascita della Repubblica, sicuramente per quelle generazioni che non hanno vissuto la seconda guerra mondiale. Quella che l’ha vissuta, ed è la memoria storica di quegli eventi, forse la più attrezzata a capire e sopportare sofferenze e privazioni, è proprio la generazione più colpita e falcidiata dal Covid-19, nell’indifferenza di molti che si lamentano di non poter trascorrere le vacanze in montagna sciando, fare shopping in centro magari sorseggiando l’aperitivo serale nei luoghi della movida, fare la tombolata con amici e parenti o il consueto veglione di Capodanno.

Stiamo parlando della generazione che ha fatto l’Italia, crescendo i figli con grandi sacrifici, dedicandosi al lavoro ed alla famiglia, quelli che hanno costituito il nerbo del Paese a cui gli si dovrebbe rispetto e riconoscenza. 

Il livello di civiltà di una società si misura infatti da come vengono trattati gli anziani e i più deboli. Quello che sta emergendo nelle RSA e nella sensibilità generale, testimoniata da recenti affermazioni del tipo “la gente è stanca e se qualcuno muore, pazienza” oppure “si tratta di persone che sono per fortuna per lo più in pensione, non sono indispensabili allo sforzo produttivo del Paese ma essendo più fragili vanno tutelate in ogni modo” è aberrante ed indice di un decadimento morale e culturale.

Un proverbio africano recita “Quando muore un anziano è come se bruciasse una biblioteca”. Questo Natale diverso sarà l’occasione di un maggior raccoglimento per riflettere sulle dimensioni di questo incendio e come, con il nostro personale contributo, aiutare a spegnerlo. Non esiste una dicotomia salute ed economia, perché l’una non si tiene senza l’altra. Allora solo con comportamenti responsabili che partono da ciascuno di noi possiamo aiutarci tutti. 

Non c’è salvezza senza comunità.

Ci stiamo avvicinando anche al solstizio d’inverno, da sempre simbolo della luce che si rinnova e ricomincia a crescere, portando nuove speranze e nuovo vigore. Le feste solstiziali hanno avuto nel tempo la funzione di ricordare all’uomo, con il ciclo delle stagioni e della natura, che il continuo ripetersi della morte e della rinascita del Sole è per analogia l’avvicendarsi della morte e della rinascita della vita. 

La Luna e Venere tornano ad incontrarsi: l'appuntamento è fissato a  settembre, nel cielo | SiViaggia

Quest’anno il Solstizio che cadrà il 21 Dicembre, coinciderà con la Grande Congiunzione, che vedrà l’allineamento dei due più grandi pianeti del sistema solare: il signore degli anelli, Saturno, e il gigante gassoso, Giove che saranno visibili come un’unica grande stella, un’unica grande Luce, quella che auspichiamo di rivedere al più presto tutti e che illuminerà questo Natale diverso.