45 giri ai Raggi X – “CATHERINE SPAAK”

CATHERINE SPAAK

RICORDI

N° Di Catalogo: SRL 10-280

Stampato in: ITALIA

Data: 6 Agosto 1962

Rarità: MEDIA-

Quotazione: euro 7,00 / 14,00

Qualità Grafica Della Copertina: 8+

NOTE EVENTUALI: Diciassette anni finiti da circa quattro mesi e già attrice sulla cresta dell’onda per le audaci (per l’epoca) ma castigate (oggi) luminose interpretazioni di film passati ormai alla storia del cinema italiano d’autore come Il Sorpasso, La voglia matta e Diciottenni al sole. Una bellissima ragazzina che aveva conquistato con la sua bellezza, con la sua ingenua sensualità, con la sua intrigante timidezza e soprattutto con la sua innata classe, sia i suoi coetanei, sia quelli che avevano qualche anno meno di lei, sia – sorprendentemente – anche quei Signori all’epoca maturi e con le basette già innevate. Ottima come attrice, si provò a farla cantare, anche perché ricordava assai un’altra splendida ragazza, quella Françoise Hardy che era anche compositrice oltre che cantante. Impossibile un paragone artistico dal lato canoro tra le due; a soccombere sarebbe stata sempre la bella Catherine. Però ci provarono lo stesso e, grazie a Gino Paoli, che compose espressamente per lei due incantevoli canzoni, ecco il suo primo 45 giri che riscosse un discreto successo, trattandosi di un esordio. 

LATO A: Perdono (Gino Paoli)

ACCOMPAGNAMENTO: Orchestra diretta da Ennio Morricone 

QUALITÁ ARTISTICO MUSICALE: Buona+

Se andassimo a scandagliare oggi, con totale freddezza, la qualità canora da parte di Catherine per questa sua primissima interpretazione, bisognerebbe far voli pindarici per non essere spietati giudici. Ma non è questo il modo onesto di accostarsi all’ascolto, perché intervengono fattori esterni che sono capaci, come per incanto, a rivoltare la frittata e a presentarti il disco come piacevolissimo, quasi bello! Ci sarebbe da tirar fuori innanzitutto la leggiadria con la quale l’autore sguaina motivo e testo che intuitivamente si rivelano subito come concepiti proprio ed esclusivamente per Caterina (Paoli la inciderà sul suo secondo album, Le cose dell’amore, sempre del 1962). Il clavicembalo iniziale sboccia delicatamente per aprire la porta alla timida interpretazione; già la seconda strofa sembra più sicura, forse perché l’orchestra prende il largo; certo che Morricone dove mette mano, è sempre in grado di sbalordire, anche nelle semplici cose; quei violini sfrecciano come in parata musicale e presentano il pezzo al meglio. Il testo poi è ad hoc per la minorenne che implora, con falsa ingenuità: “…Perdono per tutte le cose che ho fatto, perdono per ogni carezza di meno, perdono per ogni parola che ha fatto vestire di lacrime il tuo viso che amo… Perdono per essere sicura di non avere niente da farmi perdonare…”   

LATO B: Tu e io (Gino Paoli)

ACCOMPAGNAMENTO: Orchestra diretta da Ennio Morricone

QUALITÁ ARTISTICO MUSICALE: Ottima-
Se possibile, questo retro è ancor più intriso di sapore di Paoli del lato principale. Tenero e lieve, con un motivo che si espande in crescendo, e di più difficile interpretazione; Catherine ci prova, mettendocela tutta e anche qui l’accompagnamento morriconiano l’aiuta molto. Una gran bella canzone, assurdamente alquanto dimenticata dagli addetti ai lavori, negli anni. Provate a riascoltarla; sono certo che vi piacerà molto più di quando l’ascoltaste all’epoca della sua prima pubblicazione…